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Green pass, la Lega No Pass in piazza col via libera di Salvini: "Niente obblighi ai docenti"

(ansa)
ll leader del Carroccio oggi potrebbe incontrare il presidente del Consiglio Draghi dopo i giorni del grande gelo sui vaccini
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ROMA - Matteo Salvini fa sapere che non ci sarà. Ma nelle ultime ore non ha negato il via libera ai parlamentari leghisti che hanno annunciato la loro presenza alle manifestazioni di questa sera contro il Green pass. "Io non impongo niente a nessuno", ha detto il segretario del Carroccio. Non ravvisando alcun problema politico nel fatto che ci sia una folta rappresentanza di esponenti di una forza di governo pronta a protestare contro un provvedimento del governo medesimo.

Era già accaduto, fanno notare fonti di via Bellerio, quando il leader, a maggio, lanciò un referendum contro il coprifuoco. E allora eccolo qui, l'ultimo atto della rappresentazione della Lega di lotta e di governo. Questa sera, alla fiaccolata di piazza del Popolo e a quelle previste in altre dodici città italiane, sarà presente una ventina di eletti e dirigenti: all'appello del comitato "Libertà di scelta" hanno risposto nomi di spicco come Al…

ROMA - Matteo Salvini fa sapere che non ci sarà. Ma nelle ultime ore non ha negato il via libera ai parlamentari leghisti che hanno annunciato la loro presenza alle manifestazioni di questa sera contro il Green pass. "Io non impongo niente a nessuno", ha detto il segretario del Carroccio. Non ravvisando alcun problema politico nel fatto che ci sia una folta rappresentanza di esponenti di una forza di governo pronta a protestare contro un provvedimento del governo medesimo.

Era già accaduto, fanno notare fonti di via Bellerio, quando il leader, a maggio, lanciò un referendum contro il coprifuoco. E allora eccolo qui, l'ultimo atto della rappresentazione della Lega di lotta e di governo. Questa sera, alla fiaccolata di piazza del Popolo e a quelle previste in altre dodici città italiane, sarà presente una ventina di eletti e dirigenti: all'appello del comitato "Libertà di scelta" hanno risposto nomi di spicco come Alberto Bagnai, Claudio Borghi, Armando Siri, Simone Pillon, il capogruppo in Europa Marco Zanni.

Tutti a sfilare senza distinzione geografica (si va dal trevigiano Dimitri Coin al nisseno Alessandro Pagano), al fianco di personaggi di altri settori della politica e della società (Vittorio Sgarbi, Gianluigi Paragone, Enrico Montesano, Alessandro Meluzzi) ma anche di Florian Philippot, ex stretto alleato di Marine Le Pen, guida della protesta parigina contro le restrizioni introdotte da Macron in Francia. Il tratto comune è l'avversione a un Green Pass inteso come obbligo vaccinale camuffato e il no all'immunizzazione soprattutto per i minorenni. "Ci sentiamo come tonni in una tonnara", dice Siri, che non nasconde di non essersi vaccinato.

"Condanniamo tutte le violenze, dei no vax come dei pro vax. Ma ci poniamo alcune domande: Perché - afferma ancora Siri - il governo ha riaperto a maggio con le terapie intensive piene al 30 per cento e ora introduce il Green pass con gli stessi reparti al 2 per cento?". Borghi non vede una contraddizione nell'andare in piazza contro un atto che i ministri della Lega hanno votato: "Tutto dipende dalla natura di questo esecutivo, che mette insieme persone che hanno idee diverse. In Cdm siamo costretti ai compromessi mentre in parlamento non ci fanno votare vota. Non ci resta che la piazza".

Lo stesso Salvini, d'altronde, ieri ha ribadito il no all'obbligo vaccinale per il personale scolastico e al Green pass per i minorenni, nonché alla chiusura delle discoteche. Confermando la distanza da Forza Italia, che con Sestino Giacomoni, membro del comitato di presidenza azzurro, dice che "chi non ha connotati pro vax e pro Green pass, quelli che caratterizzano il governo Draghi, dovrebbe dimettersi subito". Sulla scena un altro paradosso: parlamentari della maggioranza in piazza contro il governo e l'opposizione a guardare. Non sono annunciate presenze, stasera, di esponenti di Fdi: "Senza polemica: ma invece di accendere fiaccole, la Lega non fa prima a non votare le cose che non le piacciono?", dice il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida.

Non sarà Mario Draghi, questo è certo, a entrare in polemica diretta con il Carroccio per aver soffiato in queste ore sul fuoco delle manifestazioni di piazza. Non è nel suo stile, non rincorrerà queste scelte. Quasi superfluo, però, ribadire quello che il premier pensa di chi spinge contro la battaglia vaccinale. L'ha sostenuto pubblicamente soltanto pochi giorni fa parlando della posizione di Matteo Salvini, ostile ai vaccini per i giovani: "Un appello a non vaccinarsi è un appello a morire, o a far morire".

Non ha cambiato idea. Non ha cambiato idea perché il presidente del Consiglio continua a seguire un codice di condotta, che può tradursi così: includere le forze di maggioranza, sempre, senza spingerle a sfilarsi. Ma tenere il punto sull'agenda dell'esecutivo. Andando avanti, pragmaticamente, senza far prevalere il bilancino politico. Da giovedì scorso non si è più sentito con Salvini, ma un contatto, o un incontro, potrebbe esserci nelle prossime ore: i pontieri sono al lavoro. D'altra parte, il senatore - pur "irritato" per la reprimenda subita dal premier, non ha mai messo in dubbio il sostegno all'esecutivo.

Draghi tira dritto e continua a ritenere necessari tre interventi. Primo: l'obbligo vaccinale per il personale docente. Secondo: il Green Pass per i lavoratori dei settori in cui è già previsto dal sei agosto il passaporto vaccinale per gli avventori. Terzo: nuove regole sui trasporti, aumentando il limite dell'occupazione dei mezzi e accompagnando la scelta con il massimo dell'immunizzazione possibile dei dipendenti della scuola.

Giovedì queste norme diventeranno legge, salvo sorprese. Con un decreto che sarà preceduto da una cabina di regia e da un parere del Cts. Possibile inoltre che nel nuovo testo entri anche una data per il Green Pass nei trasporti. Dovrebbe essere fissato per il 15 settembre, ma è possibile che alla fine slitti al primo ottobre.