Amministrative: la sfida elettorale nei cinque Comuni principali. Da Torino a Napoli, la situazione in vista del voto del 3 e 4 ottobre
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniLa date sono quelle del 3 e 4 ottobre. Con più di mille Comuni coinvolti e 18 capoluoghi di provincia. Le elezioni amministrative del 2021 coinvolgeranno 12 milioni di cittadini, tra cui quelli di Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Una tornata che potrebbe cambiare gli equilibri politici all'interno delle città chiamate al voto e sul piano nazionale. I 5 stelle rischiano di perdere la Capitale e il capoluogo piemontese, già conquistate nel 2013 da un Movimento politicamente vergine e forte del malcontento popolare. Il centrodestra fatica. E a causa delle divisioni tra Lega, Forza Italia e FdI, le candidature sono partite con un appoggio debole. Il favorito è il centrosinistra: bene a Roma, a Bologna e a Milano, dove la conferma di Beppe Sala sembra quasi scontata. A Napoli, invece, un'inedita alleanza giallo-rossa potrebbe portare Gaetano Manfredi ad aggiudicarsi il capoluogo campano.
La date sono quelle del 3 e 4 ottobre. Con più di mille Comuni coinvolti e 18 capoluoghi di provincia. Le elezioni amministrative del 2021 coinvolgeranno 12 milioni di cittadini, tra cui quelli di Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. Una tornata che potrebbe cambiare gli equilibri politici all'interno delle città chiamate al voto e sul piano nazionale. I 5 stelle rischiano di perdere la Capitale e il capoluogo piemontese, già conquistate nel 2013 da un Movimento politicamente vergine e forte del malcontento popolare. Il centrodestra fatica. E a causa delle divisioni tra Lega, Forza Italia e FdI, le candidature sono partite con un appoggio debole. Il favorito è il centrosinistra: bene a Roma, a Bologna e a Milano, dove la conferma di Beppe Sala sembra quasi scontata. A Napoli, invece, un'inedita alleanza giallo-rossa potrebbe portare Gaetano Manfredi ad aggiudicarsi il capoluogo campano.
Roma
Una sfida a tre, quella per la Capitale. Secondo l'ultimo sondaggio Izi pubblicato su Repubblica, il candidato del centrodestra Enrico Michetti guida la classifica con il 29,1 per cento seguito dal candidato dem Roberto Gualtieri al 25,8. Solo un punto separa l'ex ministro dell'Economia dalla sindaca uscente Virginia Raggi (24,7 per cento). Un testa a testa che potrebbe escludere Gualtieri e consegnare la città al centrodestra, visto che al secondo turno Michetti staccherebbe Raggi di circa tre punti. Al contrario, se al ballottaggio ci andasse il centrosinistra, sarebbe Gualtieri a spuntarla. Secondo la fotografia scattata da Izi, fuori dalla corsa rimarrebbe Carlo Calenda, leader di Azione e fautore di una campagna solista che, tra i big nazionali, può contare solo sul timido sostegno di Italia Viva. Attualmente si fermerebbe al 16,8 per cento.
Ha fatto discutere il primo confronto pubblico tra i quattro candidati. Con Gualtieri e Calenda impegnati in un battibecco dai toni accesi e con Michetti che, preso dall'indignazione, ha deciso di abbandonare il dibattito.
Milano
È il centro finanziario del Paese. Forse è per questo che l'ex manager Beppe Sala potrebbe di nuovo conquistare la città. Forte di un gradimento del 69 per cento, secondo Ipsos, staccherebbe il candidato del centrodestra, Luca Bernardo, di ben 9 punti. Negli ultimi anni Sala è riuscito a costruirsi un'immagine autonoma, nonostante l'appoggio del Pd. Bernardo, invece, primario di Pediatria dell'ospedale Fatebenefratelli, è partito con qualche difficoltà a causa della mancata presenza della leader di FdI alla presentazione della sua candidatura e per la polemica sulla pistola che - a detta del candidato - porterebbe con sé "anche in ospedale".
Sala, seguendo il sondaggio datato 26 luglio, si attesterebbe nella fascia compresa tra il 45,5 e il 49,5. Lo sfidante, invece, rimarrebbe tra il 36,6 e il 40,6 per cento. Un distacco, quello tra Sala e Bernardo, destinato ad allargarsi al secondo turno. In questo caso l'elettorato 5 stelle, rimasto orfano di candidato, potrebbe spingere il sindaco uscente fino al 58,1 per cento, a dodici punti dal candidato appoggiato da Forza Italia, Lega e FdI.
Qui la vera sfida è tutta interna al centrodestra e ricalca dinamiche nazionali tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. La Lega resta comunque il primo partito con il 15-18 per cento, percentuali invariate rispetto al tornata precedente. Al contrario la leader di FdI, forte di un'ascesa sul piano nazionale, potrebbe passare dal 2,4 della scorsa volta al 12-14 registrato da Ipsos per quest'anno.
Torino
Qui un sondaggio Swg di metà luglio fotografa un testa a testa tra il dem Stefano Lo Russo e lo sfidante civico del centrodestra Paolo Damilano. Il primo è al 42-46 per cento, il secondo al 41-45. Il candidato del centrosinistra sconta una scarsa notorietà rispetto a Damilano, un personaggio conosciuto in città. Presidente di Film commission Torino ed ex numero uno del Museo del Cinema, l'imprenditore punta a pescare dal bacino di voti che incoronarono Piero Fassino prima e Chiara Appendino poi.
La rilevazione di Swg, però, è antecedente alla votazione online che ha incoronato Valentina Sganga candidata sindaco per il M5S. Una novità, questa, che potrebbe mettere in discussione le percentuali attribuite finora ai due candidati. Il Movimento è partito in ritardo. A differenza di Virginia Raggi, infatti, Chiara Appendino ha deciso di non ricandidarsi per la carica di sindaco. Le due amministratrici riuscirono a conquistare la Capitale e il capoluogo piemontese dando al M5S una spinta che avrebbe contribuito a concretizzare il successo alle elezioni politiche del 2018.
Napoli
È l'unica città in cui l'alleanza giallo-rossa del Conte II verrà replicata anche a livello locale. Un accordo facilitato dalla scelta di Gaetano Manfredi come candidato sindaco dell'alleanza. Ex rettore della Federico II e ministro per l'Università e la Ricerca nel secondo governo guidato da Giuseppe Conte, Manfredi secondo un sondaggio Emg del 6 luglio raccoglierebbe il 48 per cento dei voti. Uno stacco di quasi 20 punti dal magistrato anti-mafia appoggiato dal centrodestra Catello Maresca che si fermerebbe solo al 29.
Bologna
Il capoluogo emiliano è reduce di uno scontro interno al centrosinistra. Le primarie di coalizione hanno visto trionfare il candidato del Partito democratico Mattia Lepore contro la sindaca di Italia Viva Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro. Il dem ha ricevuto l'endorsement del Movimento 5 stelle attraverso le parole di Giuseppe Conte che in nome di "un progetto per un campo largo insieme alle forze progressiste" e "sulla base di un modello che stiamo sperimentando anche in altre città" ha annunciato il sostegno dei 5 stelle al candidato del Pd. Il centrodestra, invece, appoggerà l'imprenditore Fabio Battistini.