Covid, l'era del Green pass al via dal 6 agosto. Il governo: "Per non richiudere"
di Elena Dusi , di Elena DusiL'obbligo del lasciapassare parte il 6 agosto. Da quel giorno il Green pass diventerà indispensabile per riprendere la vita sociale, sia pur nel mezzo di un contagio ormai esponenziale. Lo ha stabilito il decreto legge emanato ieri dal Consiglio dei ministri, che estende tra l'altro lo stato d'emergenza al 31 dicembre.
L'obbligo del lasciapassare parte il 6 agosto. Da quel giorno il Green pass diventerà indispensabile per riprendere la vita sociale, sia pur nel mezzo di un contagio ormai esponenziale. Lo ha stabilito il decreto legge emanato ieri dal Consiglio dei ministri, che estende tra l'altro lo stato d'emergenza al 31 dicembre.
Restano le regole di distanziamento, i limiti di capienza (che però vengono ampliati), i posti preassegnati e le mascherine nei luoghi chiusi. Non ci sarà bisogno di certificato verde per le attività svolte all'aperto né per quelle educative: scuole e nidi restano accessibili a tutti, idem per i centri estivi di bambini e ragazzi. E la scuola, si legge tra le righe, è fra le prime preoccupazioni, dietro a queste misure.
La paura è che venga messa in pericolo, a settembre, in piena ondata di variante Delta, la ripresa delle lezioni in presenza. "La scuola per noi è una priorità assoluta e faremo ogni sforzo per consentire una riapertura in sicurezza e in presenza" ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza. Per questo il nuovo decreto anti-Covid è fatto di esortazione ("Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi" ha raccomandato ancora Speranza) e gratificazioni, sul modello francese: "Il Green pass permetterà agli italiani di divertirsi, esercitare le loro attività, andare al ristorante, con la garanzia di ritrovarsi fra persone non contagiose" ha aggiunto il premier Mario Draghi.
"Dopo le sue parole - ha fatto sapere il presidente della Liguria, Giovanni Toti - da due ore a questa parte, le prenotazioni dei vaccini in Liguria sono tornate a schizzare a 5.000 in due ore". È l'effetto Macron: da quando il 12 luglio il presidente francese ha annunciato il Green pass, in una notte ci sono state un milione di prenotazioni. A Torino 2mila persone sono scese in piazza per protestare contro il Green pass nel "No Paura Day".
I nuovi casi intanto in Italia sono più che raddoppiati in una settimana. Ieri hanno superato i 5mila per la prima volta dal 21 maggio. "Vogliamo evitare che una crescita del contagio porti a nuove chiusure generalizzate e lo strumento che abbiamo
in questo momento è la vaccinazione" ha spiegato Speranza. "Prima di questo decreto abbiamo utilizzato il Green pass per alcune situazioni particolari, per partecipare a un matrimonio o per entrare in una Rsa a visitare un proprio caro. Con questo decreto estendiamo lo strumento ad altre attività e servizi".
Il Green Pass potrà essere mostrato sul telefonino o su carta. Non servirà per i minori di 12 anni, che non hanno ancora un vaccino approvato per la loro età. Il controllo è affidato ai gestori, che potranno ricevere multe tra 400 e 1.000 euro. Alla terza violazione scatterà la chiusura del locale da uno a dieci giorni. Per ottenere il certificato bisognerà avere una o due dosi di vaccino (il Green pass in questi casi vale 9 mesi), essere guariti dal coronavirus (la validità è di 6 mesi) o aver fatto un tampone nelle ultime 48 ore. Per ampliarne l'uso i prezzi dei test rapidi nelle farmacie saranno calmierati fino al 30 settembre.
Cambiano, con il decreto di ieri sera, anche i parametri per i colori delle Regioni. Oltre al numero dei contagi (la soglia è stabilita in 50 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti), conterà quello dei ricoveri. Si passerà in giallo con il 10% delle terapie intensive occupate e il 15% dei ricoveri ordinari. L'arancione scatterà con il 20% delle intensive e il 30% dei letti ordinari. Il rosso con il 30% e il 40%.
Restano chiuse le discoteche, che riceveranno comunque dei ristori. Ogni decisione è stata rimandata per i trasporti pubblici: difficili i controlli, il tema è rinviato a settembre. Per il momento si potrà salire anche senza lasciapassare. Da affrontare in futuro "dalla settimana prossima, o fra due" secondo Draghi, anche i nodi di scuola e lavoro. "Sono questioni complesse" ha detto il premier. L'ultimo punto in particolare "andrà discusso con i sindacati".