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Pinotti: “Il ddl Zan va approvato. Perché il suo fine è frenare le discriminazioni”

Parla l'ex ministra del Pd: "Non cadiamo nella trappola di chi non vuole la riforma".
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"Se si comincia il ping pong tra Senato e Camera, la legge contro l'omofobia temo non si faccia più. Il mio obiettivo è che sia approvata: stiamo attenti a non cadere nella trappola di chi il ddl Zan non lo vuole proprio". Roberta Pinotti, ex ministra dem della Difesa, cattolica, è convinta che il ddl Zan vada votato dal Senato così com'è.
Senatrice Pinotti, lei si sente una pasdaran del ddl Zan?
"Non userei questo termine per parlare di me. Non lo sono: da legislatrice guardo sempre a ciò che può essere utile ad accrescere
i diritti e le tutele".
Ma il ddl Zan le va bene così com'è? Niente da cambiare?
"Vorrei che rimanessimo sui fondamentali. La domanda è: quali sono gli obiettivi di questa legge? Il dibattito si sofferma sui particolari perdendo di vista le finalità. Tutti dicono a parole di condividere le finalità, cioè fermare le violenze e le discrimina…

"Se si comincia il ping pong tra Senato e Camera, la legge contro l'omofobia temo non si faccia più. Il mio obiettivo è che sia approvata: stiamo attenti a non cadere nella trappola di chi il ddl Zan non lo vuole proprio". Roberta Pinotti, ex ministra dem della Difesa, cattolica, è convinta che il ddl Zan vada votato dal Senato così com'è.
Senatrice Pinotti, lei si sente una pasdaran del ddl Zan?
"Non userei questo termine per parlare di me. Non lo sono: da legislatrice guardo sempre a ciò che può essere utile ad accrescere
i diritti e le tutele".
Ma il ddl Zan le va bene così com'è? Niente da cambiare?
"Vorrei che rimanessimo sui fondamentali. La domanda è: quali sono gli obiettivi di questa legge? Il dibattito si sofferma sui particolari perdendo di vista le finalità. Tutti dicono a parole di condividere le finalità, cioè fermare le violenze e le discriminazioni per orientamento sessuale, scelte di vita sentimentali e per la percezione di sé. Nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, quelli con cui dialoghiamo e abbiamo un simile sentire, ci sono già leggi che tutelano i diritti delle persone Lgbt. La Ue sta dando un segnale chiaro nei confronti dell'Ungheria per la mancata salvaguardia di quei diritti. È tempo che l'Italia abbia una legge e non vorrei che  questa discussione sul particolare facesse perdere di vista l'obiettivo generale".
Lei è cattolica. Come risponde alla contrarietà del Vaticano espressa con una nota diplomatica, poi spiegata anche dal cardinale Bassetti che chiede comunque modifiche del ddl Zan?
"Sì, sono cattolica. Ho letto l'intervista del cardinal Bassetti che mostra grande rispetto per il Parlamento e le sue prerogative.
La Santa Sede ha espresso preoccupazioni sulla libertà d'espressione. Ma l'articolo 4, che ne tratta, è stato voluto in questa formulazione da componenti di centrodestra, proprio a maggiore garanzia che non si perseguano le opinioni. Ascolto con rispetto le perplessità vaticane, ma le leggi devono rispettare la Costituzione che è la nostra Bibbia laica. E il ddl Zan a mio avviso la rispetta".
Il suo collega dem Andrea Marcucci dice che in aula il ddl Zan sarà impallinato dai franchi tiratori, e lei?
"Non ho sfere di cristallo, Marcucci forse sì. Ma sulla calendarizzazione per l'aula, la maggioranza c'è stata. Un appello: vorrei che tutti i gruppi si impegnassero a non chiedere voti segreti".