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Omofobia e ddl Zan, Ruini: “È giusto difendere la libertà di espressione della Chiesa”

Il cardinale Camillo Ruini 
L'ex presidente della Conferenza episcopale italiana: "In questo caso difendere i propri diritti è un dovere e non un’ingerenza"
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CITTÀ DEL VATICANO - Cardinale Camillo Ruini, cosa pensa della Nota verbale della Segreteria di Stato vaticana sul ddl Zan ?
"Come dice la nota stessa, il ddl Zan contrasta con l’articolo 2, comma 1 e comma 3, del testo di revisione del Concordato, nel quale la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere il proprio Magistero e garantisce alla Chiesa stessa e ai cattolici piena libertà di pensiero e di espressione. In sostanza, si tratta di quello che la nostra Costituzione garantisce a tutti, cioè della libertà di parola e di pensiero".


Quindi giudica l’intervento del Vaticano come legi…

CITTÀ DEL VATICANO - Cardinale Camillo Ruini, cosa pensa della Nota verbale della Segreteria di Stato vaticana sul ddl Zan ?
"Come dice la nota stessa, il ddl Zan contrasta con l’articolo 2, comma 1 e comma 3, del testo di revisione del Concordato, nel quale la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere il proprio Magistero e garantisce alla Chiesa stessa e ai cattolici piena libertà di pensiero e di espressione. In sostanza, si tratta di quello che la nostra Costituzione garantisce a tutti, cioè della libertà di parola e di pensiero".


Quindi giudica l’intervento del Vaticano come legittimo?
"Certamente, ed è il segno dell’importanza che la Santa Sede attribuisce alla questione".


Tuttavia con questo intervento anche Papa Francesco può essere accusato di ingerenza, non le sembra?
"Sarebbe un’accusa non giustificata. Di accuse di questo genere sono stato bersaglio anch’io in molte occasioni ma difendere i propri diritti, in particolare la libertà della Chiesa, è un dovere e non un’ingerenza".


Ma non le sembra che il ddl Zan voglia semplicemente tutelare le persone che subiscono delle discriminazioni?
"Siamo pienamente d’accordo che nessuna persona deve subire discriminazioni, deve essere invece rispettata e, dal punto di vista cristiano, amata. L’opposizione a quel ddl non riguarda questo ma, come ho già detto, il rischio di comprimere la libertà di espressione, nel rispetto di tutti".


Non c’è a suo avviso il pericolo che una parte politica usi strumentalmente questa uscita a proprio favore?
"Preferisco stare alla sostanza dei problemi senza fare all’una o all’altra parte politica processi alle intenzioni".


Comunque, si tratta a tutti gli effetti di un intervento a gamba tesa?
"Non è certo questo lo spirito. La mia speranza è che l’intervento stesso sia accolto con quella serenità che traspare dal testo".
Crede che la Conferenza episcopale italiana concordi nel merito?
"Certamente, il cardinale Bassetti, presidente, già almeno due volte era intervenuto in questo senso".


Ricorda altri interventi della Santa Sede analoghi?
"Ricordo che quando ero alla Cei vi fu un intervento della Santa Sede presso il governo italiano riguardo al problema dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche".