Pd, la Festa dell'Unità di Bologna si apre con l'avversario-alleato Giorgetti. E si valuta anche il Green Pass
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioE sarà, forse, la Festa dell’Unità con Green Pass: il Pd sta pensando di attrezzarsi per richiederlo, così da stare tutti più tranquilli. Di certo la Festa nazionale dell’Unità, che si terrà dal 26 agosto al 12 settembre a Bologna, ha una mission a cui il segretario Enrico Letta tiene più di tutto: l’unità del centrosinistra e il confronto per il rilancio del Paese.
Un confronto a 360 gradi. Tanto che il primo ospite sul palco il 26 (dopo un dialogo a distanza con Frans Timmermans, commissario Ue per il clima) sarà proprio l’avversario-alleato Giancarlo Giorgetti. Il leghista più governista, l’anti-Salvini, e ministro dello Sviluppo economico, &…
E sarà, forse, la Festa dell’Unità con Green Pass: il Pd sta pensando di attrezzarsi per richiederlo, così da stare tutti più tranquilli. Di certo la Festa nazionale dell’Unità, che si terrà dal 26 agosto al 12 settembre a Bologna, ha una mission a cui il segretario Enrico Letta tiene più di tutto: l’unità del centrosinistra e il confronto per il rilancio del Paese.
Un confronto a 360 gradi. Tanto che il primo ospite sul palco il 26 (dopo un dialogo a distanza con Frans Timmermans, commissario Ue per il clima) sarà proprio l’avversario-alleato Giancarlo Giorgetti. Il leghista più governista, l’anti-Salvini, e ministro dello Sviluppo economico, è stato invitato a un confronto con l’ex vice ministro all’Economia, Antonio Misiani. Titolo del dibattito: “Sviluppo del Paese, idee a confronto”. Proprio nei giorni in cui Salvini definiva Letta il “palo” del “sabotatore Conte” e la dem Alessia Morani si rifiutava di partecipare alla Festa della Lega di Cervia anche per l’offesa al segretario, il ministro Giorgetti ha detto sì alla Festa nazionale dem. Nervi saldi: è il motto della Lega di governo. Puntare a mostrare la bontà delle proprie idee in un match con gli avversari: è la sfida che piace a Letta.
Si comincia con Giorgetti e poi, via via, a seguire, arriveranno al Parco nord di Bologna anche Giuseppe Conte (il 10 settembre), altri pentastellati in ordine sparso tra cui la ministra delle Politiche giovanili, Fabiana Dadone. Di certo ci sarà Matteo Richetti per Azione, Nicola Fratoianni di Sinistra italiana, e anche un esponente (non ancora deciso) di Fratelli d’Italia a parlare di riforme. Due i ministri di Forza Italia invitati: Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini. Faccia a faccia con la ministra renziana della Famiglia e Pari opportunità Elena Bonetti. Ovviamente i saranno i big del Pd, con il ritorno di Romano Prodi che si è ritagliato uno spazio su salute e disuguaglianze post Covid. Chiusura del segretario Letta e pre-chiusura, il giorno prima, di Nicola Zingaretti, l’ex segretario che si dimise a sorpresa. Dal Nazareno fanno notare che è davvero un simbolico passaggio di testimone.
Ma lo slogan è il manifesto politico. Ruota attorno alla parola Unità con i colori piddì, in una immagine anni Sessanta disegnata da ex grafici del quotidiano Unità, che ora lavorano al partito. Unità del Pd. Unità del centrosinistra e del Paese. Maria Pia Pizzolante, storica, responsabile della Festa, spiega che si è ragionato per sottrazione: basta slogan ridondanti, il claim lo avevamo sotto gli occhi ed era insito nel senso stesso delle feste. Unità, appunto. Dice Pizzolante: “È un po’ tornare alla tradizione: come dopo la guerra ci fu bisogno di ricostruire, così dopo la battaglia contro la pandemia è necessario riprendere a stare a insieme, a discutere e tornare alla convivialità, alla solidarietà, ai nostri valori”. Una attenzione ai giovani e alle donne nei dibattiti. Accorgimenti per la sicurezza sanitaria, con il Green Pass probabile.
Stefano Vaccari, a capo dell’organizzazione del Pd, per il terzo anno consecutivo alle prese con il programma politico della Festa nazionale dell’Unità, ricorda che “l’obiettivo è quello di affrontare i temi scottanti e decisivi e chiamare militanti, elettori, simpatizzanti a discuterne”. È anche la Festa dell’Unità delle Agorà, su cui punta il segretario Letta per la rifondazione del partito e che proprio da Bologna il primo settembre avranno il via. A forma circolare, di piazza, anche il palco. Festa immaginata anche un po’ itinerante, con appuntamenti nazionali inseriti anche nelle Feste dell’Unità delle città al voto, a Milano e a Torino, così come già Napoli e a Roma.