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Costruttori, aziende alimentari e professionisti: ecco chi sono i finanziatori della politica

Partiti e movimenti hanno l'obbligo di dichiarare i contributi ricevuti che superano i 500 euro. Italia viva e Azione raccolgono più fondi privati. Cliniche private tra i donatori di FdI, e-cig tra quelli della Lega, Energas tra i principali del Pd. Berlusconi ogni anno attraverso Fininvest stacca un assegno di 100 mila euro per Forza Italia
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Dopo il varo della legge 3 del 2019, detta comunemente "spazzacorrotti", partiti e movimenti politici hanno l'obbligo di dichiarare i contributi ricevuti da singoli o aziende, perlomeno tutti quelli che superano i 500 euro. Il funzionamento generale dei principali partiti, che si finanziano soprattutto attraverso il 2 per mille, i tesseramenti e le auto-contribuzioni degli eletti in Parlamento e nelle altre assemblee regionali e locali, fa sì che non sia sempre facilissimo individuare in questi elenchi le figure non riconducibili ai propri rappresentanti. Ma spulciando tra le carte e i bilanci alcuni dettagli si trovano. I partiti che sembrano raccogliere più fondi privati sono Italia Viva e Azione, i quali secondo i sondaggi valgono circa il 2-3 per cento l'uno, eppure in questo particolare campo non sono secondi a nessuno. Ma andando con ordine, ecco chi sono aziende, imprenditori e professionisti che fanno donazioni alla politica.

Fratelli d'Ita…

Dopo il varo della legge 3 del 2019, detta comunemente "spazzacorrotti", partiti e movimenti politici hanno l'obbligo di dichiarare i contributi ricevuti da singoli o aziende, perlomeno tutti quelli che superano i 500 euro. Il funzionamento generale dei principali partiti, che si finanziano soprattutto attraverso il 2 per mille, i tesseramenti e le auto-contribuzioni degli eletti in Parlamento e nelle altre assemblee regionali e locali, fa sì che non sia sempre facilissimo individuare in questi elenchi le figure non riconducibili ai propri rappresentanti. Ma spulciando tra le carte e i bilanci alcuni dettagli si trovano. I partiti che sembrano raccogliere più fondi privati sono Italia Viva e Azione, i quali secondo i sondaggi valgono circa il 2-3 per cento l'uno, eppure in questo particolare campo non sono secondi a nessuno. Ma andando con ordine, ecco chi sono aziende, imprenditori e professionisti che fanno donazioni alla politica.

Fratelli d'Italia

Il primo partito italiano, perlomeno secondo gli ultimi sondaggi, ha chiuso il bilancio del 2020 con un utile di 1,5 milioni di euro. La società "Gruppo Villa Maria Spa", campo della sanità romana, ha versato 50 mila euro, i costruttori molto attivi a Milano di "Attività edilizie pavesi" altri 49.500. Nell'elenco ci sono - tra le altre - una società nel campo della logistica (Services Facility), un'altra farmaceutica (Parapharm, 5 mila euro), poi immobiliari (Adriatica Sia, 15 mila), nelle costruzioni (Imesa Spa, 15 mila) le cliniche Radiosalus (4 mila) ed Euroclinic (15 mila euro), una società di consulenza specializzata nelle soluzioni Ict per le banche, la pubblica amministrazione e le imprese come Links (5 mila), nel campo della plastica (Fainplast, 5 mila), Confagricoltura (3.200 euro), Confapi Roma (4 mila) e un marchio alimentare molto noto come Orogel (4 mila).

Lega

Scorrendo l'elenco dei donatori del Carroccio emergono due contributi da 20 mila euro l'uno della stessa azienda, la Vaporart di Milano. Si occupa di liquidi per le sigarette elettroniche. Tema che, casualmente, sta molto a cuore a Matteo Salvini. Detassare le e-cig era un obiettivo messo nero su bianco sul famoso contratto di governo con i 5 Stelle, cosa che effettivamente poi andò in porto.

Partito democratico

Quando era segretario Nicola Zingaretti i dem ricevettero 20 mila euro da Energas, impegnata nel campo del gpl. Poi poco altro. Mille euro da Confesercenti Lazio, 2 mila euro da Adler Plastic Spa, 3.500 dall'associazione calabrese Prodemos, 2.500 euro dalla società di consulenza Met Partners. Comunque, i conti del 2020 sono in ordine: avanzo di esercizio di circa due milioni di euro.

Forza Italia

Il miglior finanziatore di Fi è il fondatore e presidente, Silvio Berlusconi. Ogni anno attraverso Fininvest stacca un assegno di 100 mila euro. Seda Italy Spa, con sede in provincia di Napoli - si occupa di packaging - ha versato 70 mila euro. Poi c'è l'università privata Niccolò Cusano, molto attiva sull'online: attraverso Società Delle Scienze Umane Srl ha versato 40 mila euro. La bresciana Erecta, esperta in telecomunicazioni, ha stanziato 7 mila euro.

Italia Viva

Sono soprattutto due i personaggi che hanno mostrato più volte 'affetto', economicamente parlando, verso Matteo Renzi e la sua creatura. Il primo è il finanziere Davide Serra di Algebris. A partire dall'anno scorso e fino a maggio scorso ha versato sette volte alle casse del partito, tre volte 7 mila euro, due volte 10 mila, due volte 20 mila. Nove generosi bonifici sono a firma Lupo Rattazzi, figlio di Susanna Agnelli, in totale 105 mila euro di persona e altri 20mila euro attraverso la Neos Spa. Soldi anche da Conad (poco: 2 mila euro), Dernamaria (4 mila euro, detiene il marchio di moda Ermanno Scervino), 10 mila dello studio legale Rampino associati di Milano. Altri 20 mila euro arrivano da Andrée Ruth Shammah, anima del teatro Franco Parenti.

Azione

Il movimento fondato da Carlo Calenda, uscito dal Pd dopo esserne stato eletto all'europarlamento, ha dalla sua contributi di primissimo piano e peso. Fondazione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini, emanazione delle acciaierie che tra l'altro tentarono di acquisire l'Ilva, dossier che proprio Calenda ebbe in mano da ministro: 100 mila euro. Gruppo Ipi, immobiliare romana: 50 mila euro. Neosia spa, progetti immobiliari: 50 mila euro. Gianfelice Rocca, uno degli uomini più ricchi d'Italia e attivo nel mondo associativo industriale: 70 mila euro. Patrizio Bertelli di Prada: 50 mila euro. Pier Luigi Loro Piana, da cui un altro marchio noto di abbigliamento: 30 mila. L’ex presidente di Federmeccanica Fabio Storchi: 25 mila. Rubinetterie Bresciane Bonomi Spa, 10 mila. La società alimentare Antimo Caputo, 10 mila euro; stessa somma per il colosso delle carni Cremonini. E infine, tra i diversi che in tutto hanno dato ad Azione un totale di 624 mila euro, riecco Davide Serra: 14 mila euro.