M5S, i big frenano Conte sul Movimento 2.0. Riparte la mediazione
di Annalisa Cuzzocrea , di Annalisa CuzzocreaROMA - È stato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a dire per primo a Giuseppe Conte: "Se puoi, risolvila internamente". Qualsiasi altra strada, è il ragionamento del dirigente pd, sarebbe per lui un cammino impervio e dagli esiti tutt'altro che scontati. Del resto, a sinistra, di scissioni se ne intendono. Sanno che il risultato è sempre a perdere. Sanno, soprattutto, che
Dopo i ragguagli del Pd, sono arrivati quelli dei dirigenti 5 stelle secondo cui l'unica strada perc…
ROMA - È stato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a dire per primo a Giuseppe Conte: "Se puoi, risolvila internamente". Qualsiasi altra strada, è il ragionamento del dirigente pd, sarebbe per lui un cammino impervio e dagli esiti tutt'altro che scontati. Del resto, a sinistra, di scissioni se ne intendono. Sanno che il risultato è sempre a perdere. Sanno, soprattutto, che
Dopo i ragguagli del Pd, sono arrivati quelli dei dirigenti 5 stelle secondo cui l'unica strada percorribile è una ricomposizione. Per quanto oggi appaia impossibile, nonostante le parole feroci che sono corse dall'una parte e dall'altra, "se il M5S non vuole disintegrarsi e morire - è il ragionamento fatto a Conte sia da Luigi Di Maio che da Roberto Fico - bisogna provarci ancora". Ieri, chi aveva spinto per lo strappo è rimasto in silenzio. E ha invece lasciato il campo a chi sta cercando di convincere l'avvocato che c'è ancora spazio per combattere la battaglia da dentro.
l capogruppo alla Camera Davide Crippa è colui che aveva impedito a Conte di fare una riunione con i deputati, il giorno prima dell'arrivo di Grillo a Roma, quando l'ex premier aveva visto i senatori. Adesso, invece, su spinta del ministro degli Esteri e del presidente della Camera, sta organizzando un'assemblea alla quale Conte dovrebbe presentarsi, con lo statuto in mano, per convincere i deputati della bontà delle sue proposte. Potrebbe essere già lunedì, al più tardi mercoledì - martedì non è un'opzione perché dovrebbe giocare la Nazionale - e dovrebbe servire a creare un tale entusiasmo da far sì che i gruppi, all'unanimità, chiedano a Grillo di permettere di votare lo Statuto on line.
"Giuseppe farà un passo indietro solo se alla fine sarà lui a vincere", dice chi ha lavorato a lungo al suo fianco. Il problema è che anche Grillo, non sembra accennare a cedimenti. Tanto più adesso che l'arma del partito nuovo pronto a svuotare il Movimento sembra spuntata, perché i volti più noti dei 5 stelle non hanno intenzione - per ora - di lasciare la nave. "Chi con le buone chi con le cattive", racconta uno dei mediatori, "ma quasi tutti vogliono convincere Grillo a ripensarci".
Perfino la vicepresidente del Senato Paola Taverna, che era uscita ufficialmente contro il fondatore sorprendendo tutti, starebbe già tornando sui suoi passi. Convinta dai ragionamenti del capo della Farnesina che lasciare a Grillo il marchio M5S, la sua storia e buona parte dei suoi eletti, non porterebbe a niente di buono per nessuno.
A questi tentativi disperati di ricomposizione si aggiungono i dubbi dell'ex premier, che ha detto a più riprese: "Io non ho mai voluto fare un partito personale. È chiaro che quest'operazione ha senso se siete voi a chiedermela". E quindi, si metterebbe alla testa di un pezzo di Movimento che vuole liberarsi dal padre-padrone, Conte, ma solo se fossero in molti a seguirlo. E se tra questi ci fossero anche Di Maio o almeno Fico. Per ora, invece, non ha neanche il sì di ministri come Federico D'Incà o Fabiana Dadone.
Non è detto che le cose non cambino, se i tentativi di questi giorni dovessero ancora fallire, ma l''apertura di ieri sera di Beppe Grillo è la dimostrazione che sia il fondatore del Movimento che l'ex premier hanno capito che il loro duello rischiava di lasciare entrambi indeboliti e in qualche modio perdenti.
A questo punto il progetto di un nuovo Movimento che pure Conte ha accarezzato e che giovedì sembrava quasi una certezza ha subito una brusca frenata.
Ha prevalso la caparbietà dei dirigenti M5S che non che non si sono arresi all'idea di una scissione. Aprendo un varco che rimane stretto, ma che è la prima vera possibilità di salvezza del Movimento Cinque Stelle. Resta da capire se adesso che Grillo ha fatto la prima mossa anche Conte vorrà tornare sui suoi passi riaprendo le modifiche a uno statuto che considerava, come ha detto più volte, l'ultima mediazione possibile.