Amministrative, il Pd lancia a Napoli la riscossa dei sindaci: "Vogliamo contare"
di Conchita SanninoNAPOLI - L'hanno battezzata l'Agorà dei sindaci. Diventerà forse la foto dem della campagna estiva. Ma quella che debutta ufficialmente a Napoli, il 23 luglio alla Festa dell'Unità, con la presenza corale di tanti primi cittadini al fianco del leader Pd Enrico Letta e dei candidati di centrosinistra nelle varie città italiane, è una sfida ambiziosa. E duplice.
Una battaglia lanciata non solo per la vittoria elettorale nelle metropoli e nei Comuni minori, con la costruzione di un fronte riconoscibile e trasversale nel Paese. Ma anche per la riscossa dei sindaci. Per chiedere più ascolto, agibilità politica e garanzie. Ecco perché, grazie al lavoro di Matte…
NAPOLI - L'hanno battezzata l'Agorà dei sindaci. Diventerà forse la foto dem della campagna estiva. Ma quella che debutta ufficialmente a Napoli, il 23 luglio alla Festa dell'Unità, con la presenza corale di tanti primi cittadini al fianco del leader Pd Enrico Letta e dei candidati di centrosinistra nelle varie città italiane, è una sfida ambiziosa. E duplice.
Una battaglia lanciata non solo per la vittoria elettorale nelle metropoli e nei Comuni minori, con la costruzione di un fronte riconoscibile e trasversale nel Paese. Ma anche per la riscossa dei sindaci. Per chiedere più ascolto, agibilità politica e garanzie. Ecco perché, grazie al lavoro di Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci dem, di Nicola Oddati, che si occupa delle agorà democratiche, e Antonio Decaro, presidente dell'Anci (l'associazione dei Comuni), sul palco si ritroveranno non solo Gaetano Manfredi, Roberto Gualtieri, Matteo Lepore, i candidati sindaci di Napoli, Roma e Bologna; ma anche la civica Stefania Proietti che torna a correre per Assisi, e Beppe Sala in collegamento da Milano. Oltre ai primi cittadini in carica che hanno conquistato profili nazionali, da Nardella (Firenze) a Gori (Bergamo), da Falcomatà (Reggio Calabria), allo stesso Ricci (sindaco a Pesaro). Un parterre che vuole significare "la forza e l'energia" che intende mettere in campo il centrosinistra. Anche per strappare quelle norme che gli amministratori chiedono ormai a gran voce: dalle maggiori semplificazioni per non perdere i progetti del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), fino al via libera per potersi candidare in Parlamento, senza l'obbligo delle dimissioni sei mesi prima.
"I sindaci hanno poche risorse e responsabilità enormi. Soprattutto sono esposti a rischi smisurati nell'esercizio quotidiano dell'amministrazione dei nostri territori - spiega Letta a Repubblica - Il caso Crema deve far riflettere tutte le forze politiche. Il punto è intervenire selettivamente per correggere queste storture senza inficiare l'efficacia della legislazione anticorruzione". Non si tratta di un espediente episodico per questa tornata. "Il Pd, la sinistra, hanno una straordinaria tradizione amministrativa. Fa parte del nostro Dna. I sindaci e gli amministratori sono il nostro orgoglio - riprende Letta - Io voglio che il nostro torni ad essere il partito dei territori, della vicinanza ai cittadini". Lo vogliono anche i titolari dei troppi problemi di ogni giorno, nei piccoli e grandi Comuni. Con sempre minori mezzi a disposizione: che si aggrappano ora all'opportunità dei Recovery Plan.
"Il centrosinistra ha una classe dirigente sui territori forte e credibile", premette Ricci. "Ma vogliamo contare di più. Avere più spazio, essere considerati come la risorsa in grado di portare un grande valore aggiunto, riconosciuti come l'ossatura che tiene il partito nei territori. Noi valiamo di più delle singole correnti. E vogliamo dare con lealtà una mano al segretario che crede in questo percorso: anche per la tornata elettorale dell'autunno". Un nuovo protagonismo degli amministratori. Stufi di essere le cenerentole dei Palazzi: schiacciati peraltro, in tempo di pandemia, dal protagonismo di alcuni governatori. "Diciamo che sotto la tempesta del Covid - ironizza Ricci - noi sindaci siamo stati più disciplinati, ma non per questo eravamo meno operativi, efficaci, al fianco dei cittadini nei piccoli bisogni o nelle emergenze. Mentre molti presidenti di Regione hanno ecceduto in show solitari. Ora c'è la necessità di chiedere con forza al governo più agevolazioni per portare a casa i progetti del Recovery. Abbiamo chiuso un manifesto: la velocità è democratica. Non è possibile che per fare un'opera da 1 milione di euro occorrano 5 anni. E che, perfino con gli ecobonus, per fare l'esempio di uno strumento virtuoso che fa girare l'economia dell'edilizia sana, le pratiche siano ancora troppo farraginose".
Temi da affrontare in queste prime Agorà dem, e in particolare a Napoli il 23. Per Oddati, "saranno un grande esperimento di democrazia partecipativa, con l'obiettivo di coinvolgere decine di migliaia di persone, iscritti e non, in un grande dibattito sulla qualità della democrazia italiana e sul futuro dell'Italia. Saranno anche una spinta formidabile per cambiare dal basso il partito e per costruire un nuovo centrosinistra". Per Oddati, "dentro questo processo è fondamentale il ruolo dei sindaci, punto di congiunzione tra la politica e un nuovo civismo. E questo processo non può che partire dalla capitale del Mezzogiorno, da sempre laboratorio di cambiamento e generatrice di novità".