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Intervista a Franco Grillini: “Il Paese vuole la legge. Renzi sbaglia a seguire la destra"

Franco Grillini 
"Gli ho mandato un messaggio, come puoi far saltare una legge di civiltà?"
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«A Renzi ho fatto arrivare un messaggio: tu che hai reso possibili le unioni civili come puoi far saltare una legge di civiltà, voluta dalla maggioranza del paese, anche da chi vota a destra? Come fai a prenderti la responsabilità di affossare il ddl Zan?». È un fiume in piena Franco Grillini, presidente dell'associazione dei giornalisti Gaynet e bandiera del movimento Lgbt, fondatore dell’Arci gay nazionale e soprattutto parlamentare che aveva già promosso nel 2008 una legge contro l’omofobia. Sarà che ha rischiato di morire e che ora, grazie a una cura sperimentale, riesce a tenere sotto controllo il mieloma contro cui combatte da anni. Sta di fatto che è tornato sulle barricate come ha fatto in quasi mezzo secolo di battaglie per i diritti degli omosessuali. Al Pride di Milano in ventimila hanno intonato Bella Ciao quando ha gridato che migliaia di omosessuali furono mandati al confino dai fascisti, molti di pi&u…

«A Renzi ho fatto arrivare un messaggio: tu che hai reso possibili le unioni civili come puoi far saltare una legge di civiltà, voluta dalla maggioranza del paese, anche da chi vota a destra? Come fai a prenderti la responsabilità di affossare il ddl Zan?». È un fiume in piena Franco Grillini, presidente dell'associazione dei giornalisti Gaynet e bandiera del movimento Lgbt, fondatore dell’Arci gay nazionale e soprattutto parlamentare che aveva già promosso nel 2008 una legge contro l’omofobia. Sarà che ha rischiato di morire e che ora, grazie a una cura sperimentale, riesce a tenere sotto controllo il mieloma contro cui combatte da anni. Sta di fatto che è tornato sulle barricate come ha fatto in quasi mezzo secolo di battaglie per i diritti degli omosessuali. Al Pride di Milano in ventimila hanno intonato Bella Ciao quando ha gridato che migliaia di omosessuali furono mandati al confino dai fascisti, molti di più ad Auschwitz dai nazisti. Un omaggio al gay di sinistra che negli anni Ottanta aprì il circolo gay al di Bologna scontrandosi con il cardinal Biffi e si guadagnò il nomignolo che lo fa ancora sorridere di “compagno busone” affibbiatogli da un operaio ex partigiano in una casa del popolo.


Che succede, Grillini, se il ddl Zan non passa al Senato?
«Voglio sperare che non accada. Il Parlamento si prenderebbe una grande responsabilità. Il Paese vuole questa legge».
E se accadesse?
«Continueremmo la battaglia nei tribunali come è accaduto con le Unioni civili. E la vinceremmo perché il mondo è cambiato e l’Italia è l’unico paese dove non è riconosciuto il diritto di far l’amore ognuno come gli va. E se due ragazzi si baciano vengono aggrediti, picchiati o peggio».
I numeri però non ci sono. Perché non correggere qualcosa?
«Perché quella legge è il minimo sindacale. È una questione di dignità umana».
In tanti dicono che con qualche piccola correzione, la voterebbero.
«Propaganda.Per quella legge è stata fatta perfino una bicameralina per approvarlo con l’indicazione di non cambiarla al Senato. Certo la legge che proponevo io nel 2008 era assai più radicale. E sarebbe stata approvata se non fosse caduto il governo Prodi».
Anche le femministe però contestano l’identità di genere.
«Quali femministe? Le migliaia di ragazze dei Pride non hanno dubbi. La legge è giusta».
Arci lesbica non la pensa così.
«Che tristezza, e dire fui io a favorire la nascita di Arcy lesbica. Il guaio è che poi c’è stata un’involuzione. Un rigurgito di femminismo reazionario, di quel gruppo storico che dagli anni Settanta confonde omosessualità con maschilismo. E infatti le giovani se ne sono andate».
Ma davvero ritiene impossibile l’accordo che propone Renzi?
«Lo conosco da quando era alla Provincia di Firenze. Nel 2007 partecipò a un Family Day e voleva convincermi che fosse giusto. Matteo è fatto così, quando si mette in testa una cosa non c’è verso di farlo ragionare. Però poi ci fu la svolta alla Leopolda e lui premier appoggiò la legge sulle unioni civili. E le destre votarono contro con gli stessi argomenti di oggi».
Quali argomenti?
«Pretesti. La destra è sempre quella. Salvini e Meloni quando parlano di omosessualità sono su posizioni post-fasciste. Ma non è tollerabile che l’Italia sia l’unico paese che non riconosce la libertà delle persone. È un caso che abbiano votato proprio in questi giorni anche contro l’eutanasia?».
E allora? Ha ragione Letta? Si vota il ddl senza cambiamenti e succeda quel che deve succedere?
«Fa bene Enrico a tenere il punto. Lo conosco dal ’ 97. Al Costanzo Show dissi a Fini, quando era ancora un reazionario, prima di cambiare: avete chiesto perdono agli ebrei e non agli omosessuali? Fini mi rispose piccato con una cosa che non c’entrava nulla: io sono contrario ai maestri gay a scuola».
E Letta che c’entra?
«Era seduto accanto a me e mi disse: ecco il titolo dei giornali di domani. Era un prodiano Enrico, ma l’ho sempre apprezzato perché è un sincero democratico».
Ma se salta la legge?
«Nel ‘77 a Bologna si diceva: meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine. La battaglia riprenderebbe nel Paese e nei tribunali».
Tanti anni buttati via?
«Sono 28 anni che ci proviamo. C’era il governo Ciampi. La legge Mancino protegge le persone contro i crimini d’odio motivati da questioni etniche, nazionali, razziali o religiose, Noi proponevamo di aggiungere “e di orientamento sessuale”».
Come finì?
«Ci spiegarono: non si può, non ce la voterebbero. Idem quando proponemmo di inserire l’elenco delle vittime di Auschwitz nella legge sulla Memoria: ebrei, comunisti, zingari… e omosessuali. La destra è sempre quella, non cambia».
Vuol dire che non è cambiato niente in 40 anni?
«È cambiato il mondo, invece. Al corteo per l’apertura del Cassero eravamo in 150. Al Pride del 2019 un milione. A Milano c’erano 40 gradi. A Bologna venne la grandine con chicchi come noci. Molti rimasero feriti, ma nessuno andò a casa. C’è un tasso di coscienza politica elevatissimo. Oggi le nostre idee sono maggioranza nel paese. Chiedete alle ragazze e ai ragazzi cosa pensano».
Ma il ddl rischia di non passare.
«È la destra che non cambia. E la Chiesa, nonostante Papa Francesco, fa una gran fatica. Ha chiesto perdono per tanti errori, ma sui centomila al rogo dell’Inquisizione, mai una parola».