Ddl Zan, associazioni cristiane e cattolici di base chiedono l'approvazione della legge
di Paolo Rodari , di Paolo RodariCITTA' DEL VATICANO - Dicono che come la vedova importuna, protagonista di una parabola del Vangelo di Luca, continueranno a bussare incessantemente al nostro Parlamento finché non ci "farà giustizia". Mentre inizia la discussione sul ddl Zan in Senato, sono state consegnate a senatrici e senatori le firme raccolte in questi giorni da un gruppo di credenti cristiani, fra loro molti cattolici di base, che conoscono da vicino la condizione delle persone LGBT+, per chiedere di "approvare senza ulteriori modifiche il ddl Zan".
L'appello è firmato da 71 associazioni. Tra loro i genitori di Agedo il Cipax Centro Interconfessionale per la pace, il Consiglio Nazionale Federazione Femminile Evangelica Valdese e Metodista (Ffevm), la Rete delle donne luterane, la Parrocchia cattolica di Sant'Alberto di Trapani, l'Arcigay di Piacenza, la Federazione Donne Evangeliche in Italia (Fdei), le Comunità Cristiane di Base italiane (Cdb), l…
CITTA' DEL VATICANO - Dicono che come la vedova importuna, protagonista di una parabola del Vangelo di Luca, continueranno a bussare incessantemente al nostro Parlamento finché non ci "farà giustizia". Mentre inizia la discussione sul ddl Zan in Senato, sono state consegnate a senatrici e senatori le firme raccolte in questi giorni da un gruppo di credenti cristiani, fra loro molti cattolici di base, che conoscono da vicino la condizione delle persone LGBT+, per chiedere di "approvare senza ulteriori modifiche il ddl Zan".
L'appello è firmato da 71 associazioni. Tra loro i genitori di Agedo il Cipax Centro Interconfessionale per la pace, il Consiglio Nazionale Federazione Femminile Evangelica Valdese e Metodista (Ffevm), la Rete delle donne luterane, la Parrocchia cattolica di Sant'Alberto di Trapani, l'Arcigay di Piacenza, la Federazione Donne Evangeliche in Italia (Fdei), le Comunità Cristiane di Base italiane (Cdb), la Fgei - Federazione Giovanile Evangelica in Italia, il collettivo di Adista (settimanale di informazione su mondo cattolico e realtà religiose), Noi siamo ChiesA del Movimento Internazionale Imwac, i gruppi e le associazioni di cristiani LGBT+ e dei loro genitori e tante altre realtà associative.
Sono realtà associative e persone diversissime. Hanno firmato l'appello "consapevoli della complessità del tema in oggetto e delle perplessità espresse anche in ambito ecclesiale", ma convinte "in coscienza di dover dare la nostra convinta adesione al disegno di legge così come è stato proposto dall'onorevole Alessandro Zan, primo firmatario", perché certi "che la mancata approvazione del ddl, per queste persone e per la società italiana, certamente comporterebbe un danno molto maggiore rispetto agli eventuali inconvenienti, su cui si potrà intervenire in seguito grazie ad un confronto schietto e fecondo".
Fra i firmatari anche il gruppo TuttiFiglidiDio di Mestre-Veneza. Sono genitori di ragazzi/e omoaffettivi/e. Spiegano: "Crediamo profondamente nel matrimonio e diversi di noi sono cattolici praticanti. Quasi sicuramente prima del coming out dei nostri figli/e avremmo sottoscritto osservazioni e critiche sollevate da diversi di voi in merito al Ddl Zan. Ma l'esperienza di un figlio/a omoaffettivo/a (il sesso è solo una componente di una situazione molto più complessa e articolata) ci ha portato a vivere la drammatica realtà di emarginazione e violenza fisica e psicologica cui queste persone sono sottoposte in ogni momento della loro vita nella Società (e nella Chiesa). E ci ha spinto ad entrare in questo mondo, fatto di grande sofferenza e frustrazione e da allora vediamo e valutiamo le cose da un altro punto di vista, con una prospettiva completamente diversa".
Dicono ancora: "Ora capiamo, condividiamo e sosteniamo tutte le motivazioni del DDL Zan, che vuole avere solo il fine di tutelare e infondere speranza a queste persone. Certo, sicuramente l'articolato poteva essere scritto meglio, ma dato che al meglio non c'è limite, si rischia di inseguire la perfezione e perdere di vista la drammatica, talvolta tragica, realtà di questo mondo. Si tratta di persone che chiedono solamente di essere pienamente accettate per quello che sono, non per loro scelta, ma per quello che la Natura (Dio) ha deciso nel loro caso. In virtù dell'esperienza che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, ci permettiamo un suggerimento, con grande rispetto per tutti: prima di condividere incondizionatamente riflessioni e posizioni di critica al Ddl Zan, si faccia lo sforzo di ascoltare e comprendere questo mondo (queste persone, i loro genitori) e forse certe affermazioni si valuteranno con più prudenza e senso critico. E sarà sicuramente un arricchimento personale con una ricaduta positiva sulla Società che avete l'onere e l'onore di rappresentare. Con profondo rispetto".