Torna il Meeting di Rimini e sfila mezzo governo: “Noi aperti a tutte le idee”
di Conchita SanninoÈ il Meeting che incrocia il semestre bianco, la vigilia degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e la prova decisiva di un governo le cui premesse furono piantate proprio qui, a Rimini, nel discorso di Mario Draghi che infiammò il dibattito, era il 18 agosto 2020 (sei mesi prima che si insediasse a Palazzo Chigi). Un anno dopo, mentre sta per aprirsi l’edizione numero 42 della kermesse di Comunione e Liberazione, una delle esperienze pubbliche in assoluto più longeve della storia politica e culturale italiana, sarà proprio il presidente Sergio Mattarella a inaugurare (da remoto: forse segno di sensibilità verso la fine del settennato) questa edizione che rimette al centro “il coraggio di dire io, perché solo valorizzando l’unicità del singolo possiamo costruire un noi maturo e responsabile”, premette Bernhard Scholz, il presidente del Meeting.
È il Meeting che incrocia il semestre bianco, la vigilia degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e la prova decisiva di un governo le cui premesse furono piantate proprio qui, a Rimini, nel discorso di Mario Draghi che infiammò il dibattito, era il 18 agosto 2020 (sei mesi prima che si insediasse a Palazzo Chigi). Un anno dopo, mentre sta per aprirsi l’edizione numero 42 della kermesse di Comunione e Liberazione, una delle esperienze pubbliche in assoluto più longeve della storia politica e culturale italiana, sarà proprio il presidente Sergio Mattarella a inaugurare (da remoto: forse segno di sensibilità verso la fine del settennato) questa edizione che rimette al centro “il coraggio di dire io, perché solo valorizzando l’unicità del singolo possiamo costruire un noi maturo e responsabile”, premette Bernhard Scholz, il presidente del Meeting.
Da venerdì 20 a mercoledì 25 agosto, negli appuntamenti che tornano in Fiera, ecco la foltissima quadra di ministri, da Bonetti a Gelmini, da Giorgetti a Orlando e Speranza, da Colao fino a Cingolani, Di Maio, Bianchi e Giovannini e Garavaglia. Interviene il commissario europeo Gentiloni a parlare ovviamente dell’”Europa del Recovery Plan”. E ad affrontare il nodo del “futuro dei partiti” arrivano tutti i leader, da Salvini a Letta, da Conte a Tajani e Meloni.
“Le premesse per una ripartenza del sistema Paese ci sono tutte, le dinamiche degli ultimi mesi mostrano passi avanti importanti. Ma la politica deve concentrarsi in maniera lungimirante sul tema delle Next Generation Eu. Tutti gli investimenti, spero seri, nella formazione dei giovani e del sistema educativo, tutto l’impianto e l’equilibrio del Pnrr devono mettere al centro questa tensione e rifuggire da logiche miopi”, è la riflessione di Scholz. Anche per Giorgio Vittadini, al vertice della Fondazione per la Sussidiarietà, il promotore di un talk quotidiano sul lavoro che verrà (o scomparirà) nell’Italia post-pandemica, “il Pnrr è un’occasione storica per l’Italia. Il 2021 segna già una svolta con una crescita del 5% che non si vedeva da decenni.
Al Meeting sarà presentato il Rapporto sul lavoro sostenibile, curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà. L’Italia fa fatica a creare occupazione: ogni 100 persone da 15 a 65 anni, solo 58 lavorano. In Europa sono 68 e in Germania addirittura 76”. Ma il Meeting torna a tracciare una dimensione di incontro laico tra storie e pensieri diversi, con appuntamenti culturali che vanno dall’inaugurazione serale con Uto Ughi in piazza venerdì 20, al viaggio umano e divino di Dante, passando per il dialogo con Pupi Avati e sei videoproiezioni e le letture che raccontano Pasolini in un flusso ininterrotto di cinquanta ore.
Politica, economia, ma anche i grandi scenari internazionali, da cui sarà inevitabile accendere fari sulla crisi afghana e le ripercussioni sull’Occidente sotto choc. “Parleremo del futuro della democrazia, ad esempio venerdì, col tema “Stati Uniti e democrazia al bivio” con i professori Paolo Carrozza, Joshua Mitchell, Martina Saltalamacchia e col direttore di Repubblica Maurizio Molinari. E poi avremo incontri sulla cooperazione internazionale che toccheranno questa nuova, enorme e imprevista sfida che abbiamo tutti sotto gli occhi”.
Al centro resta comunque il banco di prova che ha davanti il governo, mentre si prepara la scelta del futuro presidente della Repubblica. Verosimile immaginare che il popolo di Cl auspichi che Draghi non sia attratto dalle sirene del Quirinale. “Io spero che il Parlamento italiano sappia fare le sue scelte con saggezza. Non dimentichiamo che una caratteristica molto importante della personalità di Draghi è che ha portato, con la sua autorevolezza, l’Italia al livello della leadership europea, e vi è un’interdipendenza tra l’Italia e l’Unione che va riconosciuta e valorizzata sempre di più”, sottolinea Scholtz.
È l’Europa sulla quale anche anche la Lega di Salvini, di casa al Meeting, ha dovuto correggere il tiro, sotto l’egida di Supermario. “In generale, vedo, che si comincia a ragionare di più, oltre gli slogan – aggiunge il presidente - Penso in generale che in tutti i partiti sia cresciuta la consapevolezza che l’Europa e l’Italia sono e devono essere ancora più connessi. Mi sembra che si siano attenuate le polemiche. Non vuol dire essere acritici, ma saper affrontare il dialogo su questi temi conoscendo la complessità degli equilibri geo-politici”.
Centrale sarà la sfida del lavoro, se ne parla al Meeting nell’agosto che ha segnato i primi licenziamenti “notificati” via whatsapp. “Dobbiamo liberarci di rigidità, burocrazia e tasse – invoca Vittadini - Per puntare verso un sistema sostenibile occorre ripartire dal lavoro e dai corpi intermedi, con un radicale cambio di mentalità. Il lavoro è sempre più un percorso e sempre meno un posto. Dobbiamo prepararci al cambiamento continuo e alla formazione permanente, a tutte le età e a tutti i livelli”. I segnali, per il professore, sono “incoraggianti. Già nei primi sei mesi del 2021 sul web sono stati pubblicati oltre 560.000 annunci con offerte di lavoro. In tre quarti dei casi riguardano il nord, mentre la maggior parte dei disoccupati sono al sud.
C’è poi un divario di competenze. Ecco allora che in quasi un terzo dei casi, le imprese faticano o non si riescono a trovare addetti qualificati: dall’edilizia alla logistica, dagli stagionali per la raccolta della frutta al turismo e perfino nei concorsi pubblici. Occorre però passare da una politica di sussidi, utile nel pieno della pandemia, ad una di investimenti per il futuro, dal digitale alle infrastrutture, dall’ambiente alla sanità”. Si torna alle parole di Draghi pronunciate qui un anno fa: “Dobbiamo sempre tenere al centro il famoso “debito buono” evocato nella passata edizione del Meeting dall’attuale premier” dice Vittadini. Per il quale “stiamo uscendo da una fase drammatica, innescata dalla pandemia e dalla crisi economica. È il momento della responsabilità singola e collettiva”.
Il Meeting numero 42 continua a scommettere sul confronto. “Siamo convinti che in ogni persona alberga del bene e cerchiamo di farlo emergere con il dialogo”, sottolinea Vittadini. Per Scholz, “la lungimiranza del Meeting è fatta forse dalla ricchezza delle voci diverse e delle presenze culturali. Sono contento ad esempio che quest’anno celebreremo particolarmente Pasolini, un grande intellettuale che come nessuno ci aveva messo in guardia dal pericolo del soffocamento e dell’omologazione del singolo nell’egemonia culturale”.