Omofobia, Macron e il ddl Zan: "Sulla laicità ha ragione Draghi, per noi è così da secoli"
dal nostro inviato Tommaso Ciriaco
Emmanuel Macron (ansa)
Il commento del presidente francese sull'iniziativa del Vaticano di chiedere la modifica del disegno di legge sull'omofobia perché violerebbe il Concordato
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BRUXELLES - Sta per lasciare l'hotel Amigo. È reduce da una notte spesa nel Consiglio europeo, a battagliare sul dossier russo e contro la legge voluta da Viktor Orbán per comprimere i diritti degli omosessuali. Emmanuel Macron si ferma comunque, dopo aver salutato alcuni membri del suo staff. Inevitabile la domanda sulle vicende italiane, l'inedito scontro voluto da una fazione delle gerarchie vaticane sul ddl Zan. Il presidente francese è netto. Afferma un principio inviolabile per la Francia, quello della laicità dello Stato e della rigida separazione con le confessioni religiose. ''In Francia - dice - decide il governo''.
Anche in Italia, ha ribadito alle Camere Mario Draghi. E legifera il Parlamento, fermo restando il rispetto del concordato. Non ha letto nel dettaglio le dichiarazioni del premier italiano. Ma sente comunque di poter sostenere che l'approccio del governo italiano è ''giusto''. ''Vengo da un paese - ripete - che è laico e secolare da parecchio secoli...''. Lo sostiene sorridendo di gusto, come a sottolineare la distanza siderale rispetto a eventualisconfinamenti in un campo che deve appartenere solo allo Stato.
Il presidente francese saluta e va via. È l'ultimo dei leader a lasciare l'Amigo, poco prima avevano fatto lo stesso Mario Draghi e Angela Merkel, giunta al suo ultimo Consiglio europeo da Cancelliera nella pienezza dei suoi poteri.