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Ddl Zan, cos'è e cosa prevede, articolo per articolo e il testo integrale

Dieci articoli che "aggiornano" la legge Mancino contro i reati di razzismo estendendo le pene anche a chi istiga alla violenza omofobica. Dopo l'approvazione alla Camera, il ddl si è arenato in commissione al Senato
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Il ddl Zan, approvata alla Camera il 4 novembre 2020, si riallaccia alla legge Mancino che contrasta i reati di razzismo e prevede il carcere da uno ai quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica, intervenendo sull'articolo 604 bis del codice penale.

C'è poi una parte non repressiva ma che mira a diffondere una cultura della tolleranza. In particolare viene istituita una data italiana, il giorno 17 maggio, quale "Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia".

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Cosa prevede la legge Zan articolo per articolo

Nell'articolo 1 della ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia si stabilisce in premessa che: per "sesso" si intende il sesso biologico o anagrafico; per "genere" si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o con…

Il ddl Zan, approvata alla Camera il 4 novembre 2020, si riallaccia alla legge Mancino che contrasta i reati di razzismo e prevede il carcere da uno ai quattro anni per chi istiga alla violenza omofobica, intervenendo sull'articolo 604 bis del codice penale.

C'è poi una parte non repressiva ma che mira a diffondere una cultura della tolleranza. In particolare viene istituita una data italiana, il giorno 17 maggio, quale "Giornata nazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia".

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Cosa prevede la legge Zan articolo per articolo

Nell'articolo 1 della ddl Zan contro l'omotransfobia e la misoginia si stabilisce in premessa che: per "sesso" si intende il sesso biologico o anagrafico; per "genere" si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per "orientamento sessuale" si intende l'attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per "identità di genere" si intende l'identificazione percepita e manifestata di sè in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall'aver concluso un percorso di transizione.

L'articolo 2 della legge modifica l'articolo 604 bis del codice penale sui reati di Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa.

L'articolo 604 bis recita: "È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi". Il ddl si limita ad aggiungere in coda “oppure fondati sul sesso, sul genere, sull’orientatamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità".

L'articolo 3 fa una modifica identica all'articolo 604 ter del Codice Penale, integrando l'aggravante di discriminazione con i motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere o sulla disabilità.

L'articolo 4 è la cosiddetta clausola di salvaguardia. Il ddl precisa: "Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti".

L'articolo 5 allinea altre norme di legge alla stessa fattispecie. Prevede anche la sospensione condizionale della pena che può essere subordinata, se il condannato non si oppone, alla prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività.

L'articolo 6 modifica l'articolo 90-quater del codice di procedura penale sulla condizione di particolare vulnerabilità della persona offesa: nella valutazione si terrà conto anche dei reati commessi in ragione del sesso, del genere, dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere.

L'articolo 7 istituisce la Giornata nazionale contro l'omotransfobia il 17 maggio.

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L'articolo 8 stabilisce norme e interventi per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni attraverso una strategia nazionale triennale. 

L'articolo 9 riguarda i centri contro le discriminazioni motivate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere.

L'articolo 10  introduce rilevazione statistiche sulla discriminazione di genere.

Iter parlamentare del ddl Zan

Dopo l'approvazione alla Camera la legge rimane per lunghi mesi in stallo in commissione Giustizia al Senato a causa dell'ostruzionismo della Lega e del suo senatore Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia. Il 28 aprile la legge viene calendarizzata in commissione a Palazzo Madama ma la legge finisce in stallo. Il relatore è lo stesso presidente Ostellari, fatto che scatena polemiche fra i giallorossi.

 

Il 17 giugno Ostellari annuncia che ci vorranno altri due mesi di audizioni prima di approdare al voto. Il Pd e il M5s rispondono un secco no. Intanto il centrodestra  presenta il suo ddl alternativo, la legge Ronzulli-Salvini.

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