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Omofobia, Binetti: "Non sapevamo di questa mossa, ma meno male che il Vaticano è intervenuto. Ddl Zan pericoloso"

Paola Binetti, senatrice ex Pd ora centrista 
La senatrice ex Pd ora centrista, cattolica dell'Opus Dei, è soddisfatta dell'intervento della Santa Sede sul disegno di legge contro l'omotransfobia: "Diciamo queste cose da mesi ma non siamo stati ascoltati. Il testo deve cambiare"
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ROMA - "Un intervento a gamba tesa contro il ddl Zan? Meno male che il Vaticano si è mosso piuttosto, perché tutti noi che andavamo dicendo che il ddl Zan è pericoloso, non siamo stati ascoltati". Paola Binetti, senatrice ex Pd ora centrista, cattolica dell'Opus Dei, è contenta.  

Senatrice Binetti, il Vaticano è entrato a gamba tesa contro il ddl Zan.
"Come a gamba tesa? Meno male, piuttosto. Noi queste cose le andiamo dicendo da mesi. Non ne faccio una questione politica tra destra e sinistra. I dubbi sono stati espressi dal mondo cattolico attraverso gli interlocutori laici, ovvero da Maurizio Gasparri, da me, dall&…

ROMA - "Un intervento a gamba tesa contro il ddl Zan? Meno male che il Vaticano si è mosso piuttosto, perché tutti noi che andavamo dicendo che il ddl Zan è pericoloso, non siamo stati ascoltati". Paola Binetti, senatrice ex Pd ora centrista, cattolica dell'Opus Dei, è contenta.  

Senatrice Binetti, il Vaticano è entrato a gamba tesa contro il ddl Zan.
"Come a gamba tesa? Meno male, piuttosto. Noi queste cose le andiamo dicendo da mesi. Non ne faccio una questione politica tra destra e sinistra. I dubbi sono stati espressi dal mondo cattolico attraverso gli interlocutori laici, ovvero da Maurizio Gasparri, da me, dall'ex parlamentare Alfredo Mantovano e altri. Se la stampa ci vuole fare apparire come parlamentari che subiscono la pressione vaticane, basti pensare che noi abbiamo anticipato il Vaticano". 

Anticipato come?
"Con interventi pubblici in tutte le sedi. Abbiamo chiesto e ottenuto audizioni di personalità come Antonia Aslan e Marina Terragni. Da tutti è stato sollevato il problema delle ambiguità dell'articolo 1 del ddl Zan e dell'articolo 4, che esordisce  citando l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di espressione, e poi inserisce un "purché" che lo limita di fatto. Per non parlare dell'articolo 7 in cui nella giornata contro l'omofobia tutte le scuole di ogni ordine e grado sono obbligate quel giorno a fare la moltiplicazione dei gay pride". 

 

Non crede che il Vaticano stia mettendo in discussione la laicità dello Stato italiano con questo gesto di protesta formale, mentre una legge sta per essere approvata dal Parlamento?
"La diplomazia del Vaticano è più avveduta di quanto una certa sinistra pensi. Dalla segreteria di Stato vaticana è stata consegnata una informativa verbale formale, ma non firmata, all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede. Si invoca appunto il Concordato. Il Vaticano si è mosso nel perimetro dell'accordo del Concordato e quindi nel rispetto dello Stato italiano". 

Ma è mai stato fatto un atto del genere?
"Non che io ricordi nel recente passato. Né sapevo di questa mossa ". 

Agli occhi del mondo, l'Italia può accettare una ingerenza sulla sua autonomia legislativa?
"
L'accoppiata Pd-5Stelle, ovvero la maggioranza di centrosinistra più i grillini, ha sistematicamente ignorato le sollecitazioni che venivano da quella parte del Parlamento che esprime i valori del mondo cattolico. Con Ronzulli e Salvini ho presentato un ddl per dire no alle violenze contro gli omosessuali. Abbiamo chiesto di discuterne. Ma sospetto che non vogliano dire no alle discriminazioni, ma introdurre proprio quei criteri a cui il ddl Zan apre la porta". 

Ora cosa pensa succeda?
"O la legge Zan la cambi o la cambi. A partire dall'articolo 1 e dalle definizioni scorrette di identità di genere che introduce. E poi nelle parti in cui si contravviene all'articolo 21 della Carta che garantisce la libertà di pensiero, di parola e di decisione".