✕

Mattarella da Macron a Parigi, per la definitiva riconciliazione tra Italia e Francia

Inizia oggi la visita di Stato del Presidente della Repubblica nel segno della comune visione europea dopo la crisi durante il governo gialloverde
2 minuti di lettura

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Parigi da oggi a martedì per una visita di Stato che segna il definitivo riavvicinamento tra Italia e Francia dopo le tensioni fortissime scoppiate ai tempi del governo gialloverde Lega - M5S.

Nel febbraio 2019 Luigi Di Maio, accompagnato da Alessandro Di Battista, incontrò uno dei capi dei "gilet gialli" affermando: "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi". Ne sorse una tempesta diplomatica senza precedenti. La Francia ritirò il proprio ambasciatore a Roma, Christian Masset - non accadeva dalla seconda guerra mondiale - e fu solo grazie ai buoni uffici tra il Quirinale e l'Eliseo se la crisi rientrò, anche perché Di Maio venne costretto a smentire ogni tipo di collaborazione con il movimento di protesta francese. E a luglio, dopo mesi di cannoneggiamenti sull'Eliseo, Matteo Salvini disertò il vertice sui migranti nella capitale francese al grido …

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Parigi da oggi a martedì per una visita di Stato che segna il definitivo riavvicinamento tra Italia e Francia dopo le tensioni fortissime scoppiate ai tempi del governo gialloverde Lega - M5S.

Nel febbraio 2019 Luigi Di Maio, accompagnato da Alessandro Di Battista, incontrò uno dei capi dei "gilet gialli" affermando: "Il vento del cambiamento ha valicato le Alpi". Ne sorse una tempesta diplomatica senza precedenti. La Francia ritirò il proprio ambasciatore a Roma, Christian Masset - non accadeva dalla seconda guerra mondiale - e fu solo grazie ai buoni uffici tra il Quirinale e l'Eliseo se la crisi rientrò, anche perché Di Maio venne costretto a smentire ogni tipo di collaborazione con il movimento di protesta francese. E a luglio, dopo mesi di cannoneggiamenti sull'Eliseo, Matteo Salvini disertò il vertice sui migranti nella capitale francese al grido "Non prendiamo ordini da Macron".

Mattarella interlocutore privilegiato di Macron

Nei mesi più difficili l'interlocutore privilegiato del leader francese è stato Mattarella, considerato all'Eliseo come il "garante" di una relazione bilaterale messa a dura prova. "Mattarella a Parigi per sancire la riconciliazione franco-italiana", titolava ieri Le Figaro. Il quotidiano francese ha ripercorso "i due ultimi decenni, contrassegnati da dispute che avevano macchiato la bella amicizia: i raid francesi sulle imprese italiane, la crisi finanziaria del 2011 in cui l'Italia si sentì isolata, l'intervento militare in Libia e la caduta di Gheddafi. Le élite italiane avevano finito per nutrire amarezza nei confronti della Francia, giudicata responsabile delle ondate migratorie sulle coste italiane".

Nel frattempo tante cose sono cambiate. I rapporti tra il premier Draghi e Macron sono ottimi, per esempio. L'Eliseo parla addirittura di un "momento storico" nelle relazioni con Roma, con sullo sfondo la transizione post-Merkel che si apre in Germania. A maggio a Bruxelles i due hanno deciso di avviare una cooperazione sull'immigrazione, mettendo in soffitta le incomprensioni della gestione Salvini. E inoltre la Francia, ad aprile, ha archiviato la dottrina Mitterrand, arrestando nove ex terroristi degli anni di piombo che avevano poi trovato rifugio a Parigi. Quest'ultima vicenda però, tra ricorsi e controricorsi, rischia di trascinarsi per anni. E non è detto che alla fine gli ex terroristi torneranno effettivamente a scontare la pena nel nostro Paese, ma intanto è stata sancita, con un atto politico, la fine di un'anomalia giuridica che equiparava l'Italia degli anni Settanta a uno staterello dittatoriale.

La guerra è finita. Così è caduta la dottrina Mitterrand. La parabola di Cesare Battisti e i retroscena della cattura degli ex terroristi italiani riparati a Parigi / Prima parte

La due giorni di Mattarella. Il programma di lunedì

Mattarella e Macron si vedranno domani all'Eliseo. Nel pomeriggio, alla Sorbona, Mattarella terrà un discorso sulla vocazione europeista che lega i due Paesi, ambedue fondatori dell'Unione. Il luogo scelto non è casuale: è alla Sorbona che Macron aveva pronunciato nel 2017 il suo discorso per una "rifondazione" dell'Europa. E a gennaio il leader francese vuole lanciare ambiziose proposte con la presidenza di turno dell'Ue anche se sarà in una fase politica delicata sul piano interno, con le elezioni presidenziali in programma ad aprile. È probabile che i colloqui tra i due Capi di Stato verteranno anche sulla Libia, dove la Francia ha ripiegato le proprie ambizioni, allineandosi alle posizioni dell'Italia. E ci sarà un approfondimento anche sul cosiddetto "trattato del Quirinale", un processo avviato ai tempi del governo Gentiloni, in cui i due Paesi vorrebbero cristallizzare le loro relazioni in molti ambiti. La firma dovrebbe arrivare in autunno, durante un bilaterale governativo in Francia.

Gli incontri di martedì

Martedì, seconda e ultima giornata della visita di Stato, il programma si apre con l'incontro con la direttrice generale dell'Unesco, Audrey Azoulay, a sua volta ricevuta al Quirinale nel giugno dello scorso anno. Quindi, verso le 10,30, la suggestiva cerimonia all'Arco di trionfo, alla presenza del ministro della Giustizia francese Eric Dupond-Moretti, durante la quale il Presidente deporrà una corona in segno di omaggio al milite ignoto. Poco più tardi Mattarella si sposterà all'Hotel de Ville per incontrare la sindaca della città, Anne Hidalgo. A seguire si recherà all'Hotel de Matignon accolto dal premier, Jean Castex, e infine al Senato, dove a riceverlo ci sarà il presidente Gérard Larcher. Ultimo appuntamento, prima di far ritorno in serata a Roma, l'incontro con una rappresentanza, piccola a causa del Covid, della comunità italiana in Francia, che conta 460 mila persone circa.