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Calabria, la ricercatrice-candidata per centrosinistra Bruni: "Sono quella delle missioni impossibili. Sanità e giovani al primo posto"

Amalia Bruni, candidata per il centrosinistra alle Regionali in Calabria 
La prima intervista alla direttrice del centro di Neurogenetica di Lamezia Terme, in corsa come governatrice alle prossime elezioni. Tra le pioniere negli studi sull'Alzheimer, spiega: "Io autonoma alla guida di una coalizione civica. Massima attenzione anche all'ambiente"
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Ricercatrice di fama internazionale e fra le pioniere negli studi sull'Alzheimer, direttrice del centro di Neurogenetica di Lamezia Terme, Amalia Bruni è il jolly che ha permesso al centrosinistra calabrese di chiudere il "casting" per il candidato governatore alle prossime regionali. Dopo candidature annunciate e poi sconfessate, nomi immolati sull'altare dei veti incrociati, precipitosi ritiri, Bruni sembra aver messo d'accordo tutti o quasi. "Le centinaia di messaggi e chiamate che sono arrivate in questi giorni mi hanno fatto capire che la mia candidatura ha suscitato molti entusiasmi. In tanti - dice - mi hanno contattata perché vogliono impegnarsi personalmente". 

Una vita dedicata alla medicina e alla ricerca, non le pesa abbandonare tutto per dedicarsi alla politica?
"In realtà, sono ormai vicina alla pensione e non ho mai lavorato pensando di essere eterna. Ho sempre puntato a creare una scuola. Se al centro di N…

Ricercatrice di fama internazionale e fra le pioniere negli studi sull'Alzheimer, direttrice del centro di Neurogenetica di Lamezia Terme, Amalia Bruni è il jolly che ha permesso al centrosinistra calabrese di chiudere il "casting" per il candidato governatore alle prossime regionali. Dopo candidature annunciate e poi sconfessate, nomi immolati sull'altare dei veti incrociati, precipitosi ritiri, Bruni sembra aver messo d'accordo tutti o quasi. "Le centinaia di messaggi e chiamate che sono arrivate in questi giorni mi hanno fatto capire che la mia candidatura ha suscitato molti entusiasmi. In tanti - dice - mi hanno contattata perché vogliono impegnarsi personalmente". 

Una vita dedicata alla medicina e alla ricerca, non le pesa abbandonare tutto per dedicarsi alla politica?
"In realtà, sono ormai vicina alla pensione e non ho mai lavorato pensando di essere eterna. Ho sempre puntato a creare una scuola. Se al centro di Neurogenetica verrà restituito il laboratorio di genetica, magari il mio percorso di ricerca continuerà. Ma adesso la sfida è un'altra e credo che anche in politica il metodo scientifico possa essere vincente".

Cosa l'ha spinta ad accettare la proposta di candidatura?
"Inizialmente mi ha sorpresa, poi ho riflettuto e mi sono resa conto che poteva essere un modo per allargare al civismo uno schieramento troppo piccolo, che da solo non sarebbe bastato a risolvere i problemi della Calabria. Ho posto un'unica condizione: che sul mio nome ci fosse ampia condivisione. E mi sono bastati i primi incontri per capire che è stata totalmente rispettata".  

In coalizione però ci sono Pd, Movimento 5s, più altri partiti con storie molto diverse fra loro. Saranno traino o zavorra?
"Una cosa l'ho chiarita subito: su questa macchina guido io. Questa è una coalizione civica in cui tutti hanno un ruolo e un peso, che va riconosciuto. Ma io sono autonoma. Non credo però che ci saranno motivi di attrito, quello che ho potuto constatare è una comune voglia di lavorare per un reale cambiamento". 

La preoccupa la sfida che ha di fronte?
"Ho avuto in carico diecimila pazienti, che significa diecimila famiglie, posso prendere in carico 1,9 milioni di calabresi che hanno diritto ad una vita dignitosa. Per tutta la vita ho guidato team di clinici e ricercatori, posso farlo anche con una squadra di politici. Del resto, la storia del centro lo dimostra, io sono quella delle mission impossible".  

Avete già iniziato a lavorare ad un programma?
"È ancora tutto da definire. Certamente abbiamo fissato delle priorità: sanità, ovviamente, che passa per la fine del commissariamento e un ripianamento del debito, ma anche ambiente, che è questione comunque relazionata con la salute. In Calabria abbiamo un patrimonio straordinario, ma quanti depuratori malfunzionanti ci sono che pregiudicano i mari? Quante volte ci sono stati morti per frane e allagamenti causati dalle piogge? E poi dobbiamo dare opportunità ai nostri giovani".   

A proposito di ambiente, qual è la posizione sul ponte sullo Stretto?
"È un tema divisivo di cui ancora non abbiamo discusso. Sicuramente le grandi opere creano opportunità e innescano cambiamenti a monte, ma qui in Calabria ci sono tratti di A2 per cui ancora deve essere fatta la progettazione, la statale 106 viene definita "la strada della morte" e la ferrovia ionica non è elettrificata. Si può fare tutto? Bene. Ma con che tempi? Per completare l'ospedale di Lamezia Terme ci sono voluti 35 anni". 

Insomma bisogna stabilire delle priorità
"La Calabria è una terra che ha bisogno di tutto. Lo dicono i dati. Io non avrò tre vite, ma sto lavorando per vincere e per un reale cambiamento. Magari non saremo noi a vederne i frutti, ma speriamo di riuscire quanto meno ad avviarlo".

La regione ha anche un problema che ha a che fare con la presenza asfissiante dei clan.
"La 'Ndrangheta è questione di cui si devono occupare i tribunali. Qui c'è un problema di eticità, il cittadino deve imparare a seguire tutte le regole non solo quelle che gli fanno comodo. Per i clan, c'è un terreno fertile dettato anche dal bisogno. Se non hai lavoro e la 'Ndrangheta te lo offre, magari ti pieghi. Ma sono scelte di comodo che hanno a che fare con una bassa cultura. Lo sa che qui c'è un livello di scolarizzazione così basso che non lo possiamo utilizzare come indice per la determinazione delle demenze?".

In realtà l'ultima legislatura regionale e non solo, così come diverse inchieste dimostrano che la 'Ndrangheta ha trovato spazio anche tra i professionisti e nel mondo della politica
"Noi staremo attentissimi alla composizione delle liste, ci stiamo dotando di un codice etico per le candidature. Ma la commissione antimafia non può dare un responso dopo la presentazione, le indicazioni devono arrivare prima. Certo, uno che è indagato deve farsi da parte anche se si sente innocente per non mettere in difficoltà gli altri, poi è la magistratura che emette sentenze. Il problema comunque non è specifico della Calabria, il malaffare esiste ovunque. Noi cercheremo di mettere persone specchiate, che abbiano un peso all'interno della collettività, che aiuti a identificarli come referenti".  

Mi può anticipare qualche nome?
"Assolutamente no, non ne abbiamo discusso con la coalizione. Sarebbe prematuro. Abbiamo appena iniziato il lavoro con i vari gruppi che non è la composizione delle liste, ma di un pensiero, lo scambio di idee. Costruire una squadra significa conoscersi ed è questo il lavoro che voglio fare".