M5S, Grillo accetta la mediazione: "Un comitato di sette persone si occuperà della modifica delle regole strutturali. Sospesa votazione su direttorio"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliIl tutto e per tutto pur di scongiurare la scissione: ministri, deputati e senatori, è un pressing a 360 gradi su Beppe Grillo e Giuseppe Conte per tornare a parlarsi dopo giornate da incubo. Il fondatore si è ammorbidito e infatti sospende la votazione per il nuovo Comitato direttivo. In compenso nomina una squadra di sette persone "che si dovrà occupare delle modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori della nostra comunità". Sono Luigi Di Maio, Roberto Fico, Vito Crimi, Stefano Patuanelli, Tiziana Beghin, Ettore Licheri e Davide Crippa: tutte le componenti istituzionali del M5S.
Il tutto e per tutto pur di scongiurare la scissione: ministri, deputati e senatori, è un pressing a 360 gradi su Beppe Grillo e Giuseppe Conte per tornare a parlarsi dopo giornate da incubo. Il fondatore si è ammorbidito e infatti sospende la votazione per il nuovo Comitato direttivo. In compenso nomina una squadra di sette persone "che si dovrà occupare delle modifiche ritenute più opportune in linea con i principi e i valori della nostra comunità". Sono Luigi Di Maio, Roberto Fico, Vito Crimi, Stefano Patuanelli, Tiziana Beghin, Ettore Licheri e Davide Crippa: tutte le componenti istituzionali del M5S.
Andare "oltre le difficoltà attuali, nella consapevolezza che il Movimento ha necessità di innovarsi e ristrutturarsi, nella speranza che le posizioni di Grillo e di Conte si riconcilino chiedendo ad entrambi un incontro a breve", è l'appello firmato da 19 eletti al Senato, dalla ex ministra Nunzia Catalfo al collega Danilo Toninelli passando per Primo Di Nicola. Stessa richiesta arriva dalla Camera, su proposta in primis di Stefano Buffagni e dagli europarlamentari, da Fabio Castaldo a Dino Giarrusso. Tutti vogliono vedere lo Statuto oggetto della discordia e tutti vogliono la pace, anche se non è detto però che avranno né l'uno né l'altra.
Intanto, com'era stato anticipato, Crimi - che si è firmato "capo politico", anche se non lo è - giusto 12 ore prima aveva annunciato che si sarebbe votato per il nuovo Comitato direttivo e non sulla piattaforma Rousseau, come aveva intimato di fare Grillo. Il nuovo dominio è movimento5stelle.eu, il rischio di ricorsi è, o sarebbe stato, altissimo e questo perché lo statuto del M5S prevede che ogni votazione debba avvenire sulla creatura di Davide Casaleggio. Pericolo per il momento sventato. La parziale frenata del furore interno contro il fondatore ha di fondo una constatazione: "Ma se da un partito diventiamo due per ragioni di incomprensioni personali e non di idea politica - commenta un big - che figura ci facciamo?". Ammesso che la "figura" non sia stata già fatta.
Ora i sette saggi "in tempi brevissimi", come scrive Grillo nel suo post su Facebook, dovranno trovare il modo di recuperare il terreno perduto. C'è da trovare una quadra possibile, in primis provando a recuperare l'ex capo del governo - dei sette, almeno due sono a lui vicinissimi - e se andrà male almeno tentando di tenere unito il M5S.