Orfini (Pd): "Sullo Ius soli i 5 Stelle la pensano come la destra. Ora intervenga Conte"
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele Bartoloni“C’è un pezzo del Movimento più vicino alle posizioni della destra”. Così Matteo Orfini commenta le parole di Paola Taverna sullo Ius soli. In un’intervista a Repubblica, la senatrice e vice presidente di Palazzo Madama ha motivato le resistenze del M5S parlando di “bisogno di sicurezza” e sostenendo che ci sono “altre priorità” rispetto alla legge sulla cittadinanza. Quelli dei 5 stelle “sono argomenti di destra”, taglia corto Orfini. Deputato ed ex presidente del Pd, è il primo firmatario di una delle tre proposte sullo Ius soli depositate alla commissione Affari costituzionali della Camera.
Orfini, ci sono “altre priorità” rispetto allo ius soli in questo momento?
"Ogni volta che si discute di questo tema c’è sempre qualcuno che dice che non è il momento giusto. Questa obiezione la fa solo chi non ha intenzione di approvare lo Ius soli…
“C’è un pezzo del Movimento più vicino alle posizioni della destra”. Così Matteo Orfini commenta le parole di Paola Taverna sullo Ius soli. In un’intervista a Repubblica, la senatrice e vice presidente di Palazzo Madama ha motivato le resistenze del M5S parlando di “bisogno di sicurezza” e sostenendo che ci sono “altre priorità” rispetto alla legge sulla cittadinanza. Quelli dei 5 stelle “sono argomenti di destra”, taglia corto Orfini. Deputato ed ex presidente del Pd, è il primo firmatario di una delle tre proposte sullo Ius soli depositate alla commissione Affari costituzionali della Camera.
Orfini, ci sono “altre priorità” rispetto allo ius soli in questo momento?
"Ogni volta che si discute di questo tema c’è sempre qualcuno che dice che non è il momento giusto. Questa obiezione la fa solo chi non ha intenzione di approvare lo Ius soli, mi sembra chiaro. Non vedo come la cittadinanza possa confliggere con altre questioni. Del resto, il Parlamento è organizzato per trattare più temi contemporaneamente. Possiamo discutere della crisi sanitaria e, allo stesso tempo, parlare di Ius soli".
L’ultima discussione risale al 2019, al tempo della maggioranza giallo-rossa. Quante possibilità ci sono di approvare lo Ius soli ora che in maggioranza ci sono anche Lega e Forza Italia?
"Il problema non è la maggioranza di governo. Prima è necessario dare al Parlamento la possibilità di discutere e trovare un accordo. Tempo fa Giuseppe Brescia, presidente della Commissione Affari costituzionali del M5S, aveva preso l’impegno di presentare un testo unificato per iniziare la discussione. Ma non si è saputo più nulla".
Secondo lei qual è la posizione dei 5 stelle?
"Io ho la sensazione, confermata dall’intervista a Paola Taverna, che il M5S non voglia lo Ius soli. Però io a questo punto chiederei a Giuseppe Conte cosa ne pensa. Per il Movimento è giusto o no dare diritti a bambini e studenti che da anni vivono in italia? Lo si dica chiaramente. Conte dice di voler collocare i 5 stelle nel centrosinistra?. Bene, allora immagino che su questo voglia chiarire e correggere la posizione di alcuni suoi esponenti, oltre che sollecitare il presidente Brescia per far ripartire il cammino della legge in Parlamento".
Perché su questi temi il Movimento non ha ancora fatto chiarezza?
"Ancora c’è un posizionamento che risale a quando i 5 stelle governavano con la Lega. Un pezzo del Movimento è più vicino a posizioni di destra. La Taverna, ad esempio, parlando di Ius soli pone un problema di sicurezza, che non c’entra assolutamente niente con una legge sulla cittadinanza. Non credo che i ragazzi possano rappresentare una minaccia per la sicurezza. Sono persone che vanno a scuola con i nostri figli, che sono italiani a tutti gli effetti ma non per la legge. Discriminarli è inaccettabile".
Ius soli e immigrazione sono argomenti su cui si rischia di perdere voti. Forse anche per questo i 5 stelle preferiscono non parlarne.
"Sì ma qui siamo di fronte a un tentativo di strumentalizzazione scorretta. Ovvero quello di trasformare la discussione sulla cittadinanza in un dibattito sulla sicurezza e sull’immigrazioni che, ci tengo a precisare, con lo Ius soli non c’entrano assolutamente nulla. Qui stiamo parlando di discriminazione nei confronti di italiani non riconosciuti tali dalla legge. Come si fa a dire che questa non è una priorità? Lo è in qualunque momento, soprattutto ora che i più giovani si trovano o pagare il prezzo più alto della pandemia".
Il Pd però si è sempre arreso abbastanza facilmente davanti alle resistenze degli altri partiti. Niente da rimproverare al suo partito?
"Assolutamente sì. Il Partito democratico avrebbe potuto chiudere questa partita durante la fine della scorsa legislatura. Da reggente del Pd in quel momento chiesi al presidente Paolo Gentiloni di porre la fiducia sullo Ius soli arrivato in seconda lettura al Senato. Mi fu risposto che non era necessario e che sarebbe stato approvato comunque. Così non è stato. Spero che con Enrico Letta questa timidezza sia stata superata".
Sullo Ius soli è possibile un dialogo con la destra?
"Alcuni esponenti del centrodestra hanno una certa sensibilità su questo tema. Penso a Renata Polverini di Forza italia che ha voluto depositare una sua proposta. Se si consente al Parlamento di lavorare e di favorire una mediazione, allora è possibile anche costruire una maggioranza in grado di approvare una legge. Ma non si può bloccare tutto perché sennò Salvini si offende".
Le è piaciuta la proposta di Malagò sullo Ius soli sportivo?
"Più che una proposta l’ho interpretata come una provocazione per rilanciare un tema, ma lo Ius soli non riguarda esclusivamente gli sportivi. Farlo solo per questi ultimi non avrebbe senso. Credo che le Olimpiadi abbiano contribuito a raccontare la realtà del nostro Paese. Ma ci sono centinaia di altri ragazzi che, come chi pratica sport, hanno ugualmente diritto alla cittadinanza".