✕

Ddl Zan da martedì in aula al Senato con l'incognita dei numeri

(ansa)
Decisivi i 17 renziani, ma occhi puntati anche sui cattolici di Pd e M5s, ma anche tra i (pochi) favorevoli alla legge nel centrodestra. In tutto 34 senatori. Italia viva si dice pronta a presentare emendamenti: a quel punto, con un testo modificato, la legge tornerebbe alla Camera
1 minuti di lettura

La sorte del disegno di legge Zan è nelle mani dei 17 senatori di Italia viva. Sono l'ago della bilancia nella partita parlamentare che inizierà martedì al Senato e che si concluderà col voto, presumibilmente il 20 luglio.

Tutto è nelle mani di Matteo Renzi. Vediamo perché. Sulla carta la legge Zan può contare su una maggioranza di 145 preferenze. Si arriva a questa cifra sommando i voti espressi dai senatori di Pd, M5S, Italia viva, Autonomie e Misto che l'altro giorno hanno votato a favore della calendarizzazione del provvedimento in aula. Contro si erano invece espressi Lega e Forza Italia, mentre i 23 parlamentari di Fratelli d'Italia si erano astenuti, per un totale di 134 voti.

La sorte del disegno di legge Zan è nelle mani dei 17 senatori di Italia viva. Sono l'ago della bilancia nella partita parlamentare che inizierà martedì al Senato e che si concluderà col voto, presumibilmente il 20 luglio.

Tutto è nelle mani di Matteo Renzi. Vediamo perché. Sulla carta la legge Zan può contare su una maggioranza di 145 preferenze. Si arriva a questa cifra sommando i voti espressi dai senatori di Pd, M5S, Italia viva, Autonomie e Misto che l'altro giorno hanno votato a favore della calendarizzazione del provvedimento in aula. Contro si erano invece espressi Lega e Forza Italia, mentre i 23 parlamentari di Fratelli d'Italia si erano astenuti, per un totale di 134 voti.

Ma, come conferma Giuseppe Cucca, il capogruppo di Italia viva in Commissione Giustizia, i renziani in aula presenteranno degli emendamenti per modificare gli articoli 1, 4, e 7 della legge. E' probabile che su questi emendamenti possano convergere i voti del centrodestra. A quel punto, con gli articoli modificati, s'imporrebbe un nuovo passaggio alla Camera, che è esattamente quello che il Pd vorrebbe evitare.

La votazione sarà quasi sicuramente a voto segreto. Per ottenerlo basta la richiesta di venti senatori, e il centrodestra non si farà scappare l'occasione. Nel segreto dell'urna può davvero succedere di tutto. Sul fronte contrario alla legge ci sono infatti una dozzina di senatori cattolici che potrebbero decidere di assecondare i desiderata del Vaticano. Sono almeno sei-sette nel Pd, e cinque nel M5S. I pericoli vengono quindi anche da questi casi di coscienza. Allo stesso ci sono almeno un paio di senatori renziani che potrebbero non seguire le direttive del loro leader e votare per lo Zan così com'è. Nel centrodestra potrebbero votare a favore della norma non più di due o tre senatori. È uscita allo scoperto la sola Barbara Masini, Forza Italia, che proprio a Repubblica ha annunciato  che voterà a favore.

Da martedì c'è una settimana per trattare. Molto dipenderà dal numero degli emendamenti che verranno presentati. È verosimile che il leghista Roberto Calderoli, un maestro del genere, farà di tutto per ingolfare l'aula di modifiche ostruzionistiche.

Insomma, le variabili sono tante, e al momento non tutte decifrabili. Certo è, fanno notare molti osservatori, che se i renziani manteranno fede alla loro promessa di presentare gli emendamenti il ddl Zan dovrà fatalmente tornare alla Camera.