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Centrodestra. A Milano destra in panne. Sala senza rivale

Il candidato sindaco non si trova. Salvini dice no a Lupi. Riparte la caccia a un civico
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MILANO - Nel centrodestra ancora in cerca di un candidato per sfidare il sindaco Beppe Sala da ieri c’è una certezza. Matteo Salvini dopo l’ennesimo rifiuto a candidarsi di Oscar di Montigny ha fretta, sbarra la strada a Maurizio Lupi e lascia ancora la porta aperta a Gabriele Albertini come possibile vice sindaco. Mentre Silvio Berlusconi frena e scandisce: «Ci prenderemo tutto il tempo che serve. Non mi interessa se il candidato sarà un civico o un politico, ma che sia bravo, competente e in grado di garantire ai milanesi cinque anni di buon governo. Vince chi trova il candidato migliore». Salvini morde il freno e teme di rimanere con il cerino in mano. Annuncia che «la squadra è già pronta al novanta per cento». Assicura di aver già «incontrato tre persone che hanno confermato di essere disponibili». Pur avendole avvisate che «i sindaci guadagnano poco e sono indagati molto». Il leader so…

MILANO - Nel centrodestra ancora in cerca di un candidato per sfidare il sindaco Beppe Sala da ieri c’è una certezza. Matteo Salvini dopo l’ennesimo rifiuto a candidarsi di Oscar di Montigny ha fretta, sbarra la strada a Maurizio Lupi e lascia ancora la porta aperta a Gabriele Albertini come possibile vice sindaco. Mentre Silvio Berlusconi frena e scandisce: «Ci prenderemo tutto il tempo che serve. Non mi interessa se il candidato sarà un civico o un politico, ma che sia bravo, competente e in grado di garantire ai milanesi cinque anni di buon governo. Vince chi trova il candidato migliore». Salvini morde il freno e teme di rimanere con il cerino in mano. Annuncia che «la squadra è già pronta al novanta per cento». Assicura di aver già «incontrato tre persone che hanno confermato di essere disponibili». Pur avendole avvisate che «i sindaci guadagnano poco e sono indagati molto». Il leader sostiene di aver individuato il candidato. Si tratterebbe di un imprenditore con un passato da docente universitario e un impegno nel sociale. Ma quando si tratta di fare il nome gli alleati di Fratelli d’Italia e i centristi di Noi per l’Italia sostengono di non saperne ancora nulla. Berlusconi, al contrario, prende tempo. «Stiamo facendo un lavoro di approfondimento e di confronto con la città, un lavoro serio perché stiamo valutando anche molti candidati delle professioni e dell’imprenditoria, i cui nomi non sono ancora usciti sui giornali.

Alla fine stupiremo tutti per la qualità della soluzione che troveremo per sfidare Sala». Il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani , fa capire che la partita non è ancora chiusa. Quando, rispondendo a una domanda sul no di Salvini a Lupi, afferma: «Stiamo cercando un candidato civico, ma se non lo troveremo allora cercheremo un politico. E in quel caso Lupi sarebbe il miglior candidato possibile». La berlusconiana Licia Ronzulli precisa che «la fretta spesso è una cattiva consigliera e fare presto non significa necessariamente fare bene». In serata, anche Salvini amette: «Se servono tre giorni in più va bene». Berlusconi insiste: «Abbiamo qualche mese di tempo per far capire ai milanesi che con il voto hanno in mano un’arma straordinaria, l’occasione per rilanciare davvero la città». Anche se finora il centrodestra ha bruciato uno dopo l’altro almeno una ventina di candidati.Il leader della Lega ostenta comunque sicurezza: «Siamo avanti, fossi in Sala o in Enrico Letta mi preoccuperei». Ma il sindaco di Milano replica ironicamente: «Non capisco il perché da mesi qualunque candidato che viene proposto è vicino a me o in vantaggio su di me e poi nessuno si candida».