✕

Sindaci, il Pd presenta un disegno di legge per aumentare gli stipendi: troppe responsabilità

Antonio Decaro 
Dovrebbero essere equiparati a quelli di governatori e consiglieri regionali
2 minuti di lettura

Roma.  "Ma lo sapete che lo stipendio del sindaco di un piccolo Comune è talvolta inferiore al reddito di cittadinanza!". Antonio Decaro, il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, qualche settimana fa riassumeva così la condizione dei primi cittadini.  Indagati talvolta per un nonnulla, caricati di responsabilità, remunerati poco o pochissimo nelle città medie e piccole, non c'è da meravigliarsi se neppure si trovano i candidati sindaco. E la preoccupazione davvero è bipartisan: a sinistra come a destra. 

A fare i conti in tasca ai sindaci, ci ha pensato il Pd , che ha presentato al Senato un disegno di legge per aumentarne gli stipendi, equiparandoli a quelli dei presidenti di Regione e dei consiglieri  regionali. Tanto per capire com'è, basti sapere che un "governatore" guadagna intorno ai 13.500 euro lordi al mese (un po' più di 7 mila netti) e un consigliere regionale …

Roma.  "Ma lo sapete che lo stipendio del sindaco di un piccolo Comune è talvolta inferiore al reddito di cittadinanza!". Antonio Decaro, il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, qualche settimana fa riassumeva così la condizione dei primi cittadini.  Indagati talvolta per un nonnulla, caricati di responsabilità, remunerati poco o pochissimo nelle città medie e piccole, non c'è da meravigliarsi se neppure si trovano i candidati sindaco. E la preoccupazione davvero è bipartisan: a sinistra come a destra. 

A fare i conti in tasca ai sindaci, ci ha pensato il Pd , che ha presentato al Senato un disegno di legge per aumentarne gli stipendi, equiparandoli a quelli dei presidenti di Regione e dei consiglieri  regionali. Tanto per capire com'è, basti sapere che un "governatore" guadagna intorno ai 13.500 euro lordi al mese (un po' più di 7 mila netti) e un consigliere regionale quasi 11 mila lordi. I sindaci? Sono fermi ai 7.400  (sempre lordi) nelle città metropolitane, ad esempio Roma. Vanno via via a scendere fino ai 1.200 euro dei paesi più piccoli, ovvero quelli fra i 3 mila e i 5 mila abitanti.  "Ma gli vogliamo restituire un compenso più adeguato? Indipendentemente dalle dimensioni del Comune che amministrano, sono il primo referente politico per le comunità e il volto della Repubblica nella vita quotidiana della gente", dice Luigi Zanda. Zanda, ex capogruppo dem a Palazzo Madama, senatore, è il primo firmatario del disegno di legge sulle indennità ai sindaci. Ha aneddoti e storie da raccontare. Ma in presa diretta lo fa Eugenio Comincini, senatore anche lui, tornato nelle file dem dopo l'adesione a Italia Viva, e che è stato a lungo sindaco di Cernusco sul Naviglio."Da sindaco di una cittadina di 35 mila abitanti guadagnavo 2.187 euro netti al mese. Nessun raffronto con le responsabilità che avevo allora rispetto a quelle di un parlamentare o anche di un consigliere regionale".  

E quindi i Dem ( a sottoscrivere la proposta tra gli altri Franco Mirabelli, Dario Parrini, Caterina Biti, Gianni Pittella, Valeria Valente) hanno nel ddl in due soli articoli, rimodulato compensi con tanto di tabelle e ipotesi.  

Perciò, i sindaci delle città  metropolitane dovranno avere un trattamento economico pari a quello dei presidenti delle giunte regionali. Le città metropolitane sono 14: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Venezia, Firenze, Bari, Reggio Calabria, Cagliari, Palermo, Messina e Catania. I sindaci "metropolitani" amministrano la città e anche quella che era l'ex provincia. Lo stipendio previsto sarebbe appunto di  13.500 euro lordi al mese. Un 45% in più rispetto a quello attuale. 

E così via. Nei Comuni capoluogo di Regione è "pari al 90% dei presidenti delle giunte regionali"; in quelli capoluoghi di provincia al 90% del trattamento dei consiglieri regionali. 

Per le città con più di 500 mila abitanti il sindaco avrà uno stipendio che è l'80% di quello dei consiglieri regionali; tra i 250 mila e 500 mila abitanti sarà pari al 70%. Via via fino al 50% dei primi cittadini di comuni tra i 50 mila e i 100 mila abitanti e al 25% per i sindaci di paesi tra i 3 mila e i 5 mila abitanti. I consiglieri regionali restano la pietra di paragone. La copertura? Nel ddl per ora il calcolo è di una spesa complessiva di 150 milioni di euro a decorrere dal 2021 per i sindaci dei 7.904 comuni italiani.  "I primi cittadini sono l'innervatura dello Stato, sono la politica di prossimità, svolgono funzioni strategiche e indispensabili per salvaguardare la coesione sociale del Paese", chiosa Zanda. Sono i sindaci a gestire i servizi sociali e scolastici per le famiglie, i servizi alle imprese. Per non parlare della tutela della salute nelle città, come il lockdown ha mostrato. Oltre alla sicurezza, alla viabilità, agli asili nido, alle questioni ambientali.  Ma non è solo guardare nelle tasche dei sindaci. Dopo il caso della sindaca di Crema, Stefania Bonaldi indagata per l'incidente di un bimbo dell'asilo comunale che si è schiacciato le dita in una porta frangi fuoco, ci sono le norme sulle responsabilità giuridiche dei primi cittadini a cui mettere mano. Altre proposte di legge sono in arrivo. Intanto i Dem sperano che altre forze politiche sottoscrivano questo ddl.