Sovranisti, ecco il manifesto dell’ultradestra che sfida i valori Ue. Firma anche Salvini
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - A braccetto con i leader dei partiti nazionalisti e dell'estrema destra continentale. Con Orban e Marine Le Pen, con i nostalgici del franchismo di Vox e con gli ultraconservatori polacchi accusati di limitare magistratura e stampa: Matteo Salvini e Giorgia Meloni firmano, assieme ai leader di altre 14 sigle, una Carta dei valori che è un manifesto dell'anti-europeismo.
Le forze che, nei fatti, rappresentano l'opposizione all'attuale governo dell'Ue, denunciano "l'uso delle strutture politiche e delle leggi per creare un Superstato europeo". Gli autori del documento additano "l'iperattivismo moralista visto negli ultimi anni nelle istituzioni dell'Ue che ha portato allo sviluppo di una pericolosa tendenza ad imporre un monopolio ideologico". E ancora: "L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa".
Un attac…
ROMA - A braccetto con i leader dei partiti nazionalisti e dell'estrema destra continentale. Con Orban e Marine Le Pen, con i nostalgici del franchismo di Vox e con gli ultraconservatori polacchi accusati di limitare magistratura e stampa: Matteo Salvini e Giorgia Meloni firmano, assieme ai leader di altre 14 sigle, una Carta dei valori che è un manifesto dell'anti-europeismo.
Le forze che, nei fatti, rappresentano l'opposizione all'attuale governo dell'Ue, denunciano "l'uso delle strutture politiche e delle leggi per creare un Superstato europeo". Gli autori del documento additano "l'iperattivismo moralista visto negli ultimi anni nelle istituzioni dell'Ue che ha portato allo sviluppo di una pericolosa tendenza ad imporre un monopolio ideologico". E ancora: "L'Ue sta diventando sempre più uno strumento di forze radicali che vorrebbero realizzare una trasformazione culturale e religiosa".
Un attacco in nome del sovranismo: "La cooperazione europea sta vacillando, soprattutto perché le nazioni si sentono lentamente spogliate del loro diritto di esercitare i loro poteri sovrani. L'Ue invece di proteggere l'Europa e il suo patrimonio, invece di permettere il libero sviluppo delle nazioni, sta diventando essa stessa una fonte di problemi, preoccupazioni e incertezza". Chiedono una "profonda riforma", i capi della Destra. Vogliono forzare il dibattito aperto dalla conferenza sul futuro dell'Unione. Il tentativo di promuovere un cambio radicale di regole e principi prende le mosse dall'incontro di Budapest, a inizio aprile, fra Salvini, Orban e il premier polacco Mateusz Morawiecki, esponente del Pis. Sono loro a guidare la pattuglia dei partiti nazionalisti che attualmente risiedono in due gruppi all'Europarlamento: fra i Conservatori, oltre a Fratelli d'Italia e al Pis, ci sono i spagnoli di Vox, usciti rinvigoriti dal recente voto di Madrid.
Ma anche il partito nazionale contadino cristiano democratico della Romania, il movimento nazionale bulgaro, gli olandesi di Ja21, i Greci indipendenti di El che sono legati alle tradizioni ortodosse e hanno orientamento euroscettico e populista, e altri due partiti d'area della Lituania e della Bulgaria. Il manifesto è firmato pure dalle sigle che fanno capo a Identità e democrazia, il gruppo di cui fa parte la Lega: c'è il Rassemblement National di Marine Le Pen che ha deluso alle ultime elezioni regionali francesi (dove invece ha fatto un exploit la destra gollista che sta nel Ppe), gli austriaci di Fpoe (un tempo guidati da Haider), i belgi di Vlaams Belang che rivendicano l'indipendenza delle Fiandre e ancora i danesi di DPP, gli estoni di Ekre e Ps (Finlandia).
Restano fuori solo i tedeschi di Alternative für Deutschland, movimento di estrema destra tedesco che ha al proprio interno frange sospettate di tendenze xenofobe e neonaziste: Afd non ha sottoscritto il manifesto ma resta nello stesso gruppo di Salvini. Tutte le formazioni che aderiscono alla Carta sono unite da una rigida linea anti-immigrati e da posizioni intolleranti verso l'aborto e le unioni civili. "La famiglia è l'unità fondamentale delle nostre nazioni - scrivono - In un momento di grave crisi demografica, la politica a favore della famiglia dovrebbe essere la risposta rispetto all'immigrazione di massa". Sullo sfondo c'è la difesa delle tradizioni e della cultura degli Stati e la richiesta di "rispetto dell'eredità giudaico-cristiana dell'Europa. Valori comuni che uniscono le nostre nazioni ma che si punta a distruggere".