M5S tra presidente e garante. Ecco la nuova geografia del potere a cinque stelle
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliCi sono voluti nove giorni di trattative e mediazioni guidate dai cosiddetti sette 'saggi' per arrivare ad un nuovo Statuto che mettesse d'accordo Beppe Grillo e Giuseppe Conte. La carta che stabilisce organi e regole fondamentali del nuovo Movimento verrà presentata nei prossimi giorni, ma alcuni elementi di base li si conoscono di già e a conti fatti le affinità con il vecchio Statuto varato a fine 2017, quello che stabilì la figura del capo politico (ovvero, allora, Luigi Di Maio), sono diverse.
Nel nuovo Statuto "vengono conservati tutti i valori fondativi del Movimento, che vengono addirittura potenziati, si pensi ad esempio all’elezione da parte dell’assemblea dei membri degli organi elettivi", trapela dallo staff di Conte.
La figura del garante
Tutta la lite fra il fondatore del M5S e l'ex presidente del Consiglio ruotava attorno ai poteri del primo. Conte pretendeva una rottura rispetto al passato, riassumibi…
Ci sono voluti nove giorni di trattative e mediazioni guidate dai cosiddetti sette 'saggi' per arrivare ad un nuovo Statuto che mettesse d'accordo Beppe Grillo e Giuseppe Conte. La carta che stabilisce organi e regole fondamentali del nuovo Movimento verrà presentata nei prossimi giorni, ma alcuni elementi di base li si conoscono di già e a conti fatti le affinità con il vecchio Statuto varato a fine 2017, quello che stabilì la figura del capo politico (ovvero, allora, Luigi Di Maio), sono diverse.
Nel nuovo Statuto "vengono conservati tutti i valori fondativi del Movimento, che vengono addirittura potenziati, si pensi ad esempio all’elezione da parte dell’assemblea dei membri degli organi elettivi", trapela dallo staff di Conte.
La figura del garante
Tutta la lite fra il fondatore del M5S e l'ex presidente del Consiglio ruotava attorno ai poteri del primo. Conte pretendeva una rottura rispetto al passato, riassumibile nel suo "no a una diarchia". Ma la netta cesura non ci sarà: il garante infatti mantiene inalterate le sue funzioni di 'garanzia', appunto, così come le ha sempre avute nel Movimento. Grillo sarà "garante e custode dei principi e dei valori dell'azione politica", formula un po' generica che, anche dato il peso in sé del comico genovese, gli lascia ampi margini di condizionamento. Nel precedente Statuto all'articolo 8 si leggeva che era "il custode dei valori fondamentali dell’azione politica dell’Associazione".
Grillo in passato aveva il potere di proporre una rosa di nomi per il Consiglio di garanzia, organo fondamentale come si è visto dato che Vito Crimi è stato capo per oltre un anno proprio perché ne era membro anziano: la facoltà di Grillo è rimasta intatta. Stessa cosa per il Collegio dei probiviri, Grillo ha mantenuto la possibilità di proporne le nomine.
Anche il tesoriere era una figura votata dagli iscritti su proposta del garante, adesso invece l'individuazione del nominativo è compito suddiviso a metà con il presidente.
Il nuovo presidente
Prima si chiamava Capo politico, oggi è 'presidente'. Conte adesso e poi chi ricoprirà la carica in futuro, sarà “l’unico titolare e responsabile della determinazione e dell’attuazione dell’indirizzo politico del Movimento 5 Stelle”. Nel 2017 invece si scrisse che il Capo "mantiene l’unità dell’indirizzo politico del Movimento 5 Stelle (...) si coordina con gli eletti del M5S e, in particolare, concerta l’azione politica con i capigruppo parlamentari ed i membri del governo espressi dal Movimento". La sostanza è simile, anche se adesso la definizione è più netta nell'accentrare nella figura del presidente la responsabilità dell'indirizzo politico. Conte poi si doterà di una segreteria, i nomi saranno da lui proposti e poi - pure in questo caso - verranno ratificati dal voto online.
Il Presidente è inoltre e infine rappresentante legale del Movimento e il responsabile della comunicazione. Anche prima il Capo politico era legale rappresentante e aveva "tutti i necessari poteri di ordinaria amministrazione", altra formula generica che lasciava spazio alle interpretazioni (la comunicazione di un partito è 'ordinaria amministrazione'?).