Guido Crosetto (FdI): "Mi sono vaccinato, ma il Green pass è uno strumento che discrimina"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliGuido Crosetto, fondatore e già coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia, si è vaccinato - entrambe le dosi - e ha già il qr code per muoversi liberamente. Ma resta molto critico rispetto alla misura.
Cosa non la convince di questo strumento?
"Ho sempre detto che la cosa principale era consentire la ripresa delle attività economiche e che non mi sarei formalizzato, ma se il Green pass diventa uno strumento che discrimina allora no, non va più bene".
Che tipo di discriminazione vede?
"Non puoi andare al ristorante ma in bus e in metropolitana sì. Che senso ha?".
Guido Crosetto, fondatore e già coordinatore nazionale di Fratelli d'Italia, si è vaccinato - entrambe le dosi - e ha già il qr code per muoversi liberamente. Ma resta molto critico rispetto alla misura.
Cosa non la convince di questo strumento?
"Ho sempre detto che la cosa principale era consentire la ripresa delle attività economiche e che non mi sarei formalizzato, ma se il Green pass diventa uno strumento che discrimina allora no, non va più bene".
Che tipo di discriminazione vede?
"Non puoi andare al ristorante ma in bus e in metropolitana sì. Che senso ha?".
Che cambiamenti si potrebbero fare per renderlo accettabile dal suo punto di vista?
"So per conoscenze dirette che anche chi è vaccinato continua a prendere e trasmettere il Covid, quindi l'unica garanzia d'essere covid free è il tampone. Essendo una persona razionale e senza posizione pregiudiziali, vedo una macchina infernale che si è messa in moto e nel farlo priva la piena libertà ad alcuni cittadini. Se uno non vuole vaccinarsi come faccio a obbligarlo?".
Se però la mia libertà personale aumenta il rischio di tutti gli altri...
"Ragioniamoci: nel momento in cui obbligo tutti, anche indirettamente, al vaccino, perché ti faccio firmare un consenso nel quale ti assumi il rischio del vaccino? Tu Stato non puoi scaricarmi la responsabilità addosso. Poi c'è un altro problema: ci sono 2,5 milioni di ultrasessantenni non vaccinati, la categoria più colpita dalla malattia e quindi più a rischio. Non saranno solo no vax ma anche anziani, persone che non hanno internet o con problemi di mobilità: bisognerebbe investire su medici di base e farmacie, lavorare sul rapporto personale, prima di dividere il mondo in buoni e cattivi. Insomma vacciniamo prima chi può farlo, avendo in mente però che mancano all'appello 40 milioni di dosi".
Il green pass sembra la stessa identica proposta di qualche mese fa fatta proprio da Meloni, perché ora non va bene?
"Ma era un pass europeo. Allora non poteva dire no perché significava tenere fuori l'Italia da qualsiasi circuito, il no qua è motivato dal fatto che così rappresenta un danno al commercio, alla libertà, ai diritti costituzionali dei cittadini".
Perché in generale comunque i politici non sembrano amare il selfie vaccinale?
"Io invece ne ho visti anche troppi, con e senza maglietta".
Pensi a Meloni e Salvini...
"Rientra nell'ambito della loro privacy".
Si chiede la libertà di non vaccinarsi e poi la libertà di non portare la mascherina o quella di tenere tutto aperto... Non ci sono un po' troppe contraddizioni in nome della 'libertà'?
"Non mi sentirei mai di dire che bisogna tenere tutto aperto, o di non avere precauzioni, però serve razionalità. Anche chi ha fatto due vaccinazioni può esser positivo e quindi il green pass non significa nulla, non raccontiamoci frottole".
Che ci siano ampie sacche di resistenza, sfiducia, perplessità sul vaccino sembra evidente. Perché secondo lei?
"Penso che tutti abbiano dei dubbi sulla velocità di approvazione di questo vaccino, anche molti medici. Si è fatto di necessità virtù ed è comprensibile ma i tempi dei test sono stati troppo veloci rispetto a quelli standard. Non sopporto chi pensa che dietro al vaccino ci sia un complotto ma neanche quelli che considerano Big Pharma un ente benefico".
In tutto questo, Fdi e Lega dicono le stesse cose ma Meloni si sta fagocitando Salvini. Colpa del sostegno al governo?
"Tutti i leader hanno un andamento di consenso che sale e scende, è successo a Berlusconi e Renzi, sta accadendo anche a Salvini".
Comunque, FdI vive una condizione ideale, a Meloni tocca sperare che Draghi resti ancora a lungo, sostenuto da tutti tranne da lei.
"In realtà no perché più passa il tempo e più c’è il rischio che si consolidi una conventio ad excludendum, come è avvenuto in Francia per Le Pen. Le consiglierei quindi di non farsi mettere all'angolo, sparigliare, evitando di farsi appiccare addosso etichette scomode, come stanno cercando di fare da tempo".