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Mattarella a Parigi, la Francia promette collaborazione sulla Libia. Il Capo dello Stato: ma la Ue deve cambiare, servono nuove regole

Il primo ministro francese Jean Castex con Sergio Mattarella (afp)
Macron: "In passato ci sono state delle frizioni, ora lavoriamo in maniera stretta"
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rientra stasera in Italia dopo i tre giorni trascorsi a Parigi per la visita di Stato in Francia con la consapevolezza che le relazioni con l’Eliseo  sono definitivamente cementate da reciproca stima e amicizia. Prendiamo la Libia. Sui suoi destini, sin dalla caduta di Gheddafi, le posizioni dei due Paesi non sono state più allineate, il che ha prodotto incomprensioni specialmente nella gestione e nell’accoglienza dei migranti. Con Matteo Salvini che si spinse a dire: “Noi non prendiamo ordini da Macron”. La sensazione è che le cose stiano cambiando. E si possa ipotizzare una convergenza futura.  Nel corso dell’incontro all’Eliseo c’è stata infatti un’esplicita ammissione da parte francese dei malintesi del passato e un riconoscimento esplicito del lavoro dei due governi. “Sulla Libia ci sono state in passato delle frizioni, ora lavoriamo in maniera str…

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella rientra stasera in Italia dopo i tre giorni trascorsi a Parigi per la visita di Stato in Francia con la consapevolezza che le relazioni con l’Eliseo  sono definitivamente cementate da reciproca stima e amicizia. Prendiamo la Libia. Sui suoi destini, sin dalla caduta di Gheddafi, le posizioni dei due Paesi non sono state più allineate, il che ha prodotto incomprensioni specialmente nella gestione e nell’accoglienza dei migranti. Con Matteo Salvini che si spinse a dire: “Noi non prendiamo ordini da Macron”. La sensazione è che le cose stiano cambiando. E si possa ipotizzare una convergenza futura.  Nel corso dell’incontro all’Eliseo c’è stata infatti un’esplicita ammissione da parte francese dei malintesi del passato e un riconoscimento esplicito del lavoro dei due governi. “Sulla Libia ci sono state in passato delle frizioni, ora lavoriamo in maniera stretta. E stiamo avendo i primo risultati, nonostante le resistenze turche e russe, dobbiamo continuare a mettere pressione” ha detto Macron.

Del resto già a marzo nell’incontro a Roma fra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo collega francese Jean-Yves Le Drian si erano sentiti toni analoghi nella convinzione che bisognava lavorare per la conferma del governo provvisorio di Abdulhamid Dbeibah.

Nelle dichiarazioni alla stampa Macron all’Eliseo ha detto pubblicamente: "Sulla questione libica abbiamo convergenze e preoccupazioni comuni. C'è stato un lavoro congiunto incessante che si è strutturato in tutti questi ultimi mesi - ha continuato Macron - con visite comuni dei nostri ministri, poi con un lavoro comune alla Conferenza di Berlino, e un lavoro comune che si svolgerà sotto la presidenza francese del Consiglio di sicurezza la prossima settimana, per progredire su questo capitolo".  Sul Sahel, "l'Italia è un paese al quale rendiamo omaggio per l'impegno, in particolare con il contributo alla forza Takuba e il suo coinvolgimento nelle operazioni umanitarie".

L’altro passo avanti è stato compiuto sul Trattato del Quirinale, l’accordo strategico con la Francia, che sarà firmato in autunno dai due governi; Mattarella ha incoraggiato i due governi ad andare avanti. “Si proceda speditamente sulla strada della firma” ha auspicato la viceministra agli Esteri Marina Sereni, che ha accompagnato il Presidente a Parigi.  Soprattutto Mattarella e Macron si sono detti convinti della necessità di un cambio di passo in Europa, un nuovo patto, che escluda, se necessario i paesi illiberali come l’Ungheria di Orbán.

Ue, Mattarella: "Conferenza su futuro Europa è occasione storica"

Oggi al Senato Mattarella ha detto che bisogna compiere riforme per rendere le decisioni della Ue più rapide, impedendo che un solo Paese posso bloccare l'intera Unione. La conferenza sul futuro dell'Unione, ha detto Mattarella, è l'occasione decisiva per dotarsi di strumenti che permettono di prendere decisioni e di incidere sulla scena internazionale per evitare che l'Unione sia solo spettatrice.

L’immigrazione, regolata ma solidale, resto uno dei grandi nodi che l’Europa dovrà sciogliere se vuole essere all’altezza delle nuove ambizioni dopo il ritrovato spirito post pandemia.  

Mattarella rientra in Italia stasera con qualche ora di anticipo sul programma, in modo da vedere la semifinale con la Spagna a Roma davanti alla tv.