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Green Pass, l'obbligo in Parlamento divide i partiti. Ceccanti (Pd): "Camera e Senato potenziali focolai"

Asse tra Pd e Forza Italia che chiedono l'estensione anche per le aule di Montecitorio e Palazzo Madama. Occhiuto (FI): "I partiti si autoregolamentino". La Lega rimane contraria
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“Il Parlamento è un potenziale focolaio”. Stefano Ceccanti non usa mezzi termini quando viene interpellato sulla necessità di estendere l’obbligatorietà del Green Pass al Parlamento, aule comprese. I dem sono stati primi a schierarsi a favore del provvedimento subito dopo la prima estensione del certificato. Una proposta accolta con poco entusiasmo, fuori e dentro la maggioranza. 

 

Il Movimento 5 stelle non si esprime se non attraverso il provvedimento sottoscritto dal presidente della Camera Roberto Fico. A Montecitorio, infatti, il pass sarà obbligatorio solo per accedere in alcuni spazi, come al ristorante o per le conferenze stampa, ma non per entrare in Aula. “Il Parlamento dovrebbe dare l’esempio&…

“Il Parlamento è un potenziale focolaio”. Stefano Ceccanti non usa mezzi termini quando viene interpellato sulla necessità di estendere l’obbligatorietà del Green Pass al Parlamento, aule comprese. I dem sono stati primi a schierarsi a favore del provvedimento subito dopo la prima estensione del certificato. Una proposta accolta con poco entusiasmo, fuori e dentro la maggioranza. 

 

Il Movimento 5 stelle non si esprime se non attraverso il provvedimento sottoscritto dal presidente della Camera Roberto Fico. A Montecitorio, infatti, il pass sarà obbligatorio solo per accedere in alcuni spazi, come al ristorante o per le conferenze stampa, ma non per entrare in Aula. “Il Parlamento dovrebbe dare l’esempio”, dice ancora Ceccanti. “Ci sono mille persone, tra Camera e Senato, che provengono da luoghi diversi. Serve responsabilità nei confronti del prossimo”, insiste. 

 

Ceccanti non parla solo da deputato del Pd. Prima di entrare in Parlamento nel 2018, è stato docente universitario di Diritto costituzionale alla Sapienza di Roma. “Io non vedo ostacoli di legittimità”, sostiene. Il riferimento è al possibile scontro tra il diritto alla salute e quello, per deputati e senatori, di esercitare le prerogative da parlamentare.  “Un tema delicato”, ammette Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera. “Sono favorevole all’obbligo, questa è una situazione di emergenza. Ma impedire l’accesso all’Aula potrebbe configurarsi in una limitazione del mandato”. Per questo sostiene che “sarebbe stato corretto se, come abbiamo fatto noi di FI, tutti i partiti si fossero dotati di un codice di autoregolamentazione e chiedendo ai propri parlamentari di dotarsi di Green Pass”.

Un invito, quello del deputato forzista, che fa da ponte tra favorevoli e contrari. Di quest’ultimi fanno parte i leghisti, alleati di Forza Italia ma da sempre ostili all’utilizzo del pass. Sono gli stessi che, su posizioni opposte rispetto a quelle di Ceccanti, etichettano l'uso del certificato in Parlamento come “un delirio paranoide senza precedenti", per usare le parole di Armando Siri. Il senatore se la prende con l’insistenza del Pd che, tramite il dem Andrea Marcucci, ha fatto sapere di essere contrario all’obbligo a metà deciso da Roberto Fico per il palazzo di Montecitorio: “La presidente del Senato, come il Presidente della Camera, facciano un passo in più. Il Green Pass serve anche per aula e commissioni, non solo per alcuni servizi".

Dall’opposizione anche Giorgia Meloni, al pari del senatore leghista, critica il provvedimento sostenuto da Pd e Forza Italia. La leader di FdI da sempre è contraria all’obbligo, fuori e dentro le aule del Parlamento. Del resto, le posizioni espresse dai vari partiti riflettono il sostegno alle misure volute da Mario Draghi a livello nazionale. Anche la Lega ormai, dovo aver incassato due estensioni dell'obbligo, sembra aver abbandonato le posizioni anti Green Pass a scapito dell’ala più intransigente. Quella che, non a caso, fa capo ad Armando Siri.