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Colloquio con Ivan Scalfarotto: "Il ddl Zan è un'ottima legge, ma senza modifiche non passerà. E anche i trans saranno tutelati"

Ivan Scalfarotto, sottosegretario agli Interni (fotogramma)
Il sottosegretario dice: "Grazie a Renzi ho sposato il mio compagno. Ma ora l'importante è evitare il muro contro muro"
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Roma. "Stanno utilizzandomi? Ma no! Io grazie a Italia Viva e alla legge sulle unioni civili su cui Renzi mise la fiducia ho sposato il mio compagno.  A Renzi devo dire, e per sempre, grazie. Se ora si riesce a evitare il muro contro muro sul ddl Zan grazie al mio testo di qualche anno fa, ben venga". Ivan Scalfarotto è nell'occhio del ciclone. Passa mezza giornata al telefono a spiegare, correggere, sciogliere sospetti, dopo la mossa dei renziani di venire incontro alla Lega e alle sue richieste di cambiare il disegno di legge contro l'omotransfobia, come del resto anche il Vaticano vuole. 

 

 

"Modifiche per tattica politica e passare con la destra? Ma non scherziamo! …

Roma. "Stanno utilizzandomi? Ma no! Io grazie a Italia Viva e alla legge sulle unioni civili su cui Renzi mise la fiducia ho sposato il mio compagno.  A Renzi devo dire, e per sempre, grazie. Se ora si riesce a evitare il muro contro muro sul ddl Zan grazie al mio testo di qualche anno fa, ben venga". Ivan Scalfarotto è nell'occhio del ciclone. Passa mezza giornata al telefono a spiegare, correggere, sciogliere sospetti, dopo la mossa dei renziani di venire incontro alla Lega e alle sue richieste di cambiare il disegno di legge contro l'omotransfobia, come del resto anche il Vaticano vuole. 

 

 

"Modifiche per tattica politica e passare con la destra? Ma non scherziamo! Io mai andrei con i sovranisti e così Renzi. Mai potrei stare con i Bagnai, i Borghi, i Pillon: siamo mondi diversi. Però  se sacrificare una definizione, ovvero "identità di genere", per sostituirla con "fondati sull'omofobia o sulla transfobia" ci consente di portare a casa la legge contro le discriminazioni, allora facciamolo questo sacrificio. Forse che la legge sul divorzio o l'aborto sono state subito le migliori possibili? Ovvio che si può sempre fare e avere di meglio. Ma intanto una legge contro l'omotransfobia ci vuole, ce n'è bisogno. E noi andando avanti a braccio di ferro rischiamo semplicemente di perdere tutto, di non tutelare i ragazzini gay malmenati". 

La battaglia per il ddl Zan è arrivata a un punto di non ritorno. Scalfarotto, sottosegretario renziano, ha provato ben due volte negli ultimi otto anni a fare approvare le "sue" leggi contro l'omofobia e non c'è riuscito. Racconta: "La mia prima proposta fu nel 2013. Ebbe il via libera alla Camera, naufragò al Senato, dove non fu mai neppure discussa. Poi nel 2018 ho presentato un altro testo a Montecitorio, sottoscritto anche da Alessandro Zan e da molti dem, che è stato assorbito in quel testo base riformulato, l'attuale ddl Zan appunto". 

Ma ora Italia Viva si è messa in testa di cambiare il ddl Zan proprio alla vigilia del voto al Senato, tornando alla proposta di Scalfarotto. A chi gli chiede come mai il ddl Zan non gli piaccia più, Scalfarotto risponde: "Il testo di quella legge è buonissimo. Ma c'è un problema enorme e un rischio grandissimo: il ddl Zan può andare sotto soprattutto nei voti segreti, cioè naufragare davvero definitivamente. Possiamo evitare questo pericolo? Dobbiamo evitarlo. Se ci riusciamo cambiando una definizione, ne vale la pena". 

Ivan Scalfarotto ha una lunga militanza nel Pd, prima di seguire Matteo Renzi nella scissione che diede vita a Italia Viva nel settembre del 2019. Sulla sua collocazione nel centrosinistra ripete di non volere ombre e di non accettare accuse di tatticismi politici. "IV non sta facendo un favore alla Lega. Oltretutto o i leghisti accettano le nostre riformulazioni, o si capisce che il loro è un bluff". L'obiettivo, rincara, è di avere una legge che dica ai ragazzini picchiati e insultati per la loro condizione di omosessuali o transgender, che hanno una rete di protezione, una legge adeguata. 

Della sua condizioni personale di omosessuale parla con franchezza: "Sono un carro armato e ho saputo difendermi. Non sono mai stato picchiato. Ma prima di fare coming out, ricordo che a scuola, in ufficio, negli spogliatoi ascoltavo gli insulti rivolti agli omosessuali". Aggiunge: "Personalmente sarei pronto a rivotare il ddl Zan così com'è. Ma ci mettiamo nelle condizioni in aula, al momento dei voti, di dire: o la va o la spacca. E se non va? Secondo me c'è un piano A e un piano B. Il piano A è: allarghiamo la maggioranza, facciamo quelle modifiche che comunque non significano lasciare i trans senza tutele, mettiamo alle strette la destra perché non faccia più trucchetti. Se non ci riusciamo, allora sarà muro contro muro con tutti i rischi dei voti segreti. Siamo sicuri ad esempio, che i 5Stelle, nel pieno del loro travaglio, votino in modo compatto?". 

Quando il capogruppo renziano al Senato Davide Faraone lo ha chiamato per spiegargli l'intenzione delle modifiche, Scalfarotto a sua volta ha telefonato ad Alessandro Zan. Ricostruisce: "Gli ho detto "caro Alessandro, i tratta di riprendere il nostro primo testo, non possiamo dire di no"". Ma per Zan è solo una perdita di tempo.  E comunque, tornando alla Camera, il governo Draghi dovrebbe metterci la fiducia? Ragiona Scalfarotto: "A quel punto, se c'è un ampio consenso, non ce ne sarebbe neppure bisogno della fiducia o comunque metterla non sarebbe un problema". 

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