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M5S, per i sondaggisti una lista Conte può arrivare oltre il 15%: "Voti presi a Grillo e al Pd"

(ansa)

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Analisti divisi sulle conseguenze della rottura. Per Carlo Buttaroni di Tecné "è il classico gioco a somma zero", mentre per Giovanni Diamanti di YouTrend l'ex premier rimarrebbe azzoppato senza l'appoggio del fondatore
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Se verrà ufficializzata nelle prossime ore, la separazione tra i 5 Stelle e Giuseppe Conte rappresenterà "una bomba atomica su un campo già in sofferenza", dice Carlo Buttaroni, presidente dell'istituto di ricerca Tecné. Secondo il quale siamo di fronte quindi "al classico gioco a somma zero, dove tutti i protagonisti alla fine perdono qualcosa e nessuno ha da guadagnarci".

Ha da perderci il M5S: "L'arrivo di Conte non ha portato a rivoluzioni dal punto di vista del consenso, ma sicuramente ne ha fermato l'emorragia", fa notare Giovanni Diamanti di YouTrend. Un lento ma inarrestabil…

Se verrà ufficializzata nelle prossime ore, la separazione tra i 5 Stelle e Giuseppe Conte rappresenterà "una bomba atomica su un campo già in sofferenza", dice Carlo Buttaroni, presidente dell'istituto di ricerca Tecné. Secondo il quale siamo di fronte quindi "al classico gioco a somma zero, dove tutti i protagonisti alla fine perdono qualcosa e nessuno ha da guadagnarci".

Ha da perderci il M5S: "L'arrivo di Conte non ha portato a rivoluzioni dal punto di vista del consenso, ma sicuramente ne ha fermato l'emorragia", fa notare Giovanni Diamanti di YouTrend. Un lento ma inarrestabile calo cominciato dal 2018, dopo il 33 per cento delle elezioni, e che si era assestato in una forbice tra il 15 e il 17 per cento proprio con la - mai completata, come si è visto - ufficializzazione dell'arrivo dell'ex presidente del Consiglio alla guida. Però avrebbe da perderci lo stesso Conte, il quale "rimane il leader di partito più apprezzato nel Paese", continua Diamanti, ma che si vedrebbe azzoppato senza l'appoggio del fondatore, perché "Grillo è un collettore non indifferente per i dirigenti, i parlamentari, gli elettori. Un partito personale di un leader apprezzato può raccogliere sicuramente percentuali di rilievo, togliendo voti soprattutto a Pd e 5 Stelle, non però oltre il 10 per cento". Siccome in politica nulla fa rima con l'aritmetica, "non è assolutamente detto che il consenso personale di Conte possa tramutarsi in quello di un suo eventuale partito o lista, specie dopo una rottura del genere", è il ragionamento di Buttaroni. 

Qui le opinioni divergono. Secondo Antonio Noto di Noto sondaggi "Conte senza i 5 Stelle potrebbe avere addirittura più consensi, i dati ci dicono che potenzialmente una sua lista può arrivare al 18-20 per cento. Drenando voti dal Movimento e dal Pd, che scenderebbero attorno al 12-13 per cento, e poi attingendo da un target di elettori non fidelizzati". L'ex capo del governo gode di grande fiducia "perché gli viene riconosciuto di averci messo la faccia durante l'emergenza Covid, dopo Sergio Mattarella e Mario Draghi è il politico più stimato e vediamo anche come la fiducia in Draghi è in parte sovrapponibile a quella attorno proprio a Conte". Per Noto il ciclo di vita del M5S è in fase terminale. Tra Grillo e Conte, i voti oggi li ha il secondo e su questo tutti sembrano concordi.

Il M5S comunque paga soprattutto la mancanza di chiarezza degli ultimi anni: "Conte - qui è di nuovo Buttaroni - aiutava a semplificare il quadro, portando il Movimento in un classico posizionamento di centrosinistra a seguito del disorientamento post-elezioni, dove dopo una storia di valori rigidi si è ritrovato prima al governo con la Lega e poi con il Pd".