Regionali in Calabria, Oliverio scende in campo contro il Pd: "Supererò ampiamente il quorum, ma non escludo ulteriori sorprese"
di Alessia Candito , di Alessia CanditoRiunioni su riunioni. Incontri, discussioni, iniziative da programmare. Dopo l'ufficializzazione della sua candidatura in solitaria, l'ex governatore dem della Calabria, Mario Oliverio, è quasi irrintracciabile. "Abbiamo un sacco di lavoro, ci sono le liste da preparare, le firme da raccogliere, mancano solo quindici giorni" dice soddisfatto.
Risultati di tanto lavoro?
"Abbiamo già due liste pronte, lavoriamo alla terza".
Cosa l'ha spinta a candidarsi in alternativa al centrosinistra?
"L'invito ufficiale è arrivato dai 'Comitati Oliverio presidente', ma nelle ultime settimane ci sono state anche tantissime sollecitazioni da parte di sindaci, amministratori, professionisti, società civile".
Riunioni su riunioni. Incontri, discussioni, iniziative da programmare. Dopo l'ufficializzazione della sua candidatura in solitaria, l'ex governatore dem della Calabria, Mario Oliverio, è quasi irrintracciabile. "Abbiamo un sacco di lavoro, ci sono le liste da preparare, le firme da raccogliere, mancano solo quindici giorni" dice soddisfatto.
Risultati di tanto lavoro?
"Abbiamo già due liste pronte, lavoriamo alla terza".
Cosa l'ha spinta a candidarsi in alternativa al centrosinistra?
"L'invito ufficiale è arrivato dai 'Comitati Oliverio presidente', ma nelle ultime settimane ci sono state anche tantissime sollecitazioni da parte di sindaci, amministratori, professionisti, società civile".
C'è stato un evento, una discussione, una richiesta in particolare che l'ha spinta a dire di sì?
"Non c'è stata una goccia che ha fatto traboccare il vaso. Questo è l'esito di un processo durato mesi, ma soprattutto il risultato della sordità del Pd. Fino a ieri ho provato a chiedere un percorso unitario, una ricomposizione. Nessuno ha risposto ai miei appelli".
In che senso ricomposizione? A certe condizioni, avrebbe accettato di sostenere Amalia Bruni?
"Ho saputo che questa signora era candidata prima da lei, perché mi ha chiamato, poi da Boccia (responsabile Enti locali del Pd n.d.r) che me lo ha comunicato. Ma io contesto il metodo e le decisioni calate dall'alto".
Quindi cosa avrebbe voluto?
"Ricomposizione avrebbe significato prima, le primarie, per costruire un percorso condiviso. Poi, quando i tempi sono diventati troppo stretti, una grande assemblea dei sindaci, degli amministratori, dei gruppi dirigenti locali per definire una linea comune. Adesso non c'è più tempo".
E quindi ha deciso di candidarsi. Ma con che obiettivo?
"Rilanciare la sinistra, che significa soprattutto mettere in moto la partecipazione. Tre anni di gestione commissariale mirata solo a perpetuare le attuali posizioni di potere hanno portato ad una desertificazione anche della discussione. Non è stato analizzato neanche il fallimento dell'operazione Callipo (candidato civico del centrosinistra alle ultime regionali n.d.r) che ha significato una sconfitta di 25 punti. Bisogna ripartire dalla condivisione per costruire un campo largo della sinistra".
E invece a livello elettorale? A cosa punta?
"Penso di poter competere. Supereremo ampiamente il quorum, ma sono convinto che durante questa campagna elettorale sapremo toccare le corde giuste, quindi non escludo ulteriori sorprese".
Nel Pd c'è chi parla di espulsione per lei e per chi dei dem la seguirà. La preoccupa?
"Quale espulsione? Da dove? In Calabria non si fanno tessere da due anni. Ero membro della direzione nazionale e dalle ultime regionali del gennaio 2020 non ho ricevuto neanche una convocazione".
Qualcuno dal Nazareno l'ha chiamata dopo l'ufficializzazione della sua candidatura?
"Non ho sentito nessuno".
E se lo facessero per chiederle un passo indietro?
"Ormai non c'è più margine. Le mie intenzioni sono chiare e non hanno a che fare con la mia persona. Non è una battaglia personale, ma politica".
Insomma è una sfida?
"L'autonomia del partito calabrese è stata schiaffeggiata. E sono tanti che la pensano come me".