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Rai, Meloni esclusa dalle nomine attacca: “Intervenga il Quirinale”. Rischio rottura con Lega e Fi

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Fratelli d'Italia resta fuori dal Cda, chiede la presidenza della Vigilanza e minaccia di non appoggiare i candidati degli alleati del centrodestra. Sì del Consiglio di Viale Mazzini a Fuortes e Soldi
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ROMA  - Un appello di Giorgia Meloni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ("mi dispiace che non sia intervenuto per un grave vulnus"), un altro di Ignazio La Russa al premier Mario Draghi "che non può copiare Ponzio Pilato". In Fratelli d'Italia sono su tutte le furie per l'esclusione del loro candidato nel Cda Rai, ad opera di Lega e Forza Italia. L'opposizione, dicono, così non ha voce nella governance della Tv pubblica. "Se qualcuno vuol creare i presupposti perché salti il centrodestra lo dica", attacca La Russa. Reclamano, come risarcimento, la guida della commissione di Vigilanza, presieduta dall'azzurro Alberto Barachini, che per prassi spetta alla minoranza. E c'è pure la tentazione, per ritorsione, di far saltare il banco in Calabria, oltre che in alcune città chiamate al voto d'autunno.

ROMA  - Un appello di Giorgia Meloni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella ("mi dispiace che non sia intervenuto per un grave vulnus"), un altro di Ignazio La Russa al premier Mario Draghi "che non può copiare Ponzio Pilato". In Fratelli d'Italia sono su tutte le furie per l'esclusione del loro candidato nel Cda Rai, ad opera di Lega e Forza Italia. L'opposizione, dicono, così non ha voce nella governance della Tv pubblica. "Se qualcuno vuol creare i presupposti perché salti il centrodestra lo dica", attacca La Russa. Reclamano, come risarcimento, la guida della commissione di Vigilanza, presieduta dall'azzurro Alberto Barachini, che per prassi spetta alla minoranza. E c'è pure la tentazione, per ritorsione, di far saltare il banco in Calabria, oltre che in alcune città chiamate al voto d'autunno.

È arrabbiatissima, l'ex ministra della Gioventù. "Picconare pezzi fondamentali della tenuta delle nostre istituzioni democratiche è un precedente pericoloso. Che oggi paga FdI ma domani può pagare qualcun altro", attacca la leader dal palco di Pescara. "È la prima volta nella storia della Repubblica che l'unico partito di opposizione resta fuori dal servizio pubblico finanziato da tutti gli italiani. E mi dispiace che questo sia accaduto nel silenzio generale".

L'accordo tra Lega e Forza Italia, che ha silurato il meloniano Giampaolo Rossi, ha portato all'elezione in Cda di Igor De Biasio e Simona Agnes. Un'onta che non può restare senza conseguenze, si ragiona ai piani alti di FdI: è venuto il momento di far capire a Salvini e Berlusconi che stavolta hanno esagerato. E che a rischiare, adesso, sono i candidati comuni alle prossime elezioni. Alcuni dei quali tornati in discussione.

Primo fra tutti Roberto Occhiuto, aspirante governatore del centrodestra in Calabria, l'unica regione dove si voterà insieme alle amministrative. Incoronato dopo un lungo tira e molla con la Lega, il capogruppo alla Camera di Forza Italia potrebbe presto ritrovarsi con una coalizione amputata e una insidiosa concorrente alla sua destra. Spiega infatti Giovanni Donzelli, responsabile Organizzazione di Fratelli d'Italia: "Nella scelta dei nomi abbiamo sempre rispettato la logica degli uscenti. La Calabria era guidata da Forza Italia e dunque spettava a Forza Italia esprimere il candidato governatore. Se però, come è successo in Rai, viene meno la logica della priorità dell'uscente, il rischio è che venga dappertutto. Anche perché, per far largo a lui, noi abbiamo rinunciato a far correre la candidata più forte di tutte che è Wanda Ferro". Pronta a scendere in pista.

Insomma, nel centrodestra è scontro aperto. "Quanto accaduto in Rai è una scelta da regime", ruggisce il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, anche lui in pressing perché il Quirinale eserciti la sua moral suasion. Tutto questo mentre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle due nomine di competenza governativa: Carlo Fuortes è stato indicato per il ruolo di amministratore delegato, Marinella Soldi per la presidenza Rai.
Ora la battaglia si sposta sulla presidenza della Vigilanza.

C'è chi in Forza Italia, come Elio Vito, si dice favorevole a lasciare a FdI la carica, "come già avvenuto in passato". Partita che s'incrocia con i malumori dentro Lega e Fi per la designazione alla presidenza di Soldi, la cui nomina non è stata condivisa dal governo. I Cinquestelle inoltre la considerano troppo vicina a Matteo Renzi. E con questi malumori la ratifica in Vigilanza, una volta ottenuto il via libera del Cda, non è del tutto scontato.