M5S, Ferrara: "Grillo e Conte sono complementari. Beppe indica nuovi orizzonti, ma per declinarli serve il pragmatismo dell'ex premier"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliIl vicecapogruppo al Senato dei 5 Stelle Gianluca Ferrara è convinto: "Beppe Grillo e Giuseppe Conte sono complementari", dice.
Però l'ex presidente del Consiglio sembra a un passo dall'addio, non accetta una sorta di diarchia: ha ragione?
"Beppe ha generato il M5S e ha imposto all’agenda politica temi innovativi che senza di lui non sarebbero mai stati centrali. Penso alla democrazia diretta, alla legalità soprattutto nei palazzi del potere, alla tutela dell’ambiente, alla protezione dei più deboli. Senza di lui l’Italia sarebbe rimasta a trent’anni fa. Giuseppe invece ha traghettato il Paese con grande competenza e dedizione nel momento più delicato della storia repubblicana. I risultati sono noti: l’Italia è la nazione che ha ricevuto più aiuti dall’Europa grazie alla sua capacità di mediazione".
Il vicecapogruppo al Senato dei 5 Stelle Gianluca Ferrara è convinto: "Beppe Grillo e Giuseppe Conte sono complementari", dice.
Però l'ex presidente del Consiglio sembra a un passo dall'addio, non accetta una sorta di diarchia: ha ragione?
"Beppe ha generato il M5S e ha imposto all’agenda politica temi innovativi che senza di lui non sarebbero mai stati centrali. Penso alla democrazia diretta, alla legalità soprattutto nei palazzi del potere, alla tutela dell’ambiente, alla protezione dei più deboli. Senza di lui l’Italia sarebbe rimasta a trent’anni fa. Giuseppe invece ha traghettato il Paese con grande competenza e dedizione nel momento più delicato della storia repubblicana. I risultati sono noti: l’Italia è la nazione che ha ricevuto più aiuti dall’Europa grazie alla sua capacità di mediazione".
Pensa quindi che Grillo sia stato troppo duro nei suoi confronti?
"Ma guardi, il linguaggio di Beppe va contestualizzato nella sua personalità istrionica. E’ un visionario che adopera l’iperbole, le sue parole non vanno strumentalizzate e fraintese. Sarebbe un errore".
Grillo che ruolo dovrebbe ricoprire secondo lei?
"Credo che agli italiani interessi poco la dialettica interna alle forze politiche, loro, giustamente, vogliono delle risposte ai loro problemi, specie in questo momento complicato dal punto di vista sanitario ed economico. Beppe è il garante del M5S. Un uomo in grado di indicare nuovi orizzonti. Per declinarli nella realtà, attraverso la complessa attività legislativa, serve quel pragmatismo che Conte e i gruppi parlamentari hanno dimostrato di avere in questi anni".
Ha avuto modo di leggere la bozza di Statuto?
"Non nel dettaglio. Però penso che in questo momento al M5S serve un cambio di passo, mettere al centro i territori e costruire un minimo di struttura su cui costruire e far crescere il Movimento del domani. E’ giunto il momento di rompere il bozzolo e diventare farfalla, noi siamo un movimento perché sa cambiare pur restando fedele ai propri principi e valori. Restare fermi sarebbe un errore".
Quale può essere il piano B se Conte dovesse davvero mollare?
"Confido e auspico che il prima possibile si possano limare i dettagli e ripartire con Conte a guida del M5S, l’obiettivo è rivederlo presto presidente del Consiglio. Serve buon senso e soprattutto intelligenza politica. Si avvicinano amministrative importanti come Roma e Torino, è fondamentale essere compatti, l’Italia non la possiamo lasciare a rigurgiti del passato come Meloni, Salvini e Berlusconi".
Con Salvini e Berlusconi però ci governate assieme.
"Abbiamo solo risposto per senso di responsabilità ad un appello del presidente della Repubblica".
I sondaggisti comunque dicono che oggi i voti li ha Conte e non più Grillo. Il M5S senza il fondatore può esistere ancora?
"In ogni forza politica ci sono momenti di confronto, con noi l’attenzione mediatica diventa sempre particolarmente morbosa. Conte e Grillo sono due figure complementari. La comunità del M5s non anela divisioni, ma unità per ripartire il prima possibile per raggiungere il nostro unico fine, cioè il bene comune".