Centrodestra, Meloni: "Coalizione a rischio". Esodo da Fi, in 77 cambiano casacca
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - "Rappresaglia". Una sola parola, nelle chat dei parlamentari di una Forza Italia che rimane ufficialmente muta, definisce l'ultima mossa di Giorgia Meloni: l'ingaggio da parte di FdI di Lucio Malan, azzurro doc con Berlusconi dal '94, e fino a ieri mattina capogruppo vicario di Fi in Senato. In un centrodestra in ebollizione, la presidente di Fratelli d'Italia replica allo sgarbo subìto sulle nomine Rai con uno "scippo" che viola il patto di non beligeranza fra i partiti della coalizione. Quella stessa regola che la senatrice Licia Ronzulli, una delle fedelissime di Berlusconi, aveva ricordato con sprezzo a Toti qualche settimana fa, al momento della scissione di "Coraggio Italia".
ROMA - "Rappresaglia". Una sola parola, nelle chat dei parlamentari di una Forza Italia che rimane ufficialmente muta, definisce l'ultima mossa di Giorgia Meloni: l'ingaggio da parte di FdI di Lucio Malan, azzurro doc con Berlusconi dal '94, e fino a ieri mattina capogruppo vicario di Fi in Senato. In un centrodestra in ebollizione, la presidente di Fratelli d'Italia replica allo sgarbo subìto sulle nomine Rai con uno "scippo" che viola il patto di non beligeranza fra i partiti della coalizione. Quella stessa regola che la senatrice Licia Ronzulli, una delle fedelissime di Berlusconi, aveva ricordato con sprezzo a Toti qualche settimana fa, al momento della scissione di "Coraggio Italia".
E ora, dietro la consegna del silenzio, sono in tanti dentro Forza Italia a manifestare malessere, per un futuro la cui unica certezza è il numero ridotto di seggi da contendersi. La scelta del partito unico non ha mancato, poi, di generare ulteriore malessere: si è detto perplesso, ad esempio, l'ex presidente del Senato Renato Schifani, che da settimane è in silenzio stampa (e non ha votato le nomine Rai), così come Andrea Cangini, altro senatore, cui è stata prima offerta e poi negata la possibilità di candidarsi a Bologna. Che loro o altri possano rompere, anche se non nell'immediato, non è un'ipotesi astratta. E Meloni alimenta la suspence, non dopo aver assicurato che presto si vaccinerà: "Non escludo che nei prossimi giorni ci siano altri passaggi dalla maggioranza all'unico partito di opposizione".