Hanno tutti ragione | Dio, patria, famiglia. La reazione mascherata da rivoluzione dell'ultradestra europea
di Stefano Cappellini , di Stefano CappelliniPrendete il passaggio fondamentale della Carta dei valori firmata da quasi tutti i partiti dell'ultradestra europea, con l'Italia che vanta il primato di ben due forze firmatarie, Lega e Fratelli d'Italia, le stesse che peraltro molti sondaggi danno al primo e secondo posto nelle intenzioni di voto. "L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa, per arrivare alla costruzione di un'Europa senza nazioni, puntando alla creazione di un Superstato europeo, alla distruzione o alla cancellazione della tradizione europea, alla trasformazione delle istituzioni sociali e dei principi morali fondamentali". È possibile tradurre questa pomposa dichiarazione in tre parole: dio, patria, famiglia.
Il dio e la famiglia, ovviamente, non è possibile sceglierli liberamente, sono quelli preassegnati dalla visione di queste forze. Quanto alla patria, ognuno si tiene la su…
Prendete il passaggio fondamentale della Carta dei valori firmata da quasi tutti i partiti dell'ultradestra europea, con l'Italia che vanta il primato di ben due forze firmatarie, Lega e Fratelli d'Italia, le stesse che peraltro molti sondaggi danno al primo e secondo posto nelle intenzioni di voto. "L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa, per arrivare alla costruzione di un'Europa senza nazioni, puntando alla creazione di un Superstato europeo, alla distruzione o alla cancellazione della tradizione europea, alla trasformazione delle istituzioni sociali e dei principi morali fondamentali". È possibile tradurre questa pomposa dichiarazione in tre parole: dio, patria, famiglia.
Il dio e la famiglia, ovviamente, non è possibile sceglierli liberamente, sono quelli preassegnati dalla visione di queste forze. Quanto alla patria, ognuno si tiene la sua. Siamo nel repertorio classico dell'ultradestra, che punta esplicitamente a un balzo indietro nella storia, imbellettato però dal sedicente coraggio nello sfidare il politicamente corretto. Tradotto: la tolleranza, il multiculturalismo, l'integrazione. La reazione mascherata da afflato rivoluzionario, un altro classico della storia.
L'obiettivo primario della Carta non è più l'Unione europea in quanto tale, con la sua architettura e le sue istituzioni non certo prive di aspetti criticabili, ma l'Europa come campo unitario della democrazia liberale, basato sullo Stato di diritto e sull'universalismo dei diritti. Polonia e Ungheria sono i Paesi che trainano questa restaurazione, dato che le forze sovraniste sono al governo, e hanno già introdotto nella loro legislazione forme di autocrazia e limitazioni delle libertà personali. L'assalto è al cuore del continente, sfruttando anche la potenziale debolezza del dopo Merkel e l'onda elettorale che nel prossimo biennio potrebbe spostare a destra il baricentro di altri Paesi chiave come Italia e Francia.
Colpisce la baldanza con cui partiti tutti stabilmente collocati all'estrema destra, sebbene la maggior parte impegnati a negarlo in nome di una presunta veste post-ideologica, possano definire "forze radicali" quelle che sono oggi maggioritarie nell'Unione. Non paga granché sottolineare l'evidente contraddizione di chi, come la Lega, si schiera con Orbán in Europa e con Draghi in Italia. La prima è una scelta strategica, la seconda solo tattica, e questo è chiaro prima di tutto agli elettori di Salvini, quelli certi e quelli potenziali che difficilmente saranno scoraggiati solo dalla sottolineatura della distonia. Lo scontro non può che essere politico, di visione e di proposte alternative. Le dispute sulla coerenza non andranno lontano.
Questa Carta non va sottovalutata: è una sfida storica al ruolo che l'Europa si è data nel secondo dopoguerra per allontanare definitivamente da sé l'ombra del conflitto tra Stati e dell'autoritarismo nazionalista.
Per ricevere Hanno tutti ragione ogni venerdì e scoprire tutte le newsletter di Repubblica, visita la pagina newsletter.repubblica.it.