Salvini nel mirino del tour a Bruxelles di Giorgia Meloni. Che punta a conquistare la leadership della destra europea
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - Più che un viaggio è uno schiaffo. La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, da ieri è a Bruxelles. Ci rimarrà anche oggi. Ma più che fare un giro d'orizzonte tra i Palazzi dell'Unione, il suo vero obiettivo, nemmeno tanto celato, in realtà è un altro: Matteo Salvini.
Proprio il suo alleato in Italia, ma che nel Parlamento europeo è un avversario. Magari non dichiarato, ma di certo non amato. Insomma la corsa verso la leadership del centrodestra si combatte anche tra i corridoi di Palazzo Europa.
Con questo obiettivo la leader di Fdi ha organizzato la sua agenda. Al di là degli incontri con gli it…
BRUXELLES - Più che un viaggio è uno schiaffo. La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, da ieri è a Bruxelles. Ci rimarrà anche oggi. Ma più che fare un giro d'orizzonte tra i Palazzi dell'Unione, il suo vero obiettivo, nemmeno tanto celato, in realtà è un altro: Matteo Salvini.
Proprio il suo alleato in Italia, ma che nel Parlamento europeo è un avversario. Magari non dichiarato, ma di certo non amato. Insomma la corsa verso la leadership del centrodestra si combatte anche tra i corridoi di Palazzo Europa.
Con questo obiettivo la leader di Fdi ha organizzato la sua agenda. Al di là degli incontri con gli italiani David Sassoli, presidente dell'europarlamento, e con Paolo Gentiloni, commissario agli affari economici, tutti gli altri sono stati studiati per sbarrare la strada all'amico/nemico della Lega. Ieri sera ad esempio ha cenato con il premier ungherese Orban. Sotto accusa nelle ultime ore per la legge contro la comunità Lgtb ma soprattutto, in questo caso, una sponda costantemente cercata proprio da Salvini. "Se il partito del primo ministro Orban - ha detto Meloni - facesse richiesta di adesione al gruppo di Ecr (Conservatori e Riformisti europei, ndr) sarei contenta di valutare la richiesta insieme agli altri componenti del gruppo e del partito, la considererei una collocazione anche abbastanza naturale per il percorso di Fidesz (il partito di Orban, ndr)".
Ecco il punto. Perché l'apertura al capo di Budapest non rientra solo nel tentativo di allargare il gruppo Ecr di cui fa parte Fratelli d'Italia e la stessa Meloni è il presidente del Partito Ecr. Ma è un vero e proprio dito nell'occhio lumbard. Perché Salvini da tempo sta provando a costituire un nuovo gruppo a Strasburgo. Il capo del Carroccio vorrebbe lasciare la formazione ID, di cui fanno parte anche la Le Pen e i tedeschi di estrema destra di Afd, per un nuovo soggetto di cui potrebbero essere i soggetti prioritari la Lega, il partito di Orban e i polacchi di Diritto e Giustizia. Operazione già complicata perché soprattutto i deputati di Varsavia hanno più di un dubbio su Salvini per la sua linea troppo accondiscendente con la Russia di Putin. Ma se poi perdesse anche Fidesz, allora l'operazione salviniana di ricollocamento in Europa fallirebbe ancor prima di nascere. Da considerare poi che il gruppo ID è del tutto fuori dal circuito di potere di Bruxelles. C'è una sorta di convention ad excludendum. Per fare un esempio: non ha nemmeno un presidente di commissione, l'Ecr della Meloni ne ha due. E la stessa esponente italiana da tempo segue una linea di critica all'Ue ma non antieuropeista. Tutti argomenti che la leader di Fratelli d' Italia ha affrontato incontrando il bureau di Ecr. Senza contare che la Lega non riesce a costruire una sponda nemmeno con il Ppe. Quando la scorsa settimana è stata avanzata l'ipotesi di una federazione in Italia tra il Carroccio e Forza Italia (membro dei Popolari europei), molti dentro il Ppe hanno avvertito i forzisti che questo progetto non avrebbe potuto portare la Lega nel gruppo.
Insomma, il viaggio brussellese di Giorgia Meloni ha una doppia veste. Ma quella più profonda è la sfida ai Lumbard: per la leadership del centrodestra, per la premiership e per conquistare il ruolo di punto di riferimento della destra in Europa.