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Comunali Roma, il 21enne Lobuono si ritira dalla corsa e appoggia Gualtieri: "Lui sa ascoltare e coinvolgere i giovani"

Federico Lobuono e Roberto Gualtieri (fotogramma)
Classe 2000, pugliese ma romano d'adozione, lo studente universitario per primo si era candidato a sindaco della Capitale, poi la decisione di sostenere l'ex ministro. Ha come 'maestro' Bettini e vuole occuparsi dei suoi coetanei
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A 21 anni carico di entusiasmo. Da primo candidato sindaco per la città di Roma e sostenitore di Roberto Gualtieri, candidato per il centrosinistra alle prossime amministrative della Capitale. Federico Lobuono, studente universitario di Scienze della comunicazione all'università La Sapienza, pochi giorni fa, ha ritirato il suo nome dalla corsa per il Campidoglio pronto ad appoggiare l'ex ministro dell'Economia "perché lui è in grado davvero di valorizzare i giovani. Sa ascoltare". Proprio ai ragazzi che Lobuono si rivolge "perché li rappresento e so di cosa parlo". Una breve militanza a 16 anni nel Pd, quando dalla Puglia è arrivato nella Capitale. Poi un passaggio in Italia viva che non ricorda con piacere "perché mi sono state fatte promesse che non sono mai state mantenute". E ora 'pupillo' di Goffredo Bettini, esponente dem, conosciuto su Facebook e diventato suo ispiratore. Lobuono …

A 21 anni carico di entusiasmo. Da primo candidato sindaco per la città di Roma e sostenitore di Roberto Gualtieri, candidato per il centrosinistra alle prossime amministrative della Capitale. Federico Lobuono, studente universitario di Scienze della comunicazione all'università La Sapienza, pochi giorni fa, ha ritirato il suo nome dalla corsa per il Campidoglio pronto ad appoggiare l'ex ministro dell'Economia "perché lui è in grado davvero di valorizzare i giovani. Sa ascoltare". Proprio ai ragazzi che Lobuono si rivolge "perché li rappresento e so di cosa parlo". Una breve militanza a 16 anni nel Pd, quando dalla Puglia è arrivato nella Capitale. Poi un passaggio in Italia viva che non ricorda con piacere "perché mi sono state fatte promesse che non sono mai state mantenute". E ora 'pupillo' di Goffredo Bettini, esponente dem, conosciuto su Facebook e diventato suo ispiratore. Lobuono adesso è pronto a dare il suo contributo per far vincere Gualtieri alle prossime comunali con la sua lista La Giovane Roma, composta interamente da under 25.

Lobuono da pochi giorni lei non è più il candidato sindaco della Capitale con la lista La Giovane Roma.
"Io sono stato il primo a candidarsi sindaco di Roma quando nessuno lo voleva fare. Mi hanno dato dell'incosciente ma invece lo sarà chi resta a guardare e non cambia le cose. Ora il nostro impegno con Gualtieri raddoppia".

Come mai ha deciso di ritirarsi dalla corsa e appoggiare Gualtieri?
"Il mio progetto è rendere i giovani partecipi, liberi di poter portare avanti le proprie idee senza passare per il 'capobastone'. Gualtieri vuole veramente coinvolgere i giovani nei programmi e nelle proposte. L'ho conosciuto e mi ha colpito per la sua lungimiranza e capacità di ascoltare, dote veramente rara tra i politici. Ci siamo confrontati su Roma, mi ha parlato del futuro della città e ho deciso perché so che Gualtieri davvero ci coinvolgerà a differenza di altri che hanno fatto promesse e non le hanno mantenute".

Altri chi?
"Ho iniziato a fare politica a 16 anni, prima nel Pd e poi in Italia viva. Sono sempre stato di sinistra e tante volte mi sono sentito dire che bisogna coinvolgere i giovani ma non succedeva mai".

È un ex renziano?
"Si, ex e deluso".

Deluso perché?
"Quando sono passato con Italia viva, avevo tanta energia e ci credevo moltissimo. Mi sono state fatte promesse che non sono mai state mantenute, che i giovani sono il futuro ma questo domani non arrivava mai. Il problema dei partiti sono i sottufficiali a cui bisogna dare conto e impediscono a chi ha voglia di crederci, perché devi metterti in fila".

Ora un ritorno al Pd con Gualtieri.
"Con Gualtieri ci siamo confrontati sui vari problemi che riguardano le giovani generazioni. Dall'emergenza abitativa alla Roma città universitaria - che ora non è così tra affitti stellari e libri inaccessibili - per offrire agli studenti prospettive lavorative future; fino alla mancanza di spazi di aggregazione come le caserme dismesse che potrebbero rinascere. Sono queste le sfide che porteremo alla coalizione. Io sono giovane e so di cosa parlo perché vivo le contraddizioni della mia città".

Con Gualtieri avete trovato quindi un'intesa?
"Certo. Con Gualtieri siamo d'accordo su tutto e ci ha invitato a lavorare al programma che abbiamo proposto. Io sono romano d'adozione, ho vissuto l'adolescenza in periferia e vorrei portare la lista La Giovane Roma in Comune e nei municipi, per dare una possibilità a coloro che da sempre sono attivi sul territorio ma magari non hanno mai avuto la forza politica per presentare una propria lista. Noi diciamo: uniamoci e portiamo avanti il nostro progetto".

Ha condiviso quindi anche la linea del segretario dem Letta sui giovani?
"A dire la verità: non proprio. O meglio, non subito. Nel primo discorso da segretario di Letta ci fu un riferimento al voto dei sedicenni su cui mi sono distaccato. Io sono a favore ma attenzione: la sfida della politica è convincere i giovani a votare. So che Letta sta lavorando anche su questo e mi auguro che avvenga davvero ma c'è tanto da fare ancora".

Goffredo Bettini è l'autore della post fazione del libro 'Un alieno a Roma'. Lo ha chiamato "amico e maestro", come è nato il vostro rapporto?
"Stimo molto Bettini. Ci siamo conosciuti su Facebook, ci siamo iniziati a scrivere e poi ci siamo incontrati. Ero molto emozionato".

Dalla chat su Facebook alla post fazione del suo libro, però.
"Senza Bettini non lo avrei mai scritto. È stato lui a spingermi, lo ha letto, gli è piaciuto e mi ha aiutato a costruirci un pensiero politico. Mi ha dato spunti sulla sinistra e raccontato aneddoti con Ingrao, Berlinguer e mi ha ispirato".

Il suo libro, si diceva. Chi è questo 'alieno a Roma'?
"Racconta la storia di un alieno mandato sulla terra per scoprire le cause del fallimento della sinistra in Italia e della sua estrema conflittualità. L'alieno si scontra con un sistema politico formato da vecchi dirigenti che hanno idee antiche e incompatibili con le giovani generazioni. Il libro è uno sfogo su ciò che ho vissuto già a 16 anni, trattato come un bambino con tutti che ignoravano i giovani, quasi si divertivano a vedere un 16enne che faceva politica. 'Uomini impantanati nel consueto disertando l'avvenire', scrivo sulla copertina del mio libro".

Se la sente di fare una previsione sulle prossime elezioni comunali a Roma?
"Saranno uno spartiacque. Il prossimo sindaco potrà affossare definitivamente Roma o provare a ridargli dignità. La distanza tra i candidati è minima e sarà una lotta fino all'ultimo. Al ballottaggio andranno Gualtieri e Michetti e vincerà Gualtieri. Credo che alla fine Calenda sosterrà l'ex ministro perché è importante l'impegno di tutti".

E sulle elezioni nazionali del 2023?
"Se si andasse a votare domani io sceglierei il Pd, spero in un'alleanza con il M5S con un ruolo importante di Conte. Quello che Italia viva e Lega stanno facendo con il ddl Zan è assurdo, non condivido nulla".