Primarie, a Bologna la lezione di Conti
di Lavinia Rivara , di Lavinia Rivara“Siamo figli della stessa terra, condividiamo le stesse battaglie contro le disuguaglianze”. E’ domenica sera, i seggi delle primarie del centrosinistra a Bologna hanno appena emesso il loro verdetto. E la candidata sconfitta Isabella Conti si rivolge così al vincitore e suo antagonista Matteo Lepore e ai suoi sostenitori. Li chiama gli «ex avversari, oggi fratelli”. E così il sangue versato alle primarie veramente si coagula, molto più rapidamente di quanto forse non prevedesse Romano Prodi.
E dunque “chapeau” per la “renziana” Conti. La sua battaglia ha portato ai gazebo il sapore di una sfida vera, quella del confronto tra due visioni del centrosinistra diverse, a partire dalle alleanze. E per di più sostenute da due quarantenni che hanno dato un segnale di rinnovamento della classe dirigente del centrosinistra, segnale apprezzato dai giovani che hanno partecipato numerosi al voto.
Le polemich…
“Siamo figli della stessa terra, condividiamo le stesse battaglie contro le disuguaglianze”. E’ domenica sera, i seggi delle primarie del centrosinistra a Bologna hanno appena emesso il loro verdetto. E la candidata sconfitta Isabella Conti si rivolge così al vincitore e suo antagonista Matteo Lepore e ai suoi sostenitori. Li chiama gli «ex avversari, oggi fratelli”. E così il sangue versato alle primarie veramente si coagula, molto più rapidamente di quanto forse non prevedesse Romano Prodi.
E dunque “chapeau” per la “renziana” Conti. La sua battaglia ha portato ai gazebo il sapore di una sfida vera, quella del confronto tra due visioni del centrosinistra diverse, a partire dalle alleanze. E per di più sostenute da due quarantenni che hanno dato un segnale di rinnovamento della classe dirigente del centrosinistra, segnale apprezzato dai giovani che hanno partecipato numerosi al voto.
Le polemiche innescate da Conti sono state a volte discutibili, come la protesta per l’etichetta di “renziana”. Per lei il sintomo di “una cultura maschilista”, nella convinzione che se al suo posto ci fosse stato un uomo non sarebbe stato apostrofato allo stesso modo, anche se sostenuto dall’ex premier (come nel suo caso). Una convinzione probabilmente sbagliata, come sanno bene tutti i dirigenti del Pd che vengono di volta in volta definiti in base al capo della corrente di appartenenza, perfino a quelle del passato (è il caso degli ex renziani di Base riformista). Così come un po’ sopra le righe è stata la protesta contro Prodi, quando Conti si è detta “ferita” per l’immagine del sangue utilizzata dal Professore. Che invece in certo qual modo le riconosceva il merito di aver ingaggiato un duello vero.
Ma il modo in cui ha reagito al risultato delle primarie ha decisamente riscattato la sua immagine. Tanto più che molti, alla vigilia, scommettevano sul fatto che Isabella Conti in caso di sconfitta avrebbe sbattuto la porta e lanciato una sua lista per correre comunque per la poltrona di sindaco, spaccando il centrosinistra. O magari, come è successo a Roma, avrebbe contestato l’esito del voto. Ma non è andata così. La prima cittadina di San Lazzaro ha riconosciuto la vittoria del “fratello” Lepore e ora si mette a disposizione, pur volendo far contare il 40% ottenuto ai seggi, per far vincere il centrosinistra alle comunali di Bologna. Che vuol dire “anche se non posso fare il centravanti, continuo a giocare per la mia squadra”. Il contrario di quello che è avvenuto a sinistra negli ultimi anni, scissione dopo scissione. Una lezione di lealtà la sua. E anche un modo di fare politica che, lasciateci dire, forse non casualmente appartiene ad una donna.
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