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Fuortes lavora per una Rai non condizionata dalla politica, ma le divisioni M5S rischiano di bloccare il nuovo cda

Carlo Fuortes (ansa)
Partiti spiazzati dalla scelta di Draghi. I dubbi del centrodestra sulla presidente designata, Marinella Soldi. Il nuovo ad punta a rivoluzionare il contratto di servizio
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Un profondo solco divide i partiti dal governo, in queste ore. Il governo ha già indicato i nuovi vertici Rai. Le segreterie invece trattano senza esclusione di colpi attorno ai nomi da indicare nel consiglio d’amministrazione. E lo scontro è talmente aspro, soprattutto in casa cinquestelle, da non poter ancora escludere la richiesta di un rinvio del voto parlamentare – in agenda per il prossimo 14 luglio - da parte del Movimento.

Il solco, si diceva. Carlo Fuortes, scelto dall’esecutivo come amministratore delegato, proverà a guidare l’azienda seguendo alcuni principi e obiettivi: autonomia dalla politica, nomine di alto profilo, promozione di un nuovo contratto di servizio, visto che quello attualmente in vigore scade a fine anno, capace di rivoluzionare viale Mazzini. 

Ma i partiti sono in fibrillazione. Tensioni si registrano in queste ore attorno alla scelta del governo di Marinella Soldi, indicata per la Presidenza. Servono 27 …

Un profondo solco divide i partiti dal governo, in queste ore. Il governo ha già indicato i nuovi vertici Rai. Le segreterie invece trattano senza esclusione di colpi attorno ai nomi da indicare nel consiglio d’amministrazione. E lo scontro è talmente aspro, soprattutto in casa cinquestelle, da non poter ancora escludere la richiesta di un rinvio del voto parlamentare – in agenda per il prossimo 14 luglio - da parte del Movimento.

Il solco, si diceva. Carlo Fuortes, scelto dall’esecutivo come amministratore delegato, proverà a guidare l’azienda seguendo alcuni principi e obiettivi: autonomia dalla politica, nomine di alto profilo, promozione di un nuovo contratto di servizio, visto che quello attualmente in vigore scade a fine anno, capace di rivoluzionare viale Mazzini. 

Ma i partiti sono in fibrillazione. Tensioni si registrano in queste ore attorno alla scelta del governo di Marinella Soldi, indicata per la Presidenza. Servono 27 membri sui 40 della commissione di Vigilanza per dare il via libera alla nomina. Settori di Forza Italia e Fratelli d’Italia resistono. Apparentemente lo stesso fa la Lega, anche se è pronta a cedere in cambio di promesse future. Sulla compattezza dei grillini, poi, nessuno può scommettere. E questo duello si intreccia con l’altra battaglia, quella per l’elezione dei quattro membri restanti del cda Rai.

Il voto parlamentare è convocato per il 14 luglio. Nel centrodestra, Matteo Salvini è deciso a confermare Igor De Biasio. Anche Fratelli d’Italia si spende per il suo membro uscente, Giampaolo Rossi, osteggiato però dal Carroccio e Forza Italia. Giorgia Meloni non sembra lasciare margini, anche perché si intreccia con il risiko delle candidature del centrodestra alle prossime amministrative.

Ma il vero buco nero di questa partita parlamentare si chiama Movimento cinque stelle. Antonio Palma è il nome 5S in pole per il cda, anche se continuano a nutrire ambizioni per la stessa poltrona Luigi Di Majo e Paolo Favale. Ed è notizia di queste ore che lo scontro furibondo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte rischia di inceppare proprio questa scelta. Il voto del 14 rischia di trasformarsi in una resa dei conti tra fazioni pentastellate avverse. I contiani potrebbero opporsi alle scelte del garante, sconsigliando al resto del Movimento di stringere accordi con le altre forze politiche prima di una tregua interna. Per queste ragioni, è possibile che possa partire nelle prossime un’ulteriore richiesta 5S di slittamento. 

Ecco, a osservare queste fibrillazioni si intuisce la profonda distanza da chi invece sta pianificando il nuovo corso Rai. Fuortes, capace per esperienze pregresse di gestire il rapporto con i partiti, è comunque intenzionato a guidare con un certo grado di autonomia l’azienda pubblica. E d’altra parte proprio Mario Draghi non ha mai nascosto la necessità di valorizzare un manager che si muovesse senza dare troppo peso al bilancino della politica, ispirandosi all’era di Luigi Gubitosi. Per questo, quando sarà il momento di proporre un pacchetto di nomine per le reti e i tg, l’identikit professionale dei candidati dovrà pesare almeno quanto le fedeltà correntizie. In ogni caso, i tempi delle scelte non saranno brevissimi. Le indicazioni non arriveranno di certo prima di settembre, ma è possibile che i nomi arrivino soltanto dopo le amministrative.

Ma il vero bersaglio grosso di Fuortes sarà il contratto di servizio Rai. E’ il cuore della gestione della radiotelevisione. L’obiettivo è rivoluzionarla. Il modello spesso citato è quello della Bbc. Di certo, informazione e produzione culturale dovranno cambiare e attingere ad energie e modelli nuovi. L’ad non è il primo a provaci, si vedrà se sarà il primo a riuscirci.