+Europa, Della Vedova si ricandida alla guida del partito: "Sì a una federazione liberal-democratica alternativa ai sovranisti"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Non siamo la pulce che pensa di rifarsi la permanente, ma siamo qui per crescere, come dice lo slogan del congresso: per crescere come +E e per crescere insieme ad altri. +Europa spinge per una federazione liberal democratica alternativa ai sovranisti Salvini e Meloni e distinta dal centrosinistra. Abbiamo un peso politico". Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, si candida alla guida di +Europa, il partito fondato con Emma Bonino, che tiene da oggi a domenica il suo congresso dopo polemiche e rotture. A Bonino, che se n'era andata sbattendo la porta, dice: "Mi auguro che il partito abbia riconquistato la sua fiducia".
ROMA - "Non siamo la pulce che pensa di rifarsi la permanente, ma siamo qui per crescere, come dice lo slogan del congresso: per crescere come +E e per crescere insieme ad altri. +Europa spinge per una federazione liberal democratica alternativa ai sovranisti Salvini e Meloni e distinta dal centrosinistra. Abbiamo un peso politico". Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, si candida alla guida di +Europa, il partito fondato con Emma Bonino, che tiene da oggi a domenica il suo congresso dopo polemiche e rotture. A Bonino, che se n'era andata sbattendo la porta, dice: "Mi auguro che il partito abbia riconquistato la sua fiducia".
"Sì, mi ricandido alla segreteria. Mi ero dimesso per accelerare il congresso che si tiene con i 277 delegati indicati dagli iscritti sia in Italia che all'estero".
Ma come pensa di far ripartire un partito che è stimato nei sondaggi intorno al 2%?
"Non siamo la pulce che pensa di rifarsi la permanente, ma siamo qui perché è "Tempo di crescere" come recita lo slogan del congresso. Crescere da soli e insieme ad altri. La nostra è una forza tutta politica e, dopo tre anni dalla fondazione, siamo ancora in campo, avendo superato le fibrillazioni. Le ragioni per cui abbiamo fatto il partito +Europa allora sembravano astratte. Ma si sono trasformate nella realtà di oggi in cui c'è più Europa, c'è il Next Generation Eu e un aumento della fiducia nella Ue: il miglior destino degli italiani coincide con una Europa più forte in termini di sicurezza, salute e solidarietà fiscale. Da qui ripartiamo. Aggiungo, che l'Europa è la cornice dello Stato di diritto e dei diritti civili".
Con, o senza, Emma Bonino che è ha lasciato +Europa delusa e arrabbiata, solo pochi mesi fa?
"Sarà Emma a decidere se questo congresso sia la risposta giusta. Mi auguro che +Europa abbia riconquistato la sua fiducia".
Oggi al vostro congresso ci sarà Carlo Calenda. Pensate a un unico partito con Calenda?
"Con Calenda e con Azione abbiamo intrapreso un percorso di tipo federativo dando vita sia al Senato che alla Camera a gruppi insieme, dentro il gruppo Misto. Non siamo in tanti per ora, ma non ci contiamo, ci pesiamo, come affermava il banchiere Enrico Cuccia di alcune azioni. Alle prossime amministrative a Roma sosteniamo Calenda, a Milano Beppe Sala. La mia proposta al congresso in vista delle politiche è di spingere verso un progetto federativo che coinvolga movimenti e personalità dell'area liberal-democratica schierato senza reticenze con le riforme di Draghi per il rilancio della produttività. Anche per il futuro.".
Qualche nome?
"Carlo Cottarelli, che interverrà al congresso. Marco Bentivogli. Parlerà anche Ettore Rosato, il coordinatore di Italia Viva. Con Cottarelli e altri abbiamo dato vita a un comitato scientifico che sta lavorando all'ipotesi di un programma per l'Italia".
Vorrebbe che Renzi fosse della partita? Che entrasse nella federazione lib-dem?
"Non so cosa vorrà fare Renzi. Italia Viva in Europa sta nel gruppo di Renew Europe dei liberali, la nostra famiglia politica, e macroniani, quindi è il primo interlocutore".
Con Enrico Letta e il Pd, invece come si porrà +Europa?
"Ritengo che occorra una alternativa liberal democratica autonoma al sovranismo di Salvini e Meloni, ma che sia distinta dal centrosinistra. Vorrei che aprissimo un dialogo con ambientalisti e Verdi. Alle politiche immagino possa esserci il centrosinistra e un'area appunto liberal democratica anti sovranista. Il Pd che Letta ha ereditato aveva scelto una alleanza monogamica con i 5S. Alleanza peraltro focalizzata su Giuseppe Conte. I Dem potevano scegliere di aprire un confronto con i liberal democratici, hanno invece privilegiato la logica dei numeri che pendevano dal lato dei grillini, prendendo una scorciatoia. Non si sa a questo punto come finirà. +Europa non ha partecipato al Conte 1, né ha ceduto alle lusinghe del Conte 2 e neppure alla possibilità di un Conte 3".
A Letta cosa direbbe?
"La pensiamo allo stesso modo su tante cose. Però il Pd ha fatto una scelta e noi siamo su un progetto distinto. Arriverà il momento in cui si porrà la questione delle alleanze? Ce la porremo, ma non adesso. Vedremo la legge elettorale. Noi mai certamente saremo con Lega e Fratelli d'Italia. Certo mi auguro che il Pd si confronti sempre di più con l'area liberal democratica e non continui sulla linea di Goffredo Bettini di quasi fusione con i 5Stelle".
Forza Italia, se abbandonasse il progetto di un partito unico del centrodestra, potrebbe essere della federazione?
"Se FI, almeno in parte, sciogliesse il cordone ombelicale con Salvini e consolidasse il suo europeismo, sarebbe certo un interlocutore. In Ue la maggioranza Ursula l'ha vista protagonista".