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Centrodestra, Giorgetti ricuce: "Dopo la tempesta arriva il sereno"

Il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti (ansa)
Il ministro leghista da Bari dopo le tensioni interne alla coalizione e l'ira di Meloni: "Bisogna parlare con tutti anche se si litiga". Ilva, piano entro il mese
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BARI - "Mi hanno insegnato che dopo la tempesta viene sempre il sereno, state tranquilli". Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti prova a stemperare il clima pesante che si è creato nel centrodestra negli ultimi giorni. La partita delle nomine, in particolar modo quelle del nuovo cda della Rai, ha spaccato la coalizione, con Lega e Forza Italia da una parte e Fratelli d'Italia tenuta fuori dalle scelte. Lo dimostra la reazione di Giorgia Meloni che ha disertato la presentazione del candidato di coalizione a Milano Luca Bernardo.

Per questo il tema è materia scottante. Lo sa bene il ministro leghista che cerca di evitare ogni nuova polemica e frattura nella coalizione. Un tentativo reso evidente ieri durante un'iniziativa al teatro Petruzzelli di Bari, chiudendo la prima delle due giornate di incontri "La ripartenza".

BARI - "Mi hanno insegnato che dopo la tempesta viene sempre il sereno, state tranquilli". Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti prova a stemperare il clima pesante che si è creato nel centrodestra negli ultimi giorni. La partita delle nomine, in particolar modo quelle del nuovo cda della Rai, ha spaccato la coalizione, con Lega e Forza Italia da una parte e Fratelli d'Italia tenuta fuori dalle scelte. Lo dimostra la reazione di Giorgia Meloni che ha disertato la presentazione del candidato di coalizione a Milano Luca Bernardo.

Per questo il tema è materia scottante. Lo sa bene il ministro leghista che cerca di evitare ogni nuova polemica e frattura nella coalizione. Un tentativo reso evidente ieri durante un'iniziativa al teatro Petruzzelli di Bari, chiudendo la prima delle due giornate di incontri "La ripartenza".

Durante il suo intervento affronta temi economici. Poi alla domanda secca sul rapporto con la leader di Fratelli d'Italia, alleggerisce il clima parlando del sereno dopo la tempesta, ma fa capire che si dialoga con tutti "anche quando si litiga". A margine dell'incontro però chiarisce: "Mica mi riferivo a Meloni". Poi aggiunge: "Quando si litiga poi si fa la pace. È la logica della politica non c'è niente di strano".

Ma a riprova del tentativo di Giorgetti di sminare il terreno c'è la sua presa di posizione sulle nomine fatte dal governo: "Perché dite "avete fatto le nomine?" Ha fatto. Le ha fatte Draghi queste scelte qua. È un governo con tante componenti, con tanti partiti, i più assortiti. Però c'è evidentemente un'impronta. Questo governo nasce con Draghi e c'è quindi l'impronta di Draghi. Se si sposta, questo governo non va avanti". A domanda precisa sulle nomine Rai, risponde secco: "Io non le ho fatte, ce le hanno comunicate. Pure a me che da ministro ho la vigilanza della Rai, vorrà dire che vigilerò di più". Sulle nuovi vertici aggiunge: "A dire la verità non li conosco, io non conoscevo neanche l'attuale amministratore delegato, non l'ho incontrato mai una volta Salini".

Al presidente del Consiglio non risparmia lodi: "Ci sono due dimensioni, una pubblica e una privata. In quella privata è simpaticissimo, parliamo di tutto, anche di sport. In quella pubblica basta dire che quando parla lui, in Italia e in Europa, in Consiglio dei ministri così come davanti alla Commissione europea gli altri stanno zitti e ascoltano. E questo - dice fra gli applausi del teatro barese - credo sia una cosa importante".

C'è da dire che gran parte del suo intervento punta a evitare i temi di quella che definisce "politichetta italiana" (anche se non risparmia una critica al Reddito di cittadinanza: "C'era il professore all'Anpal che non è riuscito a far funzionare il meccanismo"), ed è dedicato a temi economici, a cominciare dalle sfide che verranno poste dalla transizione economica. Ilva in questo caso rappresenta la sfida delle sfide: "L'obiettivo è produrre acciaio green. Lo Stato investirà 3, forse 4 miliardi di euro. Penso che entro fine mese presenteremo il nostro piano con i ministri Franco e Cingolani".

C'è bisogno di prendere visione di una nuova realtà e di governarla. Non a caso Giorgetti parla di "Far West" quando si citano i licenziamenti improvvisi effettuati negli ultimi giorni dalle multinazionali. Ecco perché si lavora a una norma: "Stiamo valutando se copiare l'esperienza che c'è in qualche altro Paese europeo, di creare un percorso più appesantito per chi intende chiudere e delocalizzare". Ultima notazione sul green pass: " È utile da usare in alcune situazioni, come per lo svago. Diventa pericoloso - avverte il ministro - se lo associamo ai diritti delle persone"".