Lega, Salvini al Papeete: "Conte odia Draghi e Letta gli fa da palo"
dal nostro inviato Emanuele Lauria , dal nostro inviato Emanuele LauriaMILANO MARITTIMA - Stessa spiaggia, stesso mare, nuovi (e sgraditi) compagni di viaggio. Matteo Salvini torna al Papeete a distanza di un anno nel quale la Lega ha trovato un posto nel governo ma perso quasi cinque punti percentuali. Non era esattamente a questo che pensava il segretario, un anno fa, augurandosi di rivedere Milano Marittima da premier. Fa fatica a trarre bilanci, ancor più ad azzardare previsioni: "Certo, se prima o poi ci mandassero a votare...", si lascia sfuggire in un tramonto animato dal ritmo incessante della musica del lido più famoso d'Italia.
Ma non sono più le elezioni la priorità, perché nel frattempo si è materializzato un alieno chiamato Mario Draghi e il leader del Carroccio dice che è pronto a sostenerlo "ovunque voglia stare", che sia Palazzo Chigi sino al termine della legislatura o il Quirinale nel prossimo febbraio. Però il rapporto di convivenza con gli alleati &…
MILANO MARITTIMA - Stessa spiaggia, stesso mare, nuovi (e sgraditi) compagni di viaggio. Matteo Salvini torna al Papeete a distanza di un anno nel quale la Lega ha trovato un posto nel governo ma perso quasi cinque punti percentuali. Non era esattamente a questo che pensava il segretario, un anno fa, augurandosi di rivedere Milano Marittima da premier. Fa fatica a trarre bilanci, ancor più ad azzardare previsioni: "Certo, se prima o poi ci mandassero a votare...", si lascia sfuggire in un tramonto animato dal ritmo incessante della musica del lido più famoso d'Italia.
Ma non sono più le elezioni la priorità, perché nel frattempo si è materializzato un alieno chiamato Mario Draghi e il leader del Carroccio dice che è pronto a sostenerlo "ovunque voglia stare", che sia Palazzo Chigi sino al termine della legislatura o il Quirinale nel prossimo febbraio. Però il rapporto di convivenza con gli alleati è diventato quasi impossibile: Salvini, all'indomani del sofferto varo della riforma della giustizia in Consiglio dei ministri (e alla vigilia del semestre bianco) spara bordate di una violenza inaudita contro M5s e Pd: "Conte odia Draghi ed è un sabotatore mentre Letta, che non controlla il suo partito, gli fa da palo".
Giudizi non esattamente tenerissimi, che Salvini trancia con l'aria distaccata e un tantino nervosa che stride con il clima informale suggerito pure dalla sua mise, l'immancabile maglietta dei Milan. "Le prossime riforme, fisco e pubblica amministrazione, le dovremo difendere con le unghie e con i denti. Ma ormai andiamo avanti fino in fondo, Draghi sa chi lavora per l'Italia e chi persegue i propri interessi. Sì, mi creda, lo sa...".
A poche centinaia di metri dal Papeete, sta per cominciare la festa della Lega, tradizionale appuntamento con l'orgoglio degli ex lumbard. Salvini vi arriva scosso anche dai malumori interni su un'eccessiva compiacenza nei confronti di No vax, No pass e dei parlamentari leghisti che hanno deciso di affiancarli. Big come Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, Riccardo Molinari hanno bocciato i colleghi scesi in piazza, sul Carroccio suona un tam tam che racconta di un Giancarlo Giorgetti stanco di questa linea ambigua, pronto persino a non ricandidarsi, dopo l'esperienza di governo. Voci rilanciate ieri dal Foglio, smentire sia da Salvini che dallo staff del ministro dello Sviluppo economico.
"Ma a me le stesse cose Giancarlo le ha detto non più di una settimana fa", racconta un parlamentare molto amico dell'eminenza grigia leghista. Di certo Giorgetti e Zaia saranno alla festa solo lunedì sera, il tempo dell'intervento e via, Salvini probabilmente neppure ci sarà. Il segretario ribadisce: "Nella Lega non ci sono correnti, non siamo come i 5S che ha più tribù della Libia", però deve giocare in difesa contro chi gli rinfaccia (a partire da Draghi) scarsa risolutezza nel condannare chi ancora non si vaccina. "Io difendo la libertà di dissenso e nessuno potrà mai convincermi che è giusto vaccinare un bambino di 8 o di 12 anni. Quanto al Green pass dico assolutamente no all'obbligo di richiederlo per i treni a lunga percorrenza. Poi se mi chiede se la Lega organizzerà mai una manifestazione contro lasciapassare sanitario le dico di no, le dico che preferiamo concentrarci sulla raccolta di firme per i referendum sulla giustizia..".