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Riforma Cartabia, i risparmi per le imprese da processi più veloci. A regime 8,5 miliardi

Secondo gli esperti attireranno più investimenti, il Pil salirà fino all'1%, la produttività dell'1,6%
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Nel lungo periodo le riforme della giustizia valgono mezzo punto di Pil in più rispetto allo scenario base, circa 8 miliardi e mezzo. Un traguardo al quale si arriverà gradualmente, stima il Pnrr: 0,2% nel 2026 e 0,4 a dieci anni. All'impatto sul Pil degli interventi sulla giustizia, che considerano la riforma del processo civile, quella del diritto penale e la riforma dell'ordinamento giudiziario, va aggiunto quello su consumi e investimenti. Nel caso dei consumi la sequenza è identica a quella del Pil, per gli investimenti invece la partenza è più lenta: 0,1% in più al 2026, 0,3% a 10 anni e 0,5% a regime.


Ma è forse quest'ultimo l'aspetto più intere…

Nel lungo periodo le riforme della giustizia valgono mezzo punto di Pil in più rispetto allo scenario base, circa 8 miliardi e mezzo. Un traguardo al quale si arriverà gradualmente, stima il Pnrr: 0,2% nel 2026 e 0,4 a dieci anni. All'impatto sul Pil degli interventi sulla giustizia, che considerano la riforma del processo civile, quella del diritto penale e la riforma dell'ordinamento giudiziario, va aggiunto quello su consumi e investimenti. Nel caso dei consumi la sequenza è identica a quella del Pil, per gli investimenti invece la partenza è più lenta: 0,1% in più al 2026, 0,3% a 10 anni e 0,5% a regime.


Ma è forse quest'ultimo l'aspetto più interessante sul piano economico. Perché i processi eterni, la non certezza del diritto scoraggiano sia le imprese di casa nostra che quelle straniere. Nella classifica Doing Business della Banca Mondiale l'Italia si trova al 122esimo posto su 190 Paesi, con la Germania tredicesima e la Francia sedicesima. E tra le ragioni principali di questo piazzamento così basso ci sono i tempi dei processi e i costi delle controversie.

Se poi si guarda ad altre analisi che si concentrano maggiormente sulle norme e sulla gestione della giustizia, come la Worldwide Governance della Banca Mondiale, l'Italia arriva a un indicatore di 0,46 su un massimo di 2,5 e contro l'1,59 della Germania e l'1,44 del Regno Unito.
Il problema non è solo quello degli investimenti stranieri. Anche le nostre aziende sono scoraggiate dalle lungaggini della giustizia e dai risultati incerti dei processi, e infatti il Pnrr stima che "una riduzione della durata dei procedimenti civili del 50% possa accrescere la dimensione media delle imprese manifatturiere italiane di circa il 10%". Ancora, "uno studio recente ha valutato che una riduzione da 9 a 5 anni dei tempi di definizione delle procedure fallimentari possa generare un incremento di produttività dell'economia italiana dell'1,6 %".

Quindi una giustizia più efficiente non si limita a far crescere consumi e investimenti, ma fa lievitare la produttività e persino far diventare un po' più grandi le piccole imprese. "La certezza del diritto è una delle dimensioni principali della qualità istituzionale di un Paese - conferma Annamaria Nifo, professore di Economia applicata all'Università degli Studi del Sannio - Il fatto che per esempio ci vogliano 11 anni per chiudere un fallimento scoraggia gli investimenti esteri. Ma ha un forte impatto anche sulla produttività di quelle che già lavorano sul territorio, impatto che si riduce man mano che aumenta la dimensione dell'impresa. Se Apple viene a Napoli può permettersi di non preoccuparsi troppo della qualità delle istituzioni, perché riesce a modellarle a seconda delle proprie esigenze".

Mentre le piccole subiscono molto di più i disagi dovuti alle procedure farraginose e inefficienti: "Il nanismo delle imprese è uno dei problemi atavici della nostra economia - rileva Gaetano Vecchioni, ricercatore al Dipartimento di Scienze Politiche dell'Università Federico II - Gli addetti medi del settore manifatturiero stanno lievemente aumentando, ma le nostre imprese rimangono molto più piccole dei Paesi nostri competitor. Dipende anche dal fatto che si cresce dove c'è un ambiente istituzionale più favorevole. Per questo per l'Italia queste riforme sono necessarie. La grande impresa può permettersi un certo livello di contenzioso, per la piccola diventa un problema serio".