✕

Giustizia, Letta in Calabria: "Approvare la riforma prima della pausa estiva. Non farlo sarebbe poco serio"

Enrico Letta
  (ansa)
Il segretario dem a Catanzaro con la candidata alla presidenza Amalia Bruni. "Noi sosteniamo Draghi, sta dando al Paese una direzione di marcia. Sono convinto che vinceremo le regionali"
3 minuti di lettura

CATANZARO - Riformare la giustizia è fondamentale per dare “una prova di serietà all’Europa” e sfruttare i fondi Ue in arrivo. In Calabria per lanciare la candidatura di Amalia Bruni alla presidenza di Regione Calabria, il segretario del Pd Enrico Letta lancia un messaggio che vuole far ascoltare a Roma, soprattutto – pare – nelle stanze in cui ancora si accapigliano i 5S, ancora divisi sul voto in aula. “Noi – spiega Letta - abbiamo fatto in queste ore il lavoro necessario, e lo continueremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni, per trovare i necessari aggiustamenti per arrivare a un'intesa la più larga possibile”. Ma il tempo delle trattative, fa capire, volge al termine. “Credo che il governo  che metterà la fiducia perchè è importante che questo provvedimento arrivi a un'approvazione della Camera prima della pausa estiva”. Con buona pace delle perplessità s…

CATANZARO - Riformare la giustizia è fondamentale per dare “una prova di serietà all’Europa” e sfruttare i fondi Ue in arrivo. In Calabria per lanciare la candidatura di Amalia Bruni alla presidenza di Regione Calabria, il segretario del Pd Enrico Letta lancia un messaggio che vuole far ascoltare a Roma, soprattutto – pare – nelle stanze in cui ancora si accapigliano i 5S, ancora divisi sul voto in aula. “Noi – spiega Letta - abbiamo fatto in queste ore il lavoro necessario, e lo continueremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni, per trovare i necessari aggiustamenti per arrivare a un'intesa la più larga possibile”. Ma il tempo delle trattative, fa capire, volge al termine. “Credo che il governo  che metterà la fiducia perchè è importante che questo provvedimento arrivi a un'approvazione della Camera prima della pausa estiva”. Con buona pace delle perplessità sollevate dalla magistratura, per Letta è importante tirare dritto perché “noi dobbiamo dare all'Europa, che ci ha dato tantissimi soldi, la dimostrazione che siamo seri nel fare le riforme”.   

Tema delicato, non solo all’interno della compagine di governo, con i 5s che da tempo puntano i piedi, ma anche in Calabria. Proprio su legalità e giustizia sono arrivate le prime frecciate all’indirizzo della candidata alla presidenza Amalia Bruni, aspramente criticata da Enzo Ciconte – che l’area larga alla sinistra del Pd più qualche corrente interna avrebbero voluto candidato governatore per il centrosinistra – per aver detto a Repubblica che “di ‘Ndrangheta se ne devono occupare i tribunali”. Posizione fin troppo moderata per il docente e storico antimafia.

Ma attacchi sono arrivati anche dal sindaco di Napoli ed ex pm Luigi De Magistris, oggi candidato governatore in Calabria alla testa di un polo civico.  "L'altro giorno nel primo suo comizio Amalia Bruni si è fatta affiancare da Luigi Incarnato (Partito socialista ndr), vecchio arnese della politica calabrese, travolto da inchieste giudiziarie per fatti gravissimi, già commissario della Sorical, società occupata dalla politica, che gestisce l'acqua facendo profitti e non garantendo il primo bene comune a tutti, dai comuni agli agricoltori. Abbiamo compreso che la questione morale non è una priorità per la candidata Bruni, ostaggio della vecchia politica che ha distrutto i diritti delle persone perseguendo i propri interessi. Quello che è ancora più grave è promettere il cambiamento affidandosi alle persone che hanno distrutto anche le speranze dei calabresi". Critiche pesanti, cui nessuno risponde, ma che Letta, quasi offeso, liquida con una battuta “non sembra che ci siano non solo margini per un accordo, ma addirittura per una discussione civile”.

Il Pd mostra i muscoli, spera di strappare al polo De Magistris pezzi della società civile che da tempo si sono schierati con il sindaco di Napoli, per questo dopo una stoccata velenosa su Napoli “dove ieri discutevamo se il Comune esiste ancora”, il segretario dem bolla come a stento testimoniale la proposta politica di De Magistris e dice lapidario “se si vuole vincere e non si vuole che ci sia continuità l'amministrazione Spirlì, bisogna essere con noi e con Amalia Bruni". E la possibilità, afferma, c’è. “Vinceremo le elezioni”, afferma,  perché “abbiamo una candidata che è un fiore all'occhiello di questa regione, un'eccellenza di questa regione, scienziata di fama internazionale, che conosce la Calabria perché ci vive e ci lavora e che sarà in grado, da presidente della Regione, di dare il meglio”. Gli fa sponda Bruni, che strizza l'occhio a quelle realtà che in passato l'hanno supportata nella difesa del suo Centro regionale di neurogenetica. "È importante  avere all’interno di questa coalizione il Pd e 5 stelle, cioè partiti che stanno dentro il governo, è l’aspetto centrale per tirare via la Calabria dalla situazione difficile in cui si trova. I cambiamenti si fanno dall’interno delle istituzioni, non facendo spallate. Bisogna avere metodo, coraggio, pazienza e determinazione.

E tutti assicurano "stiamo costruendo una coalizione ampia”.   Peccato che il cantiere sia aperto e nessuno si azzardi a fare previsioni. È vero, il centrosinistra ha imbarcato l’ex responsabile della Protezione civile Carlo Tansi, che però ha subito pagato la scelta con l’addio di Rifondazione Comunista e dei candidati che aveva inserito nelle sue liste. Ma mentre abbandonano ufficialmente la barca ex consiglieri regionali come Giudiceandrea, che annuncia pubblicamente il suo appoggio a De Magistris, da fuori più di uno prometta di dar fastidio al Pd. A partire dall’ex governatore Mario Oliverio.  

Sconfessato e non candidato alle ultime regionali, Oliverio da tempo contesta la gestione commissariale affidata al campano Stefano Graziano, più volte ha chiesto – inascoltato – un cambio di rotta nel partito calabrese e inutilmente ha invocato la celebrazione delle primarie per arrivare all’individuazione del candidato governatore. Parole cadute nel vuoto. Il problema – ed anche serio per i dem– è che i mal di pancia nel partito calabrese sono tanti e Oliverio ne è diventato in parte il catalizzatore, tanto da poter minacciare la presentazione in autonomia di almeno tre liste, secondo indiscrezioni insieme ad altri ex alti papaveri del centrosinistra calabrese. Speranze di vittoria? Nulle. Ma quella manciata di punti percentuali che promettono di portar via potrebbero creare più di un problema ed imbarazzo in un centrosinistra già in verticale crisi di consensi. Sul tema però Letta non entra “Ho stima e considerazione per Oliverio ma non aggiungo altro perché sono qui per lanciare la candidatura di Bruni, è lei il centro della scena: è la nostra grande scommessa, di carattere nazionale”. Da definire è la posta in gioco.