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Giustizia, l'incubo prescrizione: da Berlusconi a Cartabia passando per Bonafede

Dalla riforma del 2005, la ex Cirielli, alla legge Orlando del 2017, a quella di Bonafede del 2020, alla soluzione Cartabia 
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ROMA - La prescrizione è l'incubo della giustizia. Da sempre. Soprattutto da Berlusconi, e dalla sua riforma del 2005, la ex Cirielli, in poi. Per prescrizione s'intende il tempo dato allo Stato per perseguire un reato. Ogni reato ha un "suo" tempo di prescrizione. Una volta esaurito quel tempo, il reato cade in prescrizione. Cioè muore. E il processo si chiude. 

La legge ex Cirielli 

Nel 2005, Berlusconi, che deve cercare di chiudere i suoi processi, cambia il regime della prescrizione. Firma la legge il deputato, oggi di Fratelli d'Italia, Edmondo Cirielli. Che poi però toglie il suo nome quando il forzista Luigi Vitali inserisce, come emendamento, il nuovo sistema della prescrizione. Per questo la legge viene battezzata ex-Cirielli. È un sistema che lascia un tempo per ogni reato ma lo riduce. Si passa dal massimo della pena più la metà, al massimo della pena più un quarto. Così per ogni reato…

ROMA - La prescrizione è l'incubo della giustizia. Da sempre. Soprattutto da Berlusconi, e dalla sua riforma del 2005, la ex Cirielli, in poi. Per prescrizione s'intende il tempo dato allo Stato per perseguire un reato. Ogni reato ha un "suo" tempo di prescrizione. Una volta esaurito quel tempo, il reato cade in prescrizione. Cioè muore. E il processo si chiude. 

La legge ex Cirielli 

Nel 2005, Berlusconi, che deve cercare di chiudere i suoi processi, cambia il regime della prescrizione. Firma la legge il deputato, oggi di Fratelli d'Italia, Edmondo Cirielli. Che poi però toglie il suo nome quando il forzista Luigi Vitali inserisce, come emendamento, il nuovo sistema della prescrizione. Per questo la legge viene battezzata ex-Cirielli. È un sistema che lascia un tempo per ogni reato ma lo riduce. Si passa dal massimo della pena più la metà, al massimo della pena più un quarto. Così per ogni reato. Ma comunque la prescrizione non può scendere sotto i sei anni per i delitti e quattro anni per le contravvenzioni.

Aumentano le pene massime 

Negli anni seguenti, per evitare i guasti della legge ex Cirielli e il rischio di far andare in fumo i processi, più volte vengono aumentate le pene massime dei reati di corruzione. 

La legge Orlando 

Nel 2014, con il governo Renzi, il Guardasigilli Andrea Orlando mette mano alla prescrizione. E cambia il sistema processuale che la regola. Nel senso che il tempo di prescrizione di ogni reato resta uguale a quello della ex Cirielli, ma cambia il sistema processuale. La legge entra in vigore nel 2017. Prevede che il tempo di prescrizione di ogni reato sia sospeso per 36 mesi, equamente divisi - 18 e 18 - in Appello e in Cassazione. Ma la regola vale solo per chi viene condannato, mentre per chi è assolto non c'è alcuna sospensione.  

La legge Bonafede

Siamo al 2018, al governo gialloverde, in cui Alfonso Bonafede diventa ministro della Giustizia. Presenta la legge Spazzacorrotti. Mentre il testo è nella commissione Giustizia della Camera arriva un emendamento firmato dall'allora relatrice Francesca Businarolo. Che inserisce un articolo sulla prescrizione. Stabilisce che la prescrizione si ferma definitivamente dopo il processo di primo grado. La collega ministra Giulia Bongiorno definisce il meccanismo "una bomba atomica sui processi". La Lega s'impunta e obbliga Bonafede a far entrare in vigore la norma solo un anno dopo, nel gennaio 2020, quando anche la riforma dei processi, con un'accelerazione dei tempi, sarà stata approvata. La riforma non viene approvata, ma la prescrizione entra in vigore ugualmente a gennaio 2020. 

Ovviamente riguarda solo i reati commessi dopo quella data. E quindi, è la stima generale, i suoi effetti si potranno vedere solo tra 4-5 anni. 

Il lodo Conte bis 

Prima che la norma entri in vigore, a settembre 2019 cambia anche il governo. Siamo al Conte2 con l'asse M5S-Pd. Nel quale si arriva a un compromesso su come modificare la prescrizione. È febbraio 2020. Sta per scoppiare la pandemia. Ma dopo 5 vertici a palazzo Chigi, ecco la formula battezzata come lodo Conte-bis. Non è il premier Giuseppe Conte a fare la proposta, ma Federico Conte di Leu. Prevede un meccanismo più complesso. Perché la prescrizione si ferma in primo grado solo per i condannati, ma se in appello vengono assolti allora recuperano il tempo perduto. La proposta non entrerà mai in vigore. Nel frattempo il governo giallorosso di Conte cade. Arriva Draghi.

Le proposte della commissione Lattanzi 

Con il governo Draghi, la ministra Cartabia riprende in mano le leggi di Bonafede. Anche il processo penale. Affida a un gruppo di lavoro presieduto all'ex presidente della Consulta Giorgio Lattanzi gli emendamenti. Lattanzi prevede due proposte sulla prescrizione. La prima riprende la legge Orlando. La prescrizione si ferma dopo la sentenza di primo grado per due anni. Nei quali, se non si è celebrato l'Appello, riprende a correre recuperando anche i due anni persi. La seconda proposta, più complessa, prevede una prescrizione "processuale". La prescrizione del singolo reato si ferma con il rinvio a giudizio. Ma i gradi di giudizio hanno un tempo predeterminato che non può essere superato. 

La proposta del Pd 

Il Pd lancia la sua proposta, un mix tra Bonafede e Lattanzi. Prevede che la prescrizione si fermi dopo il primo grado solo per i condannati. Ma l'Appello non può durare più di due anni e la Cassazione più di un anno. Se si superano questi termini c'è solo uno sconto di pena, ma il processo va avanti. "Muore" solo se viene sforato un ulteriore termine più lungo.  

La soluzione di Cartabia 

La ministra della Giustizia Cartabia fa una proposta secca. Prescrizione bloccata dopo il primo grado. Appello che non può durare più di due anni e Cassazione più di un anno. Dopo scatta l'improcedibilità, nel senso che il processo non va più avanti. Muore. Ma Cartabia prevede anche che ci possano essere tempi più lunghi per i reati più gravi, quelli che non si prescrivono mai, come l'omicidio. Per questi il processo può durare per un tempo maggiore. M5S chiede che tra questi reati ci sia anche la corruzione.