Il ministero blocca la vendita all'asta dei cimeli di Fanfani
di Filippo Ceccarelli , di Filippo CeccarelliFermi tutti: i disegni politici di Fanfani per ora sono entrati nel limbo, cioè non possono essere divisi né venduti all'estero, ma nemmeno hanno trovato una certa collocazione in qualche ente statale o istituzionale.
Fermi tutti: i disegni politici di Fanfani per ora sono entrati nel limbo, cioè non possono essere divisi né venduti all'estero, ma nemmeno hanno trovato una certa collocazione in qualche ente statale o istituzionale.
Le caricature erano già state pubblicate nel 2005, sei anni dopo la morte, in un opuscolo dal titolo "Vignette e disegni, impressioni e ricordi di personaggi della Costituente e della Prima Repubblica" a cura di Mariapia Fanfani. Lei era la seconda moglie di Amintore: una donna anche simpatica, sempre molto intraprendente nella filantropia come nella mondanità, a tratti indiscreta talvolta invadente anche se molto sincera, comunque poco amata dai colleghi democristiani, dai collaboratori del presidente e ancora meno dai figlioli di primo letto del marito.
È un po' un mistero il perché questi disegni siano finiti nel lotto messo all'incanto insieme a medaglie, onorificenze, abiti di alta sartoria, quadri, mobili e anche un po' di normale paccottiglia appartenuta a Mariapia. La Casa d'asta, che subito ha ritirato i disegni sottoposti al vincolo, adesso si augura che lo Stato voglia acquisirli. Il problema è che anche per faccende del genere lo Stato è una parola, o al massimo un'entità astratta.
Le carte di Fanfani e l'intero suo cospicuo e assai rilevante patrimonio documentario sono stati versati al Senato, di cui egli è stato più volte presidente, e si trovano, come "Fondo Amintore Fanfani", all'Archivio Storico di Palazzo Madama che nel 2010 ne ha pubblicato l'inventario. Da questo librone si apprende che ci sono ben sei grandi buste dedicate all'attività artistica di Fanfani: mostre, premi, discorsi, foto di opere, corrispondenze con i più grandi artisti e critici (da Guttuso a Montale, da Manzù a Cagli, da Bacchelli a Fellini, da Ragghianti a Calvesi fino a Sgarbi). È quindi al Senato, nel caso, che potrebbero e forse dovrebbero finire le opere del Fanfani vignettista.
Un discorso a parte meritano i diari, pubblicati dalla Fondazione Fanfani e dal Senato per le edizioni Rubbettino, nel 2012 in quattro volumi, però fino al 1962. Poi, inspiegabilmente, basta. Anni orsono Mariapia, di testa sua e quasi trafugandole, concesse a un quotidiano le agende dei giorni del caso Moro. Apriti cielo! Considerato il silenzio sulla seconda parte della vita politica del marito fu un'opera tanto avventata quanto meritoria. In fondo è anche a lei che si deve il possibile salvataggio dei disegni della Costituente. La vita del potere è strana, ma quella delle persone ancora di più.