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"Ravvivare i legami tra Francia e Italia", l'appello dei parlamentari del Pd e dei francesi di En Marche

Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron (reuters)
Il testo condiviso da alcuni dem, tra cui Malpezzi, Serracchiani e Quartapelle, e dai colleghi del partito di Macron in occasione della visita di Stato del presidente Mattarella all'Eliseo
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"È giunto il momento di ravvivare i legami tra Francia e Italia". È l'appello lanciato da parlamentari italiani del Pd e francesi del partito La Republique En Marche del presidente Emmanuel Macron in occasione della visita di Stato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Repubblica francese.

"Talvolta abbiamo l'impressione che le relazioni bilaterali tra Francia e Italia siano ben al di sotto del loro potenziale quando si vede l'ampiezza dei legami tra i loro popoli. Questi legami sono geografici in primo luogo, con quasi 500 chilometri di confini terrestri comuni, ma anche storici e culturali: la Francia e l'Italia ha…

"È giunto il momento di ravvivare i legami tra Francia e Italia". È l'appello lanciato da parlamentari italiani del Pd e francesi del partito La Republique En Marche del presidente Emmanuel Macron in occasione della visita di Stato del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Repubblica francese.

"Talvolta abbiamo l'impressione che le relazioni bilaterali tra Francia e Italia siano ben al di sotto del loro potenziale quando si vede l'ampiezza dei legami tra i loro popoli. Questi legami sono geografici in primo luogo, con quasi 500 chilometri di confini terrestri comuni, ma anche storici e culturali: la Francia e l'Italia hanno ricevuto la stessa eredità dell'Impero romano e del Rinascimento, hanno attraversato, insieme o no, le stesse vicissitudini del XX secolo e si sono lanciati insieme, fin dall'indomani della seconda guerra mondiale, in questa straordinaria avventura che è la costruzione europea. Ciò si ritrova oggi nella prossimità delle loro lingue". Non solo legami geografici, ma anche umani ed economici. "Quasi il 7% dei francesi ha un'ascendenza italiana e più di 40.000 francesi vivono in Italia, senza contare il numero di turisti che trascorrono le loro vacanze ogni estate da entrambe le parti. I nostri volumi di scambi sono considerevoli e spesso si dimentica che la Francia è, dietro la Germania, il secondo partner commerciale dell'Italia e che quest'ultima è il secondo cliente e terzo fornitore della Francia. Le nostre rispettive economie sono complementari in molti settori. In altri, come il turismo, la produzione agroalimentare di qualità, l'industria farmaceutica e medica, l'industria spaziale, figurano entrambe nel gruppo di testa europeo e una maggiore cooperazione ci metterebbe insieme in una posizione di leader", si legge nel testo che ha tra i principali firmatari esponenti del Partito democratico come le capogruppo dem al Senato Simona Malpezzi e Debora Serracchiani, Alessandro Alfieri, segretario della Commissione Affari esteri in Senato, Piero Fassino, presidente della Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati e presidente gruppo di amicizia parlamentare Italia Francia; Lia Quartapelle, capogruppo Pd Commissione affari esteri a Montecitorio e Roberto Rampi, segretario della Delegazione Italiana all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. Tra i parlamentari francesi, invece, hanno aderito Christophe Castaner, del gruppo La République en Marche all'Assemblea Nazionale, Christophe Di Pompeo, presidente del gruppo di amicizia Francia-Italia all'Assemblea Nazionale, André Gattolin, vicepresidente della Commissione Affari Europei al Senato, François Patriat, presidente del Raduno dei Democratici, dei Progressisti e degli Indipendenti al Senato; e André Vallini, senatore socialista, ex ministro.

"Tuttavia, nonostante questi stretti legami, le nostre relazioni bilaterali dipendono ancora troppo dalla congiuntura e dalla buona volontà dei responsabili politici in carica. Dal 1982 esiste un vertice bilaterale annuale tra i nostri due paesi, ma questi incontri sono diventati più rituali che veramente dinamici. Ciò è apparso evidente in occasione del richiamo a Parigi nel febbraio 2019 dell'ambasciatore francese a Roma, un fatto senza precedenti dalla dichiarazione di guerra di Mussolini alla Francia nel giugno 1940. Ciò si ripercuote anche sulle popolazioni: i recenti sondaggi d'opinione testimoniano un effilochement di legami e di un'immagine degli uni nei confronti degli altri fondata su stereotipi antiquati e un disprezzo delle realtà contemporanee - continua il testo - Oggi, per fortuna, l'eccellenza delle nostre relazioni è tornata, soprattutto dopo l'arrivo al potere in Italia di un governo di maggioranza allargata guidato da Mario Draghi. Il ripristino della fiducia e l'instaurazione di una maggiore cooperazione transalpina erano indispensabili per far emergere un forte polo di stabilità all'interno dell'Unione, al di là del 'motore' franco-tedesco, in un momento in cui si tratta di una sfida senza precedenti dal dopoguerra. La pandemia di Covid-19 ha colpito duramente entrambi i paesi. È stata la loro azione congiunta a favore di un grande piano europeo di rilancio, che ha permesso di sancire il principio di mutualizzazione dei rischi tra Stati per affrontare una sfida comune, e ha portato al lancio del programma Next Generation EU, una svolta importante nel processo di integrazione europea".

Per questo, i parlamentari italiani e francesi chiedono "l'istituzione di un nuovo quadro giuridico tra i nostri due paesi che permetta, al di là dei legami che ci uniscono attraverso la nostra comune appartenenza all'Unione europea, approfondire le relazioni tra i nostri due popoli. L'istituzionalizzazione e il rafforzamento del dialogo politico al vertice tra i due Stati secondo regole e modalità specifiche rappresentano un'opportunità interessante per consolidare la collaborazione, al di là del solo quadro dell'Unione europea, dove emergono convergenze o che divergenze e controversie evidenti possono essere appianate o correttamente risolte - si legge ancora - Sarebbe inoltre auspicabile intensificare i contatti tra le amministrazioni dei nostri paesi, basandosi su una maggiore condivisione delle buone pratiche tra le strutture amministrative e burocratiche sia statali che locali, nonché sullo scambio e la formazione comune di dirigenti e funzionari". Occorrerebbe inoltre "rafforzare la cooperazione in settori quali la cultura, l'istruzione, l'istruzione superiore, lo sport, i gemellaggi tra i nostri enti territoriali; iniziative poco sviluppate nel quadro comunitario perché non rientrano né nelle competenze proprie né nelle competenze condivise dell'Unione con gli Stati membri".

"Quasi 60 anni fa, nel gennaio 1963, la Francia e la Germania firmavano, in un'Europa allora costituita da sei Stati membri, il Trattato dell'Eliseo, un accordo bilaterale che sanciva la riconciliazione tra queste due nazioni che, per tre volte in un recente passato, si erano scontrate violentemente. In un'Europa ormai a 27, piena di speranze e di turbolenze, è giunto il momento che le nostre due grandi nazioni cugine facciano il passo di un impegno reciproco, forte e durevole, che sia il punto di partenza per una sempre maggiore convergenza degli interessi tra i nostri due paesi, affrontando con realismo, lungimiranza e intelligenza politica tutte le sfide, sia interne che situate alle frontiere dell'Europa - conclude l'appello -  Dobbiamo superare gli ostacoli del passato e riaccendere la fiducia reciproca tra i nostri concittadini e i nostri dirigenti per incarnare insieme i fondamenti di un'Europa più giusta, più integrata, più imprenditoriale e più armoniosa".