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Lega, Salvini ci riprova. Parte dalla Sicilia la conquista del Sud

(ansa)
Il leader della Lega stringe una patto con Fi per il candidato governatore dell'isola. Obiettivo arginare FdI Tra i nuovi ingressi Luca Sammartino, il re delle preferenze accusato di corruzione
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CERVIA - Direzione Sud. Lasciata Milano Marittima, dove lo hanno raggiunto la benedizione di Silvio Berlusconi e i felpati distinguo dei big del suo partito da una linea ritenuta ambigua, Matteo Salvini tenta di rilanciare la Lega (e se stesso) andando a caccia di consensi nelle assolate praterie politiche del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni sarà a Palermo e in Calabria, dove farà un tour fra spiagge, gazebo referendari e comizi più o meno improvvisati: "Faremo lì le vacanze con Francesca", annuncia il leader della Lega, con sufficiente riguardo verso il tempo libero tolto alla fidanzata, figlia di Denis Verdini: "Beh, la politica lei la conosce, è abituata...".

CERVIA - Direzione Sud. Lasciata Milano Marittima, dove lo hanno raggiunto la benedizione di Silvio Berlusconi e i felpati distinguo dei big del suo partito da una linea ritenuta ambigua, Matteo Salvini tenta di rilanciare la Lega (e se stesso) andando a caccia di consensi nelle assolate praterie politiche del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni sarà a Palermo e in Calabria, dove farà un tour fra spiagge, gazebo referendari e comizi più o meno improvvisati: "Faremo lì le vacanze con Francesca", annuncia il leader della Lega, con sufficiente riguardo verso il tempo libero tolto alla fidanzata, figlia di Denis Verdini: "Beh, la politica lei la conosce, è abituata...".

Unisce l'utile e il dilettevole, il segretario, per far scattare una missione che in realtà è un remake: già ai tempi di "Noi con Salvini" l'obiettivo dichiarato era quello della nazionalizzazione del partito bossiano nato fra le valli padane. L'obiettivo non è stato centrato, il consenso è stato fluttuante, la classe dirigente non radicata: basti pensare che in Sicilia, alle Europee della primavera del 2019, la Lega prese il 20 per cento ma alle amministrative di un mese dopo si fermò al quattro. E non c'è una Regione (fatta salva la Sardegna, né un capoluogo rilevante del Mezzogiorno, dove ci sia un amministratore eletto con il simbolo dal Carroccio. Ecco perché Salvini, nell'ultima trattativa che ha portato al via libera al forzista Roberto Occhiuto per la presidenza della Calabria, ha strappato agli alleati di governo la promessa di avere per la Lega il candidato in Sicilia, dove si voterà l'anno prossimo e dove i partiti faranno le prove per le Politiche 2023.

Il senatore lavora a una campagna acquisti da sballo: una senatrice e quattro potenti consiglieri regionali. Fra cui Luca Sammartino, il golden boy della politica isolana capace nel 2017 di conquistare - a soli 32 anni - 32 mila preferenze nella corsa per un seggio all'Ars. Un principe delle clientele, con profondi addentellati nel mondo della Sanità, che ha frequentato le stanze degli autonomisti, del Pd, di Italia Viva e che non ha mancato di attirare le attenzioni dei magistrati: è sotto processo per corruzione elettorale, accusato di aver promesso posti di lavoro e trasferimenti in cambio di voti.

Ma per un partito cui Salvini, anche attraverso i referendum, sta dando una forte impronta garantista, questo è un peccato veniale: "Un'indagine, per un politico è come un infortunio per un calciatore, devi metterlo nel conto", dice il deputato leghista Alessandro Pagano. E in archivio va anche la pretesa di rinnovamento del personale politico siciliano: altra prossima new entry, per la Lega, è Marianna Caronia, passata alla storia per un altro record. Quello dei cambi di casacca: sei in tre anni e mezzo di legislatura. Chapeau.

Ma Salvini non può più stare a sottilizzare, passando anche sopra il malumore del suo luogotenente regionale, Nino Minardo, che si è sentito scavalcato in questa fase di reclutamento: d'altronde bisogna arginare la crescita di Fdi, che al Sud erode molti consensi. Vicenda simbolica quella dell'eurodeputato Vincenzo Sofo, il fidanzato calabrese di Marion Le Pen, passato appunto con Giorgia Meloni.

Ma un addio che ha fatto male è stato anche quello di Salvatore Gaetano, l'editore di Video Calabria, membro della segreteria che ha deciso di candidarsi con Fi. Colpi dai quali non è riuscita a pararsi la nuova dirigenza calabrese, composta da Giacomo Saccomanno (passato alla storia per un vademecum in cui chiedeva agli iscritti di non "rivelare eventuali insofferenze" alla stampa) e Cataldo Calabretta, un legale noto per il ruolo di agente di Elisa Isoardi, ex fidanzata di Salvini. Fra tante insidie, incluse quelle ambientali ("Dove c'è la 'ndrangheta non c'è la mafia" ha azzardato il segretario), la missione è ripartita. "Con il 20 per cento in Calabria e in Sicilia conquistiamo l'Italia", ha detto il senatore ai suoi con solida professione di ottimismo. Prima di muovere verso Sud.