Ddl Zan, domani inizia al Senato la battaglia sugli emendamenti. La legge però rischia di slittare a settembre
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - "Non un numero di emendamenti da ostruzionismo sul ddl Zan, ma il giusto". Roberto Calderoli guida l'offensiva leghista anti ddl Zan al Senato. Domani mattina il "giusto" numero di emendamenti sarà depositato dalla Lega. E Calderoli - che si è servito dell'algoritmo per presentare milioni di emendamenti, ad esempio alla riforma costituzionale nel 2016 - ora annuncia sulla legge contro l'omofobia "proposte di modifica mirate e qualificate, così che davvero possa esprimersi la volontà dei senatori e non dei segretari di partito con le loro bandierine". In pratica, la tattica delle convergenze sugli emendamenti per convincere i giallo-rossi dubbiosi e ricevere l'assist dai renziani.
ROMA - "Non un numero di emendamenti da ostruzionismo sul ddl Zan, ma il giusto". Roberto Calderoli guida l'offensiva leghista anti ddl Zan al Senato. Domani mattina il "giusto" numero di emendamenti sarà depositato dalla Lega. E Calderoli - che si è servito dell'algoritmo per presentare milioni di emendamenti, ad esempio alla riforma costituzionale nel 2016 - ora annuncia sulla legge contro l'omofobia "proposte di modifica mirate e qualificate, così che davvero possa esprimersi la volontà dei senatori e non dei segretari di partito con le loro bandierine". In pratica, la tattica delle convergenze sugli emendamenti per convincere i giallo-rossi dubbiosi e ricevere l'assist dai renziani.
Matteo Salvini ancora ieri ha insistito sul dialogo con Enrico Letta, dando appuntamento al segretario dem per un colloquio, che non si sa quando avrebbe dovuto svolgersi, e invitandolo a "togliere i bambini delle elementari dal ddl Zan". Si riferisce all'articolo 7 della legge, in cui si parla di iniziative contro le discriminazioni in tutte le scuole, e su cui ha insistito anche la Santa Sede nella nota diplomatica, richiamando il Concordato e l'autonomia scolastica delle scuole cattoliche paritarie.
Letta ha risposto a muso duro: "Salvini vuole discutere? Rinneghi quello che fa in Europa", ovvero l'amicizia con Orban. Ma soprattutto, rincara il segretario del Pd "noi saremo lì in Senato a discutere con tutti, ma con chi è serio e credibile, una discussione fatta fuori dal Parlamento e lontana dal merito delle questioni non porta risultati". Aggiunge: "No a una arena di battaglia elettorale, il ddl Zan non è una clava contro gli altri che hanno usato tutto quello che potevano per bloccare la discussione".
Nessuna tregua e nessuna ricerca di mediazione da parte del Pd. Anche all'invito di Matteo Renzi - che ancora negli ultimi giorni è tornato ad insistere per un accordo con le destre - la risposta è sempre no. Del patto tra gentiluomini, di cui parla Renzi, e che dovrebbe blindare le modifiche comuni al Senato, così da avere vita facile quando il ddl Zan dovrà tornare alla Camera, il fronte giallo-rosso non si fida affatto. Ma il leader di Italia Viva rilancia: "I voti non ci sono al momento. Per me un compromesso è fattibile su tre articoli. Io non capisco perché oggi che la Lega ha dato la disponibilità il Pd si è messo di traverso. Non è un matrimonio, si tratta di un voto. Oggi il Pd è diventato il partito no-Zan".
Domani pomeriggio la discussione ricomincia in aula, a quel punto con gli emendamenti già depositati, che vanno presentati entro mezzogiorno. Italia Viva annuncia che non ne presenterà. Lo spiega la renziana Laura Garavini, ribadendo: "Confidiamo ancora in una intesa". Pensa ai senatori scettici o dissidenti del Pd - da Andrea Marcucci a Valeria Fedeli, Valeria Valente e Mino Taricco - che si sono fatti sentire nell'assemblea dem di giovedì scorso. Comunque nessuno di loro annuncia emendamenti. Un emendamento sarà presentato dal senatore del Partito socialista, Riccardo Nencini, all'articolo 4, la cosiddetta "clausola salva-idee". Altri emendamenti saranno delle Autonomie, di Forza Italia (Licia Ronzulli è con Salvini, Paola Binetti e Gaetano Quagliariello firmataria di un ddl anti Zan), e di Fratelli d'Italia.
Il leghista e presidente della commissione Giustizia, Andrea Ostellari rincara: "Letta la smetta di inventarsi delle scuse e dimostri di essere interessato alle persone e non alle bandiere". Il segretario del Pd conta di parlare di ddl Zan anche con Giuseppe Conte, però afferma : "I 5Stelle al Senato hanno avuto un atteggiamento impeccabile". Guidati da Alessandra Maiorino, il pentastellati non hanno mai mancato di sostenere la battaglia per il ddl che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt Alessandro Zan. "La linea del Pd non cambia", premette Monica Cirinnà, la responsabile diritti del partito e senatrice dem. E ddl vvb: "meglio nessuna legge che una legge decapitata".