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Intesa tra Macron e Mattarella su Ue, lotta al virus e migranti. Il capo dello Stato: "Non si può mettere il cartello divieto di ingresso dall'Africa"

Clima disteso durante la visita di Stato a Parigi. Il presidente della Repubblica ribadisce l'impegno per aiutare l'Africa per evitare che le persone lascino il loro paese e fermare così le migrazioni
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PARIGI - "In Italia qualcuno si illude che si possa mettere il cartello divieto di ingresso dall'Africa". Lo ha detto oggi il presidente Sergio Mattarella in un colloquio a porte chiuse con Emmanuel Macron all'Eliseo. "Il sostegno all'Africa - ha detto Mattarella - è un'esigenza, oltre che un obbligo anche storico di solidarietà". Mattarella ha ribadito che bisogna aiutare concretamente l'Africa per evitare che le persone lascino il loro paese e fermare così le migrazioni.

Clima disteso, complimenti reciproci, Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron si danno del tu nell'incontro di quasi un'ora all'Eliseo. La Francia è l'amico ritrovato. L'asse con Parigi torna definitivamente fortissimo, (la sintonia tra i due presidenti del resto è sempre stata ottima), dopo le turbolenze dell'era populista di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

È un'amicizia che trova consacrazione anche nel cos…

PARIGI - "In Italia qualcuno si illude che si possa mettere il cartello divieto di ingresso dall'Africa". Lo ha detto oggi il presidente Sergio Mattarella in un colloquio a porte chiuse con Emmanuel Macron all'Eliseo. "Il sostegno all'Africa - ha detto Mattarella - è un'esigenza, oltre che un obbligo anche storico di solidarietà". Mattarella ha ribadito che bisogna aiutare concretamente l'Africa per evitare che le persone lascino il loro paese e fermare così le migrazioni.

Clima disteso, complimenti reciproci, Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron si danno del tu nell'incontro di quasi un'ora all'Eliseo. La Francia è l'amico ritrovato. L'asse con Parigi torna definitivamente fortissimo, (la sintonia tra i due presidenti del resto è sempre stata ottima), dopo le turbolenze dell'era populista di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

È un'amicizia che trova consacrazione anche nel cosiddetto trattato del Quirinale - di competenza governativa però - che Mattarella si augura arrivi a compimento velocemente: un accordo che in autunno dovrebbe disciplinare molti ambiti industriali e culturali tra i due Paesi. Si dice che a Roma qualcuno freni, non fidandosi del tutto dei francesi, Mattarella qui ha detto chiaramente che non bisogna avere paura invece. Del resto questo patto affiancherebbe il trattato franco-tedesco, sigillando così il nostro ruolo sullo scacchiere europeo insieme a Berlino e Parigi, com'è già avvenuto per i fondi della ricostruzione post pandemia.

Vediamo i contenuti del colloquio. Macron ha ammesso che "su Libia ci sono state in passato frizioni e tensioni tra Italia e Francia. Ora lavoriamo insieme in maniera stretta. E stiamo avendo primi risultati anche se ci sono ancora reticenze turche e russe, dobbiamo continuare a mettere pressione. L'importante è lavorare su G20, vaccini, e agenda africana. Ringrazio l'Italia per l'impegno Sahel nella forza Takuba. Noi stiamo riposizionando missione per concentraci su lotta al terrorismo".

Quindi sui migranti si può finalmente aprire una fase nuova, già sancita da un patto Macron-Draghi a maggio. È un tema del resto cruciale, che sarà attuale per molti anni ancora. Significativa una frase pronunciata in proposito dal presidente Mattarella: "Condivido quanto hai detto, tra 20 anni secondo i demografi l'Africa avrà tre volte gli abitanti dell'Europa. È una sfida che dobbiamo raccogliere perché potrebbe diventare un tema esplosivo. Qualcuno si illude che si possa mettere un cartello: divieto di ingresso" E sul Sahel ha detto: "Confermo nostro impegno in quella che è area nevralgica".

Insomma, Mattarella e Macron hanno indicato una rotta che resta alternativa alle tentazioni sovraniste dei cartelli della destra nostrana di Salvini, Meloni con Orban. Collaborazione, multilateralismo, solidarietà e il cuore in Europa. Il Covid ha insegnato che da solo nessuno si salva. È questo il senso della visita a Parigi di Mattarella, che nel pomeriggio proseguirà con un discorso sull'Europa alla Sorbona.