Caso Amara, il 30 luglio il Csm decide sul trasferimento di Paolo Storari
Nuovo colpo di scena nel caso Amara. Si riunirà venerdì prossimo, il 30 luglio, la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura per decidere in camera di consiglio sulla richiesta della procura generale della Cassazione di trasferimento d'urgenza e cambio di funzioni per il pm milanese Paolo Storari.
La richiesta di trasferimento per Storari è arrivata dal procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, titolare dell'azione disciplinare esercitata nei confronti di Storari per la vicenda della consegna "informale" a Piercamillo Davigo, all'epoca togato al Csm, dei verbali non ufficiali di una deposizione dell'ex avvocato Eni Pietro Amara, che denunciava l'esistenza di una presunta loggia massonica denominata "Ungheria", di cui avrebbero fatto parte anche due consiglieri del Csm.
Obiettivo di Salvi è trasferire d'ufficio Storari in via cautelare senza che possa più esercitare le funzioni di pm nemmeno nella nuova sede. Salvi contesta a Storari di aver consegnato a Davigo copie non firmate dei verbali in questione a insaputa del procuratore di Milano, violando le modalità formali ricavabili da due circolari Csm del 1994 e 1995.
In sua difesa, nell'ambito del procedimento disciplinare che lo interessa, Storari depositerà una memoria articolata in cui si difenderà spiegando le sue ragioni, con mail e altri documenti allegati. Il pubblico ministero nell'udienza del 30 luglio ricostruirà nel dettaglio, rispondendo alle "accuse", quando già denunciato alla Procura di Brescia in merito ai verbali sulla loggia Ungheria dell'avvocato Piero Amara e alla gestione nel processo Eni-Nigeria dell'imputato Vincenzo Armanna.